La telemedicina in farmacia conviene? Quanto resta di una tariffa da 61,95 euro
È l'unico investimento di questa collana in cui il prezzo non lo fai tu, la quantità non la decidi tu, e il tuo ricavo dipende da quante altre farmacie accettano la stessa proposta.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri, CFP® · FMVA®
8/19/202616 min read


LA FARMACIA COME PORTAFOGLIO · EPISODIO 7 · SERVIZI
È l'unico investimento di questa collana in cui il prezzo non lo fai tu, la quantità non la decidi tu, e il tuo ricavo dipende da quante altre farmacie accettano la stessa proposta.
Il caso di Roberto, e la risposta in tre righe
Roberto ha cinquantotto anni e una farmacia in un comune di seimila abitanti in provincia di Frosinone. Popolazione anziana, ospedale a quaranta minuti, liste d'attesa lunghe. È l'identikit perfetto della farmacia dei servizi, e infatti da giugno può aderire: nel Lazio holter cardiaco e holter pressorio sono usciti dalla sperimentazione e sono diventati prestazioni rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, eseguibili in tutte le farmacie convenzionate della regione.
Il fornitore di telerefertazione gli ha proposto un contratto triennale: dispositivi in comodato, piattaforma, centro di refertazione accreditato, centotrenta euro al mese. E gli ha detto che con l'holter cardiaco incassa quasi sessantadue euro a esame.
La risposta, subito. Sì, ogni singolo esame ha un margine positivo: dell'holter cardiaco da 61,95 euro te ne restano poco più di ventiquattro, dopo aver pagato la refertazione e aver contato i cinquantacinque minuti che quell'esame porta via a un farmacista. Il problema non è il margine per esame, il problema è il numero di esami.
Perché il budget non è tuo, è regionale. Nel Lazio, per il 2026, vale 1.548.750 euro per gli holter cardiaci e 619.500 per i pressori. Divisi per le tariffe, fanno venticinquemila esami cardiaci e quindicimila pressori. Per tutta la regione. E l'adesione è aperta a tutte le farmacie, senza tetto per esercizio, fino a esaurimento delle risorse.
Fatto il conto, la soglia è questa: se aderiscono più di cinquecento farmacie, il margine medio per farmacia non copre nemmeno il canone del provider. Se per fare il servizio devi sottrarre sei metri quadri alla vendita, la soglia scende a duecentotrenta. Nel Lazio le farmacie convenzionate sono più di millecinquecento.
Questo non significa che tu ci perderai. Significa che perché tu ci guadagni, qualcun altro deve rinunciare. È una distinzione che cambia completamente il tipo di decisione che stai prendendo, e nel resto dell'articolo ti mostro come si affronta.
Il caso di Roberto è didattico e non è una farmacia reale. Tutte le ipotesi sono dichiarate e modificabili, così puoi rifare il conto sui tuoi numeri.
Perché è un investimento, e perché è il più anomalo della collana
Un impiego di capitale entra in questa collana solo se supera due controlli. Deve esserci un capitale nel problema, cioè un esborso, un flusso atteso, un rischio e un'alternativa. E la conclusione deve tornare al patrimonio del titolare, non esaurirsi dentro l'azienda.
I soldi che entrano in farmacia non sono soldi dell'azienda, sono soldi tuoi che hanno cambiato forma. Ogni euro investito è un euro che hai deciso di non prelevare, e deve avere una strada per tornare indietro: più cassa che potrai prelevare negli anni, oppure più valore il giorno in cui cederai. Se non c'è né l'una né l'altra, il capitale si è esaurito dentro l'azienda.
La telemedicina supera entrambi i controlli, ma li supera in modo strano, ed è il motivo per cui merita un episodio suo. In tutti gli altri casi di questa collana, dal fotovoltaico al reparto dermocosmetico, tu decidi quanto capitale mettere e il mercato decide quanto rende. Qui no. Qui il prezzo lo fissa una delibera regionale, la quantità massima la fissa un budget, e la tua quota di quel budget dipende da quanti colleghi firmano lo stesso contratto.
Detto in modo brutale: non stai facendo un investimento, stai diventando un fornitore in subappalto di un committente unico che fissa prezzo e quantità. È una cosa legittima e in molti casi sensata, ma va valutata con strumenti diversi.
Il reagente limitante
In chimica c'è un concetto che spiega questa situazione meglio di qualunque schema finanziario. In una reazione, la quantità di prodotto che ottieni non dipende da quanto reagente metti dentro in totale: dipende dal reagente limitante, cioè da quello che si esaurisce per primo. Puoi aggiungere il secondo reagente all'infinito, e la resa non aumenta di un milligrammo. Quello in eccesso resta lì, non reagito, e ti sei solo comprato del materiale che non serve.
Nella telemedicina in farmacia i reagenti sono tre: le apparecchiature, il tuo tempo, e il budget regionale. Il fornitore ti vende il primo. Il secondo ce lo metti tu. Il terzo, che è quello limitante, non lo controlla nessuno dei due.
Ed è per questo che la domanda giusta da fare al fornitore non è quanto costa il canone. È: quante farmacie della mia provincia hai già firmato?
Il quadro normativo, in breve
Il percorso viene da lontano: decreto legislativo 153 del 2009 e decreti attuativi del 2010, poi la sperimentazione della farmacia dei servizi finanziata dalle leggi di bilancio 2018 e 2020, prorogata più volte, con le linee guida approvate in Conferenza Stato-Regioni il 17 ottobre 2019 (ricostruzione del percorso). Il passaggio decisivo è la legge 199 del 30 dicembre 2025, che ha integrato stabilmente i servizi erogati dalle farmacie nel Servizio sanitario nazionale.
Nel Lazio il regime stabile parte il 15 giugno 2026, con la delibera regionale n. 353 del 14 maggio 2026 e il protocollo attuativo Federfarma Lazio 018/L del 9 giugno 2026. Le prestazioni rimborsate sono l'holter cardiaco delle 24 ore, codice 89.50, a 61,95 euro, e l'holter pressorio delle 24 ore, codice 89.61.1, a 41,30 euro (dettaglio delle tariffe). L'ECG resta per ora escluso, in attesa che vengano definite le condizioni di erogazione e rimborso.
Le tariffe, precisa il protocollo, sono omnicomprensive del servizio. Vale la pena leggere quella parola con attenzione, perché significa che tutto quello che c'è dentro l'esame, dal materiale di consumo al tempo del farmacista alla refertazione, è già dentro quei 61,95 euro.
QUATTRO COSE OPERATIVE CHE CAMBIANO IL CONTO
Serve una prescrizione SSN dematerializzata: il paziente non può presentarsi e chiedere l'esame. Non decidi tu la domanda, la decide il medico di medicina generale.
La prestazione va registrata preventivamente sul sistema ReCUP, che comunica anche l'eventuale ticket da riscuotere. Raggiunto il budget regionale, ReCUP smette di accettare registrazioni.
Serve un provider di telerefertazione che fornisca sia il centro di refertazione accreditato sia la piattaforma informatica. Non è opzionale ed è un costo ricorrente.
Consensi privacy, autodichiarazioni e prescrizioni vanno archiviati, nella sperimentazione lombarda per cinque anni. È lavoro amministrativo che non finisce quando il paziente esce.
Le ipotesi, una per una
Questa è la parte che nelle presentazioni dei fornitori non c'è mai, ed è l'unica che rende verificabile tutto il resto.
SUI MINUTI, PERCHÉ È LA VOCE CHE DECIDE
Cinquantacinque minuti per un holter cardiaco non sono una stima pessimistica, sono una stima ordinata: applicazione degli elettrodi e istruzioni al paziente, rimozione il giorno dopo, scarico dei dati e trasmissione, ritiro e consegna del referto con il counselling, più la registrazione su ReCUP e la gestione dei consensi.
Sono anche minuti che il paziente occupa in due momenti diversi, a ventiquattro ore di distanza, e quasi mai negli orari che scegli tu.
Ho preferito che tutte le altre ipotesi pecchino a favore del progetto. Se il conto non torna nemmeno così, il messaggio è più solido.
Quanto resta di 61,95 euro
Grafico 1. La tariffa è omnicomprensiva, e quello che comprende si vede bene solo quando lo scomponi.
Voce
Ventiquattro euro e ventotto per un holter cardiaco. È un margine positivo e onesto, e va detto chiaramente perché è la buona notizia di questo articolo: a differenza di quanto succede online, qui ogni singola unità venduta ti lascia qualcosa in tasca.
Ma guarda la seconda riga in basso. Il tempo del farmacista, da solo, vale più del margine che resta sull'holter pressorio e vale una volta e mezzo il margine dell'ECG. È la stessa dinamica che governa la decisione di assumere un farmacista in più, vista dal lato opposto: lì compri ore, qui le vendi, e il prezzo a cui le stai vendendo è fissato da qualcun altro.
Messa così: l'holter pressorio ti paga il tempo del farmacista circa sedici euro l'ora netti. Se quella stessa persona, in quei quarantacinque minuti, avesse fatto consiglio al banco, avrebbe prodotto di più o di meno? È una domanda a cui puoi rispondere solo tu, ma va posta.
Il numero di esami, cioè il vero problema
Adesso il passaggio che nessuna presentazione commerciale fa, ed è aritmetica pura.
Sedici holter cardiaci all'anno significa uno ogni tre settimane. Con un margine di 24,28 euro fanno 388 euro l'anno. Il canone del provider ne costa 1.560.
Grafico 2. Ipotizza una ripartizione uniforme, che nella realtà non ci sarà. Serve a mostrare la forma del problema, non a prevedere il tuo risultato.
Farmacie che aderiscono
Margine lordo annuo
Le due soglie sono queste. Se lo spazio ce l'hai già e non lo togli a niente, il servizio smette di ripagarsi quando aderiscono più di cinquecento farmacie. Se invece devi ricavare sei metri quadri riservati sottraendoli alla vendita, la soglia crolla a duecentotrentaquattro.
E qui arriva il punto che di solito non viene detto: il budget si esaurisce, ma il canone no. Il canone lo paghi dodici mesi l'anno anche quando ReCUP ha già chiuso il rubinetto a ottobre.
I metri quadri, il vincolo che nessuno mette a bilancio
In questa collana ragiono su quattro vincoli: la cassa, le ore, i metri quadri e il rischio. La cassa qui non è il problema, perché con il comodato il capitale iniziale è quasi zero. Le ore le abbiamo appena contate. I metri quadri sono il vincolo di cui nessuno parla, e in questo caso sono decisivi.
Un holter richiede un'area riservata dove il paziente si scopre il torace. Non è un dettaglio di garbo, è una condizione di dignità e di riservatezza, e in molte farmacie richiede di ricavare un locale che prima era magazzino, retro, o superficie di vendita.
Quei metri quadri hanno un costo pieno di occupazione che non è solo l'affitto: è affitto, o costo figurativo dei muri se sono tuoi, più utenze, pulizie, assicurazione, ammortamento dell'arredo. Trecento euro al metro quadro all'anno è una stima ragionevole per una farmacia di media dimensione, e va ricalcolata sulla tua.
Sei metri quadri fanno milleottocento euro l'anno. È più del canone del provider. Ed è una voce che non arriva sotto forma di fattura, quindi non la vede nessuno.
Attenzione però a non usarla in modo automatico. Se quei sei metri quadri erano un magazzino sottoutilizzato o un locale morto, il costo opportunità è vicino a zero e la curva rossa del grafico non ti riguarda. Se invece li togli a un reparto che vende, allora il conto giusto è quello, ed è lo stesso ragionamento che si fa quando si valuta se un reparto merita lo spazio che occupa.
Il ritorno indiretto, misurato e non raccontato
L'argomento che sentirai più spesso è che il servizio porta gente in farmacia. È vero, ed è probabilmente l'unica ragione economica seria per farlo. Ma va misurato, perché altrimenti è una speranza travestita da argomento.
Un holter porta la stessa persona due volte in ventiquattro ore, con un motivo sanitario preciso e con un farmacista che le parla per qualche minuto. È una situazione di fiducia che il banco raramente produce. Quantifichiamola.
Il conto ipotizza uno scontrino aggiuntivo di quindici euro per visita, con un margine di banco del ventotto per cento, e ipotizza che compri il cento per cento delle persone che vengono. È volutamente ottimistico, e serve a mostrare l'ordine di grandezza: qualche centinaio di euro l'anno nella maggior parte dei casi, non qualche migliaio.
Il che ci dice una cosa utile. Il ritorno indiretto non salva un conto negativo, ma può ribaltare un conto vicino allo zero. E soprattutto non si realizza da solo: si realizza se chi consegna il referto sa fare quella conversazione. Se lo consegna in una busta con un buongiorno, non è successo niente.
Contro cosa si confronta
Il test dell'euro marginale qui è particolare, perché il capitale impiegato è quasi nullo. Con il comodato non stai immobilizzando denaro, stai impegnando ore e metri quadri. Quindi l'alternativa da confrontare non è la liquidità ferma sul conto e non è il portafoglio: sono gli usi alternativi delle stesse ore e degli stessi metri quadri.
E c'è una differenza qualitativa che vale più di tutte le righe di quella tabella. Negli altri episodi il rischio è che il mercato ti dia meno del previsto. Qui il rischio è che una delibera cambi. Il prezzo lo fissa un atto amministrativo, il volume lo fissa un budget annuale, e nessuno dei due ti chiede il permesso. È lo stesso tipo di dipendenza che rende fragile la parte di margine che dipende da una decisione politica, e non è un argomento contro: è un argomento per non costruirci sopra più di quanto regge.
Quando invece ha senso, e sono tre casi
Uno. Sei in una zona dove i concorrenti sul budget sono pochi
È il caso di Roberto, e sospetto sia il caso della maggior parte delle farmacie rurali. Il budget è regionale, ma la domanda è locale: dipende dai medici di medicina generale del tuo territorio, dalla popolazione anziana, dalle liste d'attesa dell'ospedale più vicino. Se nel raggio di venti chilometri sei l'unica farmacia che eroga il servizio, la tua quota non è la media regionale, è molto di più. Il conto va rifatto sul tuo bacino reale, non sulla divisione aritmetica che ho fatto io.
Due. Lo spazio ce l'hai già e le ore sono in eccesso
Se hai un locale inutilizzato e una fascia oraria in cui il personale è scarico, il costo marginale vero di questo servizio è basso, e allora anche sedici esami all'anno hanno un senso. È la situazione tipica delle farmacie con orario lungo e picchi concentrati: le ore morte esistono, e riempirle con qualcosa che genera margine è meglio che non riempirle.
Tre. Lo consideri un presidio, non un investimento
Ed è la lettura che mi convince di più. La farmacia dei servizi è il modo in cui la categoria sta cercando di restare rilevante mentre il margine sul farmaco si assottiglia. Partecipare significa esserci quando le regole si stabilizzeranno, avere il personale formato, avere le procedure rodate. È un costo di presidio, come tenere aperta una posizione.
Ma se è un presidio, allora vanno cambiate due cose. La prima: lo compri al prezzo più basso possibile, quindi comodato e non acquisto, contratto corto e non triennale, nessuna penale su volumi minimi. La seconda: smetti di aspettarti che si ripaghi, e lo metti a bilancio per quello che è, cioè un costo di posizionamento con un ritorno differito e incerto. Che è una decisione perfettamente legittima, purché sia presa con gli occhi aperti.
LA CLAUSOLA DA CERCARE PRIMA DI FIRMARE
Alcuni contratti di telemedicina prevedono un numero minimo di esami annui e una penale per ogni esame non eseguito. Ne ho visto uno che la fissa a 7,50 euro per esame mancante.
Combinala con quello che hai letto sopra: il volume massimo lo decide un budget regionale che si può esaurire a ottobre, e la domanda dipende dalle prescrizioni dei medici del tuo territorio.
Firmare un impegno su volumi minimi quando i volumi non li controlli è il modo più elegante di trasformare un servizio a margine positivo in un costo fisso. Se quella clausola c'è, o la togli o cambi fornitore.
Il KPI di verifica, cosa guardare tra dodici mesi
Il numero è uno solo ed è banale da calcolare: il numero di esami eseguiti in dodici mesi. La soglia la conosci già, perché è quella che copre il canone: con l'holter cardiaco a 24,28 euro di margine, servono sessantaquattro esami all'anno, cioè circa uno e due decimi a settimana.
Se dopo dodici mesi sei sotto, hai due possibilità e nessuna delle due è aumentare l'impegno. La prima è rinegoziare il canone, perché a quel punto hai un dato in mano e il fornitore ha interesse a tenerti. La seconda è chiudere il servizio, e in quel caso ti conviene averlo previsto nel contratto invece di scoprirlo a triennio iniziato.
Il secondo numero, se puoi averlo, è quante prescrizioni per holter escono dai medici del tuo comune in un anno. È il tuo mercato reale, e vale infinitamente più della media regionale che ho calcolato in questo articolo.
Cosa fa un consulente fee only dentro una decisione come questa
Non sceglie il provider e non valuta i dispositivi, non è il suo mestiere. Fa tre cose. Traduce una tariffa in un margine, contando il tempo e i metri quadri che nessuna presentazione conta. Sposta la domanda dal margine unitario al volume atteso, che è il punto dove il conto si decide davvero. E colloca la decisione nel posto giusto rispetto al resto, che poi è lo stesso lavoro che si fa leggendo il bilancio della farmacia con la formula DuPont o chiedendosi quanto rende davvero una farmacia.
Chi ti vende il canone è pagato per venderti il canone. L'associazione di categoria ha un interesse legittimo e dichiarato a che il maggior numero possibile di farmacie aderisca, perché è così che la categoria guadagna peso nella trattativa con le regioni. Sono entrambi ruoli onesti. Nessuno dei due però è pagato per dirti che, se aderiscono tutti, la media per farmacia non copre il canone.
In tre righe
Ogni esame ha un margine positivo, e questo distingue la telemedicina dalla maggior parte delle mode gestionali: dell'holter cardiaco restano 24,28 euro dopo refertazione, tempo e materiale.
Ma il volume non lo decidi tu. Con il budget del Lazio 2026 e una ripartizione uniforme, oltre le cinquecento farmacie aderenti il servizio non copre il canone, e oltre le duecentotrenta non copre nemmeno i metri quadri che occupa.
Quindi la domanda giusta non è se conviene, è se conviene a te: quante prescrizioni escono dai medici del tuo comune, quante farmacie ti fanno concorrenza su quel budget, e quei metri quadri li stai togliendo a qualcosa che vendeva.
Domande e risposte
Quanto costa davvero attivare la telemedicina in farmacia?
Con la formula del comodato, che è quella più diffusa, il capitale iniziale è quasi nullo e il costo è tutto ricorrente: un canone mensile che sul mercato si colloca in una fascia dell'ordine dei cento o duecento euro, più il costo per singola refertazione, che va chiesto esplicitamente perché a volte è dentro il canone e a volte no. Se invece acquisti i dispositivi, un holter cardiaco, un holter pressorio e un elettrocardiografo stanno in un ordine di grandezza di qualche migliaio di euro complessivi. La domanda da fare non è quale delle due formule costa meno, è quale delle due ti permette di uscire se i volumi non arrivano. Con volumi incerti, il comodato costa di più e vale di più.
Perché nel Lazio l'ECG non è rimborsato?
Il protocollo lo dice espressamente: resta escluso in attesa di definire le condizioni di erogazione e di rimborso per le farmacie. In Lombardia, nella sperimentazione, l'ECG è invece previsto a 25 euro. È un buon esempio di quanto sia frammentato il quadro: le stesse prestazioni hanno tariffe e perimetri diversi da regione a regione, e ogni conto va rifatto sulla propria delibera. Nel Molise, per dire, le tariffe sono state fissate con decreto a maggio 2026 e comprendono anche la spirometria refertata.
Se il budget regionale si esaurisce, cosa succede?
Il sistema ReCUP smette semplicemente di consentire la registrazione di ulteriori prestazioni. Non è una zona grigia, è un blocco tecnico. Questo significa due cose pratiche. La prima è che la stagionalità conta: chi parte a gennaio ha accesso a un budget pieno, chi parte a settembre potrebbe trovarne poco. La seconda è che il canone del provider continua a decorrere anche nei mesi in cui non puoi erogare, e quindi il costo fisso non si ferma quando si ferma il ricavo.
Posso farlo privatamente, fuori convenzione?
Sì, ed è una strada che merita un conto a parte. Fuori convenzione il prezzo lo fai tu, quindi il margine per esame può essere sensibilmente più alto e soprattutto non c'è nessun tetto di budget. In cambio non c'è nessuna domanda garantita: devi crearla, e per farlo devi farti conoscere. È lo stesso identico problema che rende difficile il canale online, cioè il costo di acquisizione di chi non sa che il servizio esiste. Il caso in cui funziona meglio è quello in cui i medici del territorio ti mandano i pazienti perché si fidano, e quella è una relazione che si costruisce in anni, non un prodotto che si compra.
Il servizio aumenta il valore della farmacia in caso di cessione?
Poco, e va detto senza girarci intorno. Un perito capitalizza un EBITDA ricorrente e difendibile. Un margine di qualche centinaio o qualche migliaio di euro l'anno, che dipende da un budget regionale rinnovato annualmente e da un contratto con un provider, non ha nessuna di quelle due caratteristiche. Il valore che genera è di altro tipo: relazione con il territorio, posizionamento professionale, personale formato. Cose vere, ma che nel prezzo di cessione entrano in modo indiretto e difficile da documentare.
Come faccio a stimare la domanda del mio territorio invece della media regionale?
Il modo più diretto è parlare con i medici di medicina generale del tuo comune e chiedere quante richieste di holter fanno in un anno e dove le mandano oggi. È una conversazione che si può fare, ed è più informativa di qualunque proiezione. Il secondo indicatore è la lista d'attesa dell'ospedale o del poliambulatorio di riferimento: se è lunga, la domanda inevasa esiste. Il terzo è quante farmacie del tuo bacino hanno già aderito, e questa informazione il tuo provider ce l'ha. Se non te la vuole dare, è già una risposta.
Perché continui a valorizzare il tempo del personale se lo stipendio lo pago comunque?
Perché la domanda non è se quella persona costa, ma cosa avrebbe fatto in quei minuti. Se in farmacia c'è coda e togli un farmacista dal banco per un'ora, quell'ora ha un costo pieno. Se invece è un martedì mattina di gennaio con la farmacia vuota, il costo marginale è vicino a zero e il conto migliora molto. Il numero che uso, ventidue euro l'ora, è il costo aziendale medio, ed è il punto di partenza corretto quando non sai in quali fasce orarie cadranno gli esami. Quando lo sai, raffinalo.
Fonti
Regione Lazio, delibera di giunta n. 353 del 14 maggio 2026, e protocollo attuativo Federfarma Lazio 018/L del 9 giugno 2026: avvio a regime di holter cardiaco (codice 89.50, 61,95 euro) e holter pressorio (codice 89.61.1, 41,30 euro) dal 15 giugno 2026, adesione aperta a tutte le farmacie convenzionate senza tetto per esercizio, budget 2026 di 1.548.750 euro e 619.500 euro, blocco automatico su ReCUP a esaurimento (sintesi delle tariffe, procedure e percorso del paziente).
Regione Lombardia, delibera di giunta n. XII/2405 e indicazioni operative Federfarma: nella sperimentazione, holter pressorio 42,20 euro, holter cardiaco 63,30 euro, ECG 25 euro, con referto prodotto da centro di telerefertazione accreditato (dettaglio).
Decreto legislativo 153 del 2009 e decreti attuativi del 2010, leggi di bilancio 2018 e 2020, linee guida approvate in Conferenza Stato-Regioni il 17 ottobre 2019, legge 199 del 30 dicembre 2025 di integrazione stabile dei servizi nel Servizio sanitario nazionale (ricostruzione del percorso normativo). Regione Molise, decreto n. 71 del 14 maggio 2026, per le tariffe delle prestazioni di telemedicina in farmacia, spirometria refertata inclusa.
I costi di telerefertazione, i minuti per esame, il costo orario e il costo dei metri quadri sono ipotesi didattiche dichiarate nelle tabelle e non rilevazioni di mercato. Il quadro normativo è quello vigente al 16 agosto 2026 e cambia da regione a regione: ogni conto va rifatto sulla delibera della propria.
Prossimo episodio della collana: l'autoanalisi e lo screening, cioè l'altro pezzo della farmacia dei servizi, quello con l'apparecchio che costa poco e il tempo che costa tanto. Se hai un contratto di telemedicina sul tavolo e vuoi che il conto lo rifacciamo sul tuo bacino reale invece che sulla media regionale, la strada è scrivermi. Se sei arrivato qui da un altro pezzo, quello da leggere subito dopo è l'episodio sull'e-commerce, perché ha lo stesso identico difetto di fondo, cioè un ricavo che sembra grande e un margine unitario che nessuno ha mai calcolato.
Luca Petri, CFP®, FMVA® · Oltre il Camice · Consulente finanziario indipendente fee only per farmacisti titolari · lucapetriconsulting.it
Contenuto informativo ed educativo. Non costituisce consulenza personalizzata, raccomandazione all'investimento, consulenza fiscale né assistenza in materia di adempimenti sanitari, autorizzativi o contrattuali. I dati numerici sono didattici, costruiti su ipotesi dichiarate e non riferiti a una farmacia esistente. Le tariffe e le condizioni di erogazione variano per regione e nel tempo, e vanno verificate presso la propria regione e la propria associazione di categoria. L'autore non riceve né corrisponde compensi da fornitori di dispositivi, provider di telerefertazione o intermediari.

















