«Un giorno tutto questo sarà tuo»
È la frase più affettuosa che dirai ai tuoi figli, e da lì nasce la maggior parte dei passaggi generazionali sbagliati. «Questo» vuol dire almeno quattro cose diverse, e nessuno specifica quale.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri, CFP® · FMVA®
9/19/20265 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 1 DI 36
È la frase più affettuosa che dirai ai tuoi figli, e da lì nasce la maggior parte dei passaggi generazionali sbagliati. «Questo» vuol dire almeno quattro cose diverse, e nessuno specifica quale.
Comincio da qui perché tutto il resto viene dopo
Questa è la prima di trentasei lezioni sul passaggio generazionale della farmacia. Nelle prossime faremo i conti: quanto vale davvero l'azienda, come si legge una busta paga, quanto deve ai fratelli chi la prende, quanto debito regge, quali imposte si pagano.
Ma comincio da una frase, e non per fare l'introduzione. Comincio da qui perché nella mia esperienza è il punto in cui l'errore si genera, e tutti i conti che faremo dopo servono a correggerlo quando ormai è fatto.
La frase la conosci. L'hai detta o l'hai sentita dire. «Un giorno tutto questo sarà tuo.»
Il problema non è la promessa. È il pronome
Quando la dici, tu sai perfettamente cosa intendi. Il problema è che nella tua testa «questo» è una cosa sola, mentre là fuori sono quattro, e chi ti ascolta ne sceglie una.
Facciamo l'inventario del titolare tipo di questo corso, quello che useremo in tutte le trentasei lezioni.
Grafico 1. Le quattro cose che la parola «questo» può indicare, e quanto vale ciascuna.
C'è l'azienda, che al valore normalizzato vale 966.000 euro. C'è il posto di lavoro dentro quell'azienda: un compenso da direttore di 62.000 euro l'anno che, moltiplicato per vent'anni e attualizzato, vale 922.000 euro. Ci sono i muri, 420.000. E c'è la casa di famiglia, 350.000.
Quattro cose, e le prime due valgono quasi identico: 966.000 contro 922.000, quattro virgola cinque per cento di differenza.
Gli isomeri
Chi ha fatto chimica organica conosce questo problema. C sei, H dodici, O sei è la formula bruta del glucosio. È anche quella del fruttosio e del galattosio. Stessa formula, stessi atomi nelle stesse quantità, molecole completamente diverse, che si comportano in modo diverso e che il corpo tratta in modo diverso.
Se ti do solo la formula bruta, non puoi sapere quale delle tre ho in mano.
«Un giorno tutto questo sarà tuo» è una formula bruta. Contiene gli elementi giusti e non dice come sono legati fra loro. E i tuoi tre figli, sentendola, ricostruiscono tre molecole diverse.
Le due molecole che contano
Le altre due voci, muri e casa, sono semplici: sono beni, si dividono, e sul loro valore ci si mette d'accordo. Il malinteso vero sta nelle prime due, ed è profondo perché valgono quasi uguale e non sono per niente la stessa cosa.
Grafico 2. Due numeri quasi identici, cinque proprietà opposte.
L'azienda è un capitale. Si eredita, si divide in tre, vale anche se non ci lavori dentro, e si può vendere.
Il posto di lavoro è un flusso. Non si eredita: si guadagna, ogni mattina, per vent'anni. Non si divide in tre, perché la direzione la può tenere una persona sola. Vale solo finché ci lavori. E non lo puoi vendere a nessuno.
Adesso torniamo ai tre figli che hanno sentito la frase.
Il figlio farmacista sente «il posto di lavoro». Per lui «questo» è la farmacia in cui entra tutti i giorni, il lavoro che farà per i prossimi vent'anni, la vita che ha già cominciato a costruire lì dentro.
Gli altri due sentono «il capitale». Per loro «questo» è un'azienda che vale quasi un milione di euro e che il padre sta dando a uno dei tre.
Nessuno dei due ha torto. Stanno usando la stessa parola per due molecole diverse, e ci costruiscono sopra dieci anni di aspettative senza mai accorgersi di parlare di cose diverse.
Perché questo è l'errore che genera tutti gli altri
Il figlio che entra in azienda comincia a lavorarci sottopagato, perché sa che «un giorno sarà suo»: sta anticipando qualcosa che crede già suo. Nella lezione 9 vedremo che in quindici anni quel comportamento vale 300.000 euro conferiti e mai contati.
I fratelli, nel frattempo, si fanno una loro idea del valore, quasi sempre basata sul fatturato o su quello che si dice in paese. Nella lezione 5 vedremo che il numero da cui partono è mediamente più alto del 31% rispetto a quello vero.
E nessuno dei tre chiede chiarimenti, perché chiederli significherebbe parlare della morte del padre, e quella conversazione si rimanda finché non è tardi.
Tutti i conti delle prossime trentacinque lezioni servono a sciogliere questo nodo. Ma il nodo si sarebbe potuto non fare.
Come si dice la stessa cosa in modo che significhi una cosa sola
Non ti sto dicendo di smettere di dirla. Ti sto dicendo di dirne una versione che abbia un significato solo, e si fa aggiungendo tre informazioni.
Prima: quale delle quattro cose
«La farmacia sarà tua» è diverso da «lavorerai qui» ed è diverso da «il patrimonio sarà diviso fra voi tre». Sono tre frasi che nella tua testa forse convivono, ma che vanno dette separate, perché chi ascolta ne può tenere una sola.
Seconda: e gli altri?
È la parte che quasi nessuno aggiunge, ed è quella che decide se la frase è una promessa o un problema. «La farmacia sarà tua» detta a un figlio unico è una promessa. Detta a uno di tre, senza dire cosa avranno gli altri due, è l'inizio di un malinteso che dura vent'anni.
Terza: a quali condizioni
Se il figlio che prende l'azienda dovrà liquidare i fratelli, saperlo a trent'anni cambia le sue scelte: quanto si fa pagare, se compra casa, se si indebita per altro. Scoprirlo a cinquanta, quando il conguaglio arriva insieme al lutto, è un'altra vita.
Detta con queste tre aggiunte la frase diventa molto meno poetica. Ma è l'unica versione che, dieci anni dopo, tutti e tre ricorderanno allo stesso modo.
Cosa faremo nelle prossime lezioni
Nella seconda lezione affronto la distinzione che sta sotto tutto il corso, cioè la differenza fra equità e uguaglianza: perché dividere in parti uguali, in questa situazione precisa, è il modo più sicuro di essere ingiusti.
Nella terza separiamo definitivamente il capitale dal lavoro, che è il concetto che abbiamo appena introdotto e che useremo in ogni conto successivo.
Nella quarta metto in fila le cinque strade possibili, così sai dove stiamo andando prima di entrare nei dettagli.
Poi cominciano i conti, e non smettiamo più fino alla trentaseiesima.
Una cosa che ho notato preparando questa lezione
Le frasi che diciamo ai figli le pesiamo per l'affetto che contengono, non per la precisione. Ed è giusto così: una frase affettuosa che sia anche precisa suona come un contratto, e nessuno parla ai figli con un contratto in mano.
Il punto è che quella frase, negli anni, smette di essere una frase. Diventa il documento su cui tre persone hanno basato delle decisioni, e a quel punto viene letta come si legge un documento: alla lettera, e da ciascuno a modo suo.
Non è che l'abbiamo detta male. È che non sapevamo di stare scrivendo.
Questa è la lezione 1 di 36 del corso gratuito sul passaggio generazionale in farmacia. Le trovi tutte, in ordine, sul canale. Se vuoi fare questi conti sulla tua famiglia invece che su quella del corso, ne parliamo: lucapetriconsulting.it. Lavoro solo a parcella, non prendo provvigioni da nessuno, e la parte notarile la fa il notaio con i conti già in mano.
Legittima, quote indisponibili e validità degli atti sono materia del notaio, e su quella non do indicazioni in nessuna lezione di questo corso.




