Stipendio del figlio in farmacia, e se è più alto del mercato?

Se per anni ha preso più del suo lavoro, la differenza è un anticipo sulla sua quota. Si conta con lo stesso metodo e lo stesso metro della lezione 9, nel verso opposto. Ed è la prova che il metodo non lavora per nessuno.

LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA

Luca Petri, CFP® · FMVA®

10/2/202615 min read

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 10 DI 36

Se per anni ha preso più del suo lavoro, la differenza è un anticipo sulla sua quota. Si conta con lo stesso metodo e lo stesso metro della lezione 9, nel verso opposto. Ed è la prova che il metodo non lavora per nessuno.

Luca Petri

CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 12 min di lettura


Lo stipendio del figlio in farmacia, a volte, è più alto del lavoro che fa. Succede per affetto, per pagare meno imposte, o per una promessa fatta anni fa, e se ne parla ancora meno del caso opposto. Nessuno si lamenta di uno stipendio troppo alto. Almeno fino al giorno della divisione.

Nella lezione 9 il figlio del corso aveva preso 20.000 euro l'anno meno del suo lavoro, per 15 anni, e il conto ha trovato un credito di 243.583 euro. Oggi rifacciamo lo stesso conto nel verso opposto, con gli stessi numeri. Il figlio ha preso 20.000 euro l'anno più del suo lavoro, per 15 anni.

Il risultato è un anticipo sulla sua quota di 243.583 euro, che aggiunge al conguaglio dovuto ai fratelli 162.389 euro. Sono esattamente i numeri della lezione 9, con il segno cambiato. Ed è il motivo per cui questa lezione esiste.


PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO

Dopo la lezione 9 qualcuno potrebbe pensare che questo corso stia dalla parte del figlio che lavora in farmacia. Il modo più semplice per rispondere è rifare il conto quando il figlio ha preso di più, con la stessa misura e lo stesso metro.

Se il metodo desse sempre ragione allo stesso figlio, non sarebbe un metodo. Sarebbe un avvocato, e i fratelli se ne accorgerebbero al primo conto.


Il controllo negativo

In laboratorio nessun risultato vale da solo. Ogni seduta analitica si fa con 2 controlli. Il controllo positivo è un campione che deve risultare positivo, il controllo negativo uno che deve risultare negativo. Se il test trova la sostanza anche nel controllo negativo, non sta misurando la sostanza, sta confermando quello che ci si aspetta.

La lezione 9 era il controllo positivo. Il figlio aveva lavorato più di quanto era stato pagato, e il metodo ha trovato un credito. Questa lezione è il controllo negativo. Il figlio è stato pagato più del suo lavoro, e il metodo deve trovare il contrario, con la stessa misura e lo stesso metro.

Se non lo trovasse, il credito della lezione 9 non varrebbe niente. Verrebbe da uno strumento che legge sempre positivo, e uno strumento così non misura. Consola.


CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO

●Una famiglia con lo stesso patrimonio di quella del corso, €1.936.000 fra farmacia (€966.000), muri, casa e liquidità, e 3 figli

●Il primo figlio, farmacista, lavora in farmacia da 15 anni. Per tutto quel tempo ha fatto il lavoro di un collaboratore, ma è stato pagato come un vice

●Per 15 anni è costato alla farmacia €20.000 l'anno più del suo lavoro, €63.804 invece di €43.804 (lezioni 6 e 8). Oggi fa davvero il vice, e il suo stipendio è quello giusto

●Il secondo figlio ha ricevuto €120.000 per la casa, 12 anni fa. Il terzo non ha né dato né ricevuto

●Il metro, come in tutto il corso, è il 4% annuo nominale, lo stesso per tutti


L'anticipo, in 5 voci

01 La misura, stavolta al contrario

Come nella lezione 9, la prima domanda è 20.000 euro di cosa. Quei 20.000 euro di costo in più sono diventati 14.603 euro lordi in busta, e alla fine 6.337 netti sul conto e 5.828 fra TFR e pensione. Al figlio sono arrivati 12.165 euro l'anno in più.

Al padre, invece, sono costati meno di 20.000 euro. Lo stipendio è un costo della farmacia, e ogni euro di costo è un euro di utile in meno su cui pagare il 43% di IRPEF più le addizionali. Tolte le imposte risparmiate, al padre sono mancati 10.900 euro l'anno.

Grafico 1. Gli stessi 20.000 euro l'anno, pagati al figlio oppure rimasti al padre.

La differenza l'ha pagata lo Stato. Sullo stipendio del figlio ha preso 7.835 euro l'anno, sull'utile del padre ne avrebbe presi 9.100. In 15 anni la famiglia ha tenuto 18.972 euro in più di quelli che avrebbe tenuto con uno stipendio giusto. Lo Stato, che alle divisioni è sempre puntuale, stavolta ci ha rimesso.

Così lo stesso stipendio in più si può misurare in 4 modi. In 15 anni, a valore nominale, sono 300.000 euro di costo per la farmacia, 219.046 di retribuzione lorda, 182.472 arrivati al figlio fra netto, TFR e pensione, e 163.500 mancati al padre dopo le imposte.

Rispetto alla lezione 9 le parti si invertono. Il figlio adesso preferisce l'ultima misura, la più bassa. I fratelli preferiscono la prima, che nella lezione 9 trovavano gonfiata e che adesso trovano ragionevolissima.

La mia posizione è la stessa della lezione 9. Si conta quello che il figlio ha ricevuto in più, 12.165 euro l'anno. E il motivo è lo stesso, visto dall'altra parte.

I 18.972 euro risparmiati allo Stato sono un guadagno di tutta la famiglia, e nella divisione qualcuno li incassa. La misura che si sceglie decide chi. Per vederlo basta confrontare quello che ognuno riceve con quello che avrebbe avuto se il figlio fosse stato pagato il giusto fin dall'inizio.

Grafico 2. Chi incassa i 18.972 euro risparmiati allo Stato, a seconda di come si misura lo stipendio in più.

Se si conta il costo, 300.000 euro, al figlio si fa restituire anche la parte andata allo Stato, che lui non ha mai visto. Così riceve 72.028 euro meno di quanto avrebbe avuto, e ogni fratello 45.500 in più. I fratelli incassano tutto il risparmio, e in più soldi che il figlio non ha mai avuto. Con il lordo in busta succede lo stesso, in piccolo.

Se si conta quello che è mancato al padre, 163.500 euro, succede il contrario. I fratelli non guadagnano niente, e i 18.972 euro li tiene tutti il figlio.

Se si conta quello che il figlio ha ricevuto, 182.472 euro, il risparmio si divide in 3 parti uguali, 6.324 euro a testa. Nessuno incassa per gli altri. È la stessa misura della lezione 9, e dà lo stesso risultato, nel verso opposto.


IL CONTO, PASSO PER PASSO

Per tenere il conto pulito lascio fuori l'aiuto per la casa, che è uguale in tutti e 2 i mondi, e uso i valori nominali, senza rivalutare.

1. Il mondo giusto. Se il figlio fosse stato pagato il giusto per 15 anni, non avrebbe incassato quei 182.472 euro in più, e il padre avrebbe 163.500 euro in più. Il patrimonio sarebbe di 2.099.500 euro, e diviso in 3 fa 699.833 euro a testa, uguali per tutti e 3.

2. Il mondo reale. Il patrimonio è di 1.936.000 euro. Si aggiunge l'anticipo, calcolato con la misura scelta, e il totale si divide in 3. Poi dalla quota del figlio si toglie l'anticipo. In più il figlio ha già in tasca i 182.472 euro incassati con lo stipendio.

3. Misura per misura. Con il costo, 300.000 euro, la massa sale a 2.236.000 euro, 745.333 a testa. Il figlio riceve 745.333 meno 300.000, più i 182.472 che ha già, cioè 627.805 euro, 72.028 meno dei 699.833 del mondo giusto. Ogni fratello riceve 745.333, cioè 45.500 in più.

Con quello che è mancato al padre, 163.500 euro, la massa sale a 2.099.500 euro, 699.833 a testa, esattamente come nel mondo giusto. I fratelli non guadagnano niente. Il figlio riceve 699.833 meno 163.500, più i 182.472 che ha già, cioè 718.805 euro, 18.972 più del mondo giusto.

Con quello che il figlio ha ricevuto, 182.472 euro, la massa sale a 2.118.472 euro, 706.157 a testa. Il figlio riceve 706.157 meno 182.472, più i 182.472 che ha già, cioè 706.157 euro, esattamente come ciascun fratello. Tutti e 3 hanno 6.324 euro più del mondo giusto. Con il lordo in busta il conto è lo stesso, in piccolo.

4. La controprova. In ogni caso, sommando quello che guadagna o perde il figlio e quello che guadagnano i 2 fratelli, esce sempre la stessa cifra, 18.972 euro in più. È la differenza fra i 182.472 euro arrivati al figlio e i 163.500 mancati al padre. La misura non cambia il risparmio, decide solo chi lo incassa.


02 Gli anni, quelli in cui lo stipendio correva più del lavoro

Anche qui gli anni non si contano dalla data di assunzione, ma dal lavoro fatto davvero. Nel caso del corso sono 15, tutti uguali. Nella realtà il caso tipico è il figlio assunto con lo stipendio da vice mentre impara, che ci mette qualche anno a fare davvero il vice. Si contano solo quegli anni, e il conto si ferma quando il lavoro raggiunge lo stipendio.

E spesso gli anni non vanno tutti nello stesso verso. Un figlio può aver preso meno del suo lavoro nei primi anni e di più in quelli successivi, magari proprio per recuperare. Nel conto anno per anno ogni anno ha il suo segno, e il metro fa il resto.

03 Il metro, lo stesso anche adesso

L'anticipo si rivaluta con lo stesso metro dell'aiuto per la casa e del conferimento della lezione 9, il 4% annuo. I 12.165 euro del primo anno oggi valgono 21.065, quelli dell'ultimo 12.165. Tutti insieme fanno 243.583 euro.

Qui il metro, per la prima volta, lavora contro il figlio che sta in farmacia. Nella lezione 9 usare lo 0% per il suo lavoro e il 4% per la casa spostava 40.741 euro dal figlio ai fratelli. Qui lo 0% per il suo stipendio li sposterebbe dai fratelli al figlio. Il metro è lo stesso in tutti e 2 i casi proprio perché nessuno lo sceglie guardando chi ci guadagna.

04 Il valore di oggi

€243.583

L'ANTICIPO DEL FIGLIO, OGGI. QUELLO CHE HA RICEVUTO IN PIÙ IN 15 ANNI, RIVALUTATO AL 4% ANNUO

È lo stesso numero della lezione 9, con il segno cambiato. Lì era un credito del figlio verso il patrimonio. Qui è una parte della sua quota che ha già incassato, esattamente come l'aiuto per la casa del fratello.


ATTENZIONE

Se il figlio è pagato sopra il mercato anche oggi, c'è un effetto in più, sul valore della farmacia. Il bilancio porta un costo che un acquirente non avrebbe, e fa sembrare la farmacia meno redditizia di quello che è.

Nella normalizzazione della lezione 5 lo stipendio in eccesso torna nell'EBITDA, e con il multiplo di 7 ogni 10.000 euro l'anno valgono 70.000 euro di farmacia. Se la farmacia la prende lui, conviene chiarirlo prima. Altrimenti la paga meno di quello che vale, e la differenza la pagano i fratelli.


05 La divisione, l'anticipo torna nella massa

L'anticipo fa lo stesso percorso dell'aiuto per la casa. Torna nella massa, rivalutato, e poi si toglie dalla quota di chi l'ha ricevuto.

Con il metro del corso il conto è questo. Al patrimonio di 1.936.000 euro si aggiungono i 243.583 dell'anticipo e i 192.124 dell'aiuto per la casa. La massa da dividere diventa di 2.371.707 euro, 790.569 a testa. Poi si aggiusta. Il primo figlio riceve la sua quota meno l'anticipo, 546.986 euro. Il secondo la sua quota meno l'aiuto, 598.445. Il terzo la sua quota intera, 790.569.

Il figlio che prende la farmacia da 966.000 euro ha diritto a 546.986, quindi ai fratelli deve un conguaglio di 419.014 euro. Con uno stipendio giusto ne avrebbe dovuti 256.625. Nella lezione 9, sottopagato, 94.237.

Grafico 3. Il conguaglio del figlio che prende la farmacia, se per 15 anni ha preso meno, il giusto o più del suo lavoro.

L'anticipo, da solo, aggiunge al conguaglio 162.389 euro, i 2 terzi dei 243.583. Sono gli stessi 162.389 euro che nella lezione 9 il conferimento toglieva. Il terzo restante il figlio lo restituisce a se stesso, per la stessa regola dei 2 terzi della lezione 5.

Un metodo che funziona nei 2 versi

Fra il figlio della lezione 9 e quello di questa lezione ci sono 324.777 euro di conguaglio. Hanno fatto gli stessi anni nella stessa farmacia. Uno ha dato più di quanto ha preso, l'altro ha preso più di quanto ha dato, e il metodo li tratta con la stessa regola. Si conta quello che il figlio ha ricevuto, o non ha ricevuto, con il metro di tutti.

Nella lezione 9 il metodo ha dato ragione al figlio che lavora. Oggi dà ragione ai fratelli, per la stessa cifra. Non è un compromesso fra le parti, è la stessa misura letta nei 2 versi. Ed è per questo che si può spiegare a tutti e 3 i figli, anche a quello a cui non conviene.

Qui una norma potrebbe contarlo al posto tuo

Per il figlio sottopagato della lezione 9 una regola non c'era. Per quello pagato di più potrebbe esserci. La legge chiede ai figli di riportare nella divisione quello che hanno ricevuto dal genitore per donazione, direttamente o indirettamente. E la parte di stipendio che supera il valore del lavoro può essere una donazione indiretta.

Può esserlo, non è detto. Dipende dai fatti, e soprattutto da quello che il padre voleva fare. Uno stipendio alto per un lavoro vero resta uno stipendio, anche se generoso. La valutazione spetta al notaio o all'avvocato, e il conto di questa lezione serve a sapere di quanto si sta parlando prima di andarci.

C'è poi il lato fiscale. Lo stipendio di un figlio maggiorenne assunto come dipendente è un costo deducibile, purché corrisponda a un lavoro vero. Se supera di molto il valore di quel lavoro, è uno dei primi costi che un controllo va a guardare, e fin dove ci si può spingere lo dice il commercialista.

Collazione, donazioni indirette, legittima e strumenti con cui si scrive una divisione sono materia del notaio, come in tutto il corso. Deducibilità e congruità dello stipendio di un familiare sono materia del commercialista. Qui c'è il conto.


IN SINTESI

●Lo stipendio del figlio in farmacia sopra il mercato è un anticipo sulla sua quota, e si conta con lo stesso metodo del conferimento della lezione 9, nel verso opposto.

●La misura è quello che il figlio ha ricevuto in più fra netto, TFR e pensione, 12.165 euro l'anno nel caso del corso, non i 20.000 di costo.

●Pagarlo di più ha fatto risparmiare alla famiglia 18.972 euro di imposte e contributi in 15 anni. Con questa misura il risparmio si divide in 3 parti uguali.

●Il metro è lo stesso per tutti, il 4% annuo. L'anticipo vale oggi 243.583 euro e torna nella massa come l'aiuto per la casa.

●Il conguaglio del figlio che prende la farmacia sale a 419.014 euro, contro i 256.625 di uno stipendio giusto e i 94.237 della lezione 9.

●Se la parte in eccesso sia anche una donazione indiretta lo valuta il notaio. Se sia un costo congruo, il commercialista.


Cosa fare, prima di parlarne in famiglia

Rifai il conto anno per anno, come nella lezione 9, ma con il segno. Per ogni anno servono la busta paga, il lavoro fatto davvero e il prezzo di mercato di quel lavoro. Gli anni in cui il figlio ha preso meno sono un credito, quelli in cui ha preso di più un anticipo.

Poi aggiungi quello che la farmacia gli ha pagato fuori dallo stipendio, se c'è, come l'auto o il telefono, al valore che hanno avuto per lui. Anche quello conta, con lo stesso metro.

Infine metti il risultato su un foglio, con lo stesso metro usato per tutto il resto, e fallo leggere a tutti i figli. Se lo stipendio in più aveva anche un motivo fiscale, portalo anche al commercialista. Il notaio dirà come renderlo valido.

Domande e risposte

Conviene pagare di più il figlio per pagare meno imposte?

Nel caso del corso ogni 20.000 euro di stipendio in più costano al padre 10.900 euro e ne portano al figlio 12.165, quindi la famiglia risparmia davvero. Ma la parte che supera il valore del lavoro resta un anticipo sulla quota del figlio, e nella divisione la restituisce. Il risparmio d'imposta c'è, il regalo no.

E se in alcuni anni ha preso meno e in altri di più?

Si fa il conto anno per anno, ognuno con il suo segno, e si rivaluta tutto con lo stesso metro. Gli anni più vecchi pesano di più, in tutte e 2 le direzioni. Alla fine può uscire un credito, un anticipo, o quasi zero.

Se il figlio non prende la farmacia, l'anticipo conta lo stesso?

Sì. L'anticipo riduce la sua quota qualunque cosa riceva nella divisione, farmacia, muri o liquidità. Il conguaglio è solo il modo in cui la differenza si vede quando la farmacia va a lui.

Chi decide se lo stipendio era sopra il mercato?

Nessuno da solo. Si usano gli stessi prezzi delle lezioni 6, 7 e 8, per il lavoro che il figlio faceva davvero in quegli anni. Se faceva il collaboratore, il prezzo è quello di un collaboratore, anche se era pagato come un vice. Gli annunci delle farmacie della zona sono il riferimento più difficile da contestare.

Una cosa che ho notato

Il figlio della lezione 9 ha un credito che nessuno ricorda. Quello di questa lezione ha un debito che nessuno sente.

Uno stipendio più alto del proprio lavoro non si presenta mai come un debito. Arriva ogni mese, sempre uguale, e dopo un anno smette di sembrare un aiuto. Dopo 5 diventa quello che si guadagna. Dopo 15 diventa quello che si vale.

Il padre lo ha dato volentieri, il figlio lo ha preso con naturalezza, e nessuno dei 2 ha fatto niente di male. Solo che nessuno lo ha mai chiamato con il suo nome.

Il nome arriva il giorno della divisione. Quello che per 15 anni è sembrato suo si scopre in prestito, e nel frattempo il prestito è cresciuto un po' ogni anno.

Non c'è niente di ingiusto, in questo. C'è solo il tempo che passa fra il giorno in cui una cosa si riceve e il giorno in cui si scopre che cosa era.

Se in farmacia lavora un figlio e vuoi sapere se il suo stipendio, negli anni, è stato un credito o un anticipo, possiamo partire da una diagnosi.

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Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. I numeri del caso sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Collazione, donazioni indirette, legittima, validità degli accordi fra eredi e strumenti per mettere per iscritto una divisione sono materia del notaio; deducibilità e congruità dello stipendio di un familiare sono materia del commercialista.

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FONTI E NOTE METODOLOGICHE

Il figlio dipendente, con le ipotesi delle lezioni 6 e 8. Costo annuo per la farmacia di 43.804 euro al minimo del contratto per un collaboratore con 15 anni di anzianità (CCNL farmacie private, 7 scatti), che la lezione 8 indica come prezzo di mercato del lavoro da collaboratore, e di 63.804 euro per il lavoro da vice. La differenza di 20.000 euro di costo corrisponde a 14.603 euro di retribuzione lorda, a 6.337 euro di netto e a 5.828 euro fra TFR (al netto del contributo dello 0,5%) e contributi per la pensione (33% della retribuzione), 12.165 euro in tutto. Il resto, 7.835 euro, sono imposte e contributi che non finiscono nella pensione del figlio.

Il padre. IRPEF all'aliquota marginale del 43% più addizionali stimate al 2,5%, come nelle lezioni 6, 7, 8 e 9. Lo stipendio del figlio è un costo della farmacia, deducibile dal reddito d'impresa, e i 20.000 euro di costo in più riducono le imposte del padre di 9.100 euro e il suo patrimonio di 10.900. L'imprenditore individuale non paga l'IRAP dal periodo d'imposta 2022 (art. 1, comma 8, L. 234/2021).

Compensi ai familiari. L'art. 60 del TUIR esclude dalla deduzione i compensi al coniuge, ai figli minori o permanentemente inabili al lavoro, agli ascendenti e ai familiari che partecipano all'impresa familiare. Lo stipendio di un figlio maggiorenne assunto come dipendente resta deducibile, purché corrisponda a un lavoro effettivo; la congruità dell'importo va verificata con il commercialista.

Chi incassa i 18.972 euro risparmiati allo Stato (grafico 2). Confronto con il mondo in cui il figlio fosse stato pagato a prezzo di mercato per 15 anni (182.472 euro in meno al figlio, 163.500 euro in più nel patrimonio del padre), a valori nominali e senza l'aiuto per la casa, con la massa divisa in 3 parti uguali e l'anticipo tolto dalla quota del figlio.

Rivalutazione al 4% annuo nominale, il costo opportunità della lezione 2. 15 importi annui, l'ultimo senza rivalutazione e il primo con 14 anni di capitalizzazione composta. L'aiuto per la casa, 120.000 euro per 12 anni al 4% annuo, vale 192.124 euro.

La divisione. L'anticipo rivalutato e l'aiuto per la casa rivalutato si aggiungono al patrimonio di 1.936.000 euro, la massa si divide in 3, e ciascuno riceve la sua quota meno quello che ha già ricevuto. Il conguaglio è la differenza fra il valore della farmacia, 966.000 euro, e quello che spetta al figlio che la prende. Il confronto con la lezione 9 e con uno stipendio giusto (grafico 3) tiene fermo il patrimonio, per isolare l'effetto dello stipendio.

Valore della farmacia. EBITDA normalizzato e multiplo di 7, come nella lezione 5. Uno stipendio sopra il mercato pagato ancora oggi riduce l'EBITDA di bilancio, e nella normalizzazione la parte in eccesso si aggiunge all'EBITDA.

Collazione e donazioni indirette. Art. 737 del codice civile, secondo cui i figli, i loro discendenti e il coniuge che concorrono alla successione conferiscono ai coeredi quanto hanno ricevuto dal defunto per donazione, direttamente o indirettamente. Se una parte di stipendio sia una liberalità dipende dai fatti e dall'intenzione, e va valutato caso per caso con il notaio o l'avvocato.

Ipotesi di semplificazione. Come nella lezione 9, il divario di 20.000 euro l'anno è stimato con i salari e le regole fiscali di oggi e applicato uguale a tutti i 15 anni; fino al 2021 il titolare pagava anche l'IRAP, che cambia di poco il conto. TFR e contributi per la pensione sono contati al valore versato.

I conti usano l'importo esatto di 12.164,79 euro l'anno, e rifatti con 12.165 euro danno qualche euro in più. Il caso è illustrativo. Differenze di un euro nei totali sono dovute agli arrotondamenti.



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