Polizza vita per i figli che non prendono la farmacia, quando serve davvero?
Il fondo per i fratelli ha bisogno di anni. Una polizza caso morte copre quelli che mancano, e paga fuori dalla successione. Ma da sola non toglie il conguaglio, e a 66 anni il rischio costa quasi 3 volte che a 56.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri CFP® · FMVA® · FPWMP®
10/29/202613 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 31 DI 36
Polizza vita per i figli che non prendono la farmacia, quando serve davvero?
Il fondo per i fratelli ha bisogno di anni. Una polizza caso morte copre quelli che mancano, e paga fuori dalla successione. Ma da sola non toglie il conguaglio, e a 66 anni il rischio costa quasi 3 volte che a 56.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 12 min di lettura
Polizza vita per i figli che non prendono la farmacia. Prima o poi, in una famiglia con un figlio farmacista, se ne parla.
L'idea è semplice. La farmacia va al primo, i fratelli ricevono un capitale dall'assicurazione, e nessuno deve niente a nessuno. Tutti contenti, si torna al banco.
Funziona, ma non così. Da sola, la polizza non toglie un euro di conguaglio. E il suo vero mestiere è un altro, comprare il tempo che manca al fondo della lezione 28.
Oggi vediamo cosa fa una polizza caso morte, cosa non fa, quanto costa il rischio a 56 e a 66 anni, e come si scrive perché arrivi a chi deve.
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
Nei passaggi generazionali, a volte, la polizza arriva come soluzione prima che qualcuno abbia fatto i conti del conguaglio.
Non è uno strumento sbagliato. È uno strumento preciso, che serve a una cosa sola e va scritto bene. Qui lo guardo con i numeri, senza nominare prodotti né compagnie.
La via endovenosa
Un farmaco preso per bocca perde una parte di sé prima di arrivare nel sangue, e ci mette il suo tempo. Per via endovenosa, invece, la biodisponibilità è del 100% per definizione, e l'effetto arriva subito.
Nella lezione 28 abbiamo visto che la liquidità del padre, con 3 figli in parti uguali, ha una biodisponibilità del 33%. Per togliere 1 euro di conguaglio ne servono 3, e servono anni per metterli insieme.
Una polizza caso morte scritta bene è la via endovenosa del passaggio. Il capitale arriva tutto a chi deve arrivare, e vale per intero dal primo giorno.
Ma, come ogni endovena, va prescritta bene. E nessuno fa una flebo per un mal di testa.
CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO
●La famiglia del corso. Padre vedovo di 66 anni, 3 figli, farmacia al primo, che è farmacista
●Con il conto completo e i muri al terzo il primo deve ai fratelli un conguaglio di €34.718. Senza il conferimento scritto, di €197.106
●Il fondo della lezione 28, messo da parte fuori dalla farmacia in 10 anni, al 2% annuo reale netto
●Probabilità di morte della tavola ISTAT 2021 dei maschi. Costo del rischio puro, senza costi e margine della compagnia
●Per confronto, lo stesso piano cominciato a 56 anni
●Norme in vigore nel 2026, valori in euro di oggi
La polizza, in 5 voci
01 Cosa fa, e cosa non fa
Una polizza temporanea caso morte fa una cosa sola. Se l'assicurato muore entro la durata del contratto, la compagnia paga un capitale ai beneficiari. Se no, non paga niente, e i premi restano alla compagnia.
Il premio si chiama premio, ma lo paghi tu. Ed è l'unico contratto in cui il risultato migliore è aver pagato per niente, come l'estintore che a fine anno ritrovi pieno.
In cambio, il capitale ha qualche privilegio scritto nella legge. Il beneficiario lo riceve per un diritto suo, non come erede (art. 1920 del codice civile). Non entra nell'attivo della successione, e non paga l'imposta di successione (art. 12 del testo unico sulle successioni).
Se copre il rischio di morte, non paga nemmeno l'IRPEF (art. 34 del dpr 601 del 1973). Il fisco, che nella lezione 30 aveva un'ottima memoria, qui soffre di un'amnesia provvidenziale.
Le somme dovute dalla compagnia non si possono pignorare (art. 1923 del codice civile), purché la polizza sia davvero una polizza, come abbiamo visto nella lezione 24.
E il capitale non si siede nemmeno al tavolo del notaio. Arriva ai beneficiari con i documenti che chiede il contratto, senza aspettare la successione e la divisione. Consegna a domicilio.
02 Da sola non toglie il conguaglio
Qui c'è l'equivoco più costoso. Il capitale arriva tutto, ma fuori dalla successione. E la successione, senza istruzioni, si divide come sempre.
Se il padre nomina beneficiari i fratelli e non scrive altro, la divisione resta quella della lezione 25. Il primo prende la farmacia e deve il suo conguaglio. I fratelli ricevono il conguaglio, e in più il capitale.
L'endovena è arrivata tutta, ma nella vena sbagliata. Il primo ha ancora il suo debito, e i fratelli hanno ricevuto 2 volte.
Perché il capitale prenda il posto del conguaglio serve una riga nel testamento. La farmacia al primo senza conguaglio, e il capitale della polizza ai fratelli, nelle quote giuste per ciascuno.
La polizza porta i soldi. Il testamento dice a cosa servono.
La riga va scritta con il notaio, nei limiti della legittima. Nel caso del corso ci sta, sia con il conto completo sia senza il conferimento scritto.
E c'è un dettaglio che vale oro. Per la collazione e per la legittima il codice parla dei premi pagati, non del capitale (art. 1923). Il notaio non conta il capitale, conta gli scontrini.
Pochi premi possono diventare un capitale grande, ma solo se il padre manca presto. Ed è proprio per quel caso che la polizza esiste.
03 Il tempo che manca al fondo
Nella lezione 28 il padre costruisce un fondo fuori dalla farmacia, in 10 anni. Con il testamento ogni euro arriva intero, e per togliere il conguaglio basta un fondo grande quanto il conguaglio.
Con il conto completo sono 34.718 euro, cioè 3.171 euro l'anno al 2% annuo reale netto. Senza il conferimento scritto sono 197.106 euro, cioè 18.001 euro l'anno. Senza testamento servirebbe il triplo, 591.319 euro.
Il problema è il tempo. Se il padre manca dopo 3 anni, nel fondo ci sono 55.090 euro. I 142.016 che mancano li paga qualcuno, il primo con un debito o i fratelli con una parte più piccola.
La polizza serve esattamente a questo. Copre ogni anno quello che manca al fondo, e scende mentre il fondo sale. Si chiama a capitale decrescente.
Grafico 1. Il fondo della lezione 28 e la polizza a capitale decrescente, nel caso senza conferimento scritto. Con il testamento, farmacia al primo senza conguaglio. Caso illustrativo.
Il fondo è per il padre che vive, la polizza per quello che non fa in tempo. Come la terapia d'attacco e quella di mantenimento, lavorano in coppia.
Alla fine dei 10 anni il fondo è pieno e la polizza scade senza aver pagato. I premi sono stati il prezzo di 10 anni senza un buco. È il finale migliore, anche se nessuno applaude.
04 Quanto costa il rischio
Il prezzo di una polizza parte da un numero solo, la probabilità di morire entro l'anno. Le compagnie usano le loro tavole. Qui uso quella dell'ISTAT, per vedere l'ordine di grandezza.
A 56 anni, per un uomo, è di 4,6 su 1.000. Per ogni 100.000 euro di capitale, il rischio di un anno vale 456 euro. A 66 anni è di 12,6 su 1.000, e vale 1.257 euro, quasi 3 volte tanto.
Comprarla a 66 anni è come andare in farmacia alle 3 di notte. Te la danno, ma con il diritto di chiamata.
Grafico 2. Il costo del rischio di un anno per 100.000 euro di capitale, a 5 età. Tavola ISTAT 2021, maschi, prima dei costi della compagnia.
Su 10 anni la differenza si allarga. Su 100 uomini di 56 anni, nei 10 anni dopo ne muoiono circa 7. Su 100 di 66 anni, circa 19.
Nel caso senza conferimento scritto, coprire tutto il conguaglio per 10 anni vale in media 36.599 euro di rischio, cominciando a 66 anni. Coprire solo il buco del fondo, con il capitale che scende, circa la metà, 18.507 euro.
Grafico 3. Il costo del rischio atteso in 10 anni, nel caso senza conferimento scritto, con il capitale fisso e con quello decrescente. Tavola ISTAT 2021, maschi.
E cominciando a 56 anni, 7.080 euro. Come quasi tutto nel passaggio generazionale, anche la polizza si compra meglio presto.
Sono costi del rischio puro. Il premio vero è più alto, perché dentro ci sono i costi e il margine della compagnia, e lo decide anche il questionario sanitario.
Il questionario sanitario, del resto, è l'unico esame in cui si spera di risultare noiosi.
Con il conto completo i numeri sono piccoli. Coprire il buco di 34.718 euro vale in media 1.247 euro di rischio in 10 anni, cominciando a 56 anni, e 3.260 a 66.
05 Le polizze che fanno 2 mestieri
Accanto alla polizza caso morte ci sono quelle che fanno anche investimento. Vita intera, rivalutabili, unit linked, multiramo. Pagano comunque, alla scadenza o alla morte, perché nel premio c'è anche il capitale.
Lo sai meglio di me, al banco. Lo shampoo e balsamo 2 in 1 è comodo in viaggio. Ma chi cerca il risultato compra i 2 prodotti separati.
Per coprire un rischio di tempo serve la parte di rischio. L'investimento, se c'è, sta meglio nel Conto 4, Crescita, dove si vedono i costi e si sceglie l'orizzonte.
E vale quello che abbiamo detto nella lezione 24. Una polizza che è soprattutto un investimento può perdere la protezione dai creditori.
Poi c'è l'inflazione. Con un'inflazione del 2% annuo, un capitale fisso in 10 anni perde circa il 18% del suo valore reale. E il conguaglio non sta fermo, sale di 4.667 euro per ogni 1.000 euro di EBITDA in più (lezione 28).
Per questo il capitale si rivede ogni 2 o 3 anni, come una terapia cronica ai controlli.
Il set informativo di una polizza è il foglietto illustrativo più lungo che leggerai. E le controindicazioni, come sempre, sono in fondo. Esclusioni e carenze comprese.
Chi c'è scritto come beneficiario
La riga più importante di una polizza non è il capitale. È il nome del beneficiario.
Scrivere «i miei eredi» è come una ricetta senza posologia. Qualcuno la interpreterà, e non sarai tu.
Le Sezioni Unite della Cassazione lo hanno detto nel 2021. Con una designazione generica il capitale va a chi è erede alla morte, in parti uguali e non secondo le quote dell'eredità, salvo una volontà diversa (sentenza n. 11421).
E se un beneficiario muore prima del padre, la sua parte va ai suoi eredi. Per una polizza pensata per i fratelli, può voler dire i nipoti, o un coniuge.
Meglio scrivere i nomi, le quote di ciascuno e chi subentra se qualcuno manca. E rileggere la designazione a ogni cambiamento di famiglia.
Se il padre ha già una polizza, magari fatta anni fa per altri motivi, la prima cosa da fare è leggere chi c'è scritto.
Chi la paga, e dove sta
La può pagare il padre, che è l'assicurato. Allora i premi sono una donazione ai beneficiari, e nella divisione contano.
La possono pagare anche i fratelli, sulla vita del padre, se lui dà il consenso per iscritto (art. 1919 del codice civile). Allora i premi sono loro, e il padre non dona niente.
Il premio è una spesa prevedibile, e nel mio modello sta nel Conto 2, Stabilità. Il fondo del conguaglio vive nel Conto 4, Crescita, e negli ultimi 4 anni scende nel Conto 2, come nella lezione 28. Prima di tutto c'è il Conto 3, Sicurezza.
E la detrazione? È il 19% dei premi, fino a 530 euro l'anno, e sopra i 120.000 euro di reddito scende. Con il reddito del caso, 185.000 euro, vale 46 euro l'anno. Il fisco ringrazia per la partecipazione.
IN SINTESI
●Una polizza temporanea caso morte paga un capitale se l'assicurato muore entro la durata. Se no, non paga, ed è il finale migliore.
●Il capitale va ai beneficiari per un diritto loro, fuori dalla successione, senza imposta di successione e senza IRPEF.
●Da sola non toglie il conguaglio. Serve una riga nel testamento, la farmacia al primo senza conguaglio e il capitale ai fratelli.
●Il suo mestiere è il tempo. Copre il buco del fondo della lezione 28 mentre il fondo cresce, con un capitale che scende.
●A 66 anni il rischio costa quasi 3 volte che a 56. Nel caso senza conferimento, coprire il buco vale 18.507 euro di rischio contro 7.080.
●I beneficiari si scrivono con il nome e le quote. Con «i miei eredi» il capitale va in parti uguali a chi è erede alla morte.
Cosa fare, stasera
Prendi il conguaglio che ti aspetti e togli quello che hai già messo da parte, fuori dalla farmacia, per i fratelli. È il buco da coprire oggi.
Poi leggi le polizze che hai già. Guarda chi c'è scritto come beneficiario, e se trovi «eredi», segnalo per il notaio.
Nel caso, senza il conferimento scritto, il buco del primo anno è di 197.106 euro. Con il conto completo è di 34.718, e il fondo lo riempie in fretta.
Domande e risposte
Nel caso del corso serve davvero?
Con il conto completo, poco. Il buco è di 34.718 euro, il fondo lo riempie con 3.171 euro l'anno, e coprirlo nel frattempo vale 3.260 euro di rischio in 10 anni, a 66 anni. La polizza conta davvero quando il conguaglio è grande, come senza il conferimento scritto.
E se il beneficiario fosse il primo?
Si può. Il primo riceve il capitale e con quello paga il conguaglio ai fratelli. Ma allora i premi sono una donazione al primo, e nella divisione contano, salvo una dispensa scritta del padre. Va deciso con il notaio, guardando tutta la famiglia.
E con i muri al primo?
Lì il testamento non basta. La farmacia e i muri al primo superano di 55.771 euro la quota che il padre può lasciare a chi vuole. E per la legittima il capitale della polizza non conta, contano i premi. I fratelli potrebbero chiedere la loro parte anche dopo aver incassato la polizza.
Conviene una polizza vita intera?
Paga sempre, prima o poi, ma il premio contiene anche il capitale, e quindi è molto più alto. Per un rischio di 10 anni è come comprare un'auto per fare un viaggio. Prima si confronta con il fondo, costi compresi.
A 70 anni ha ancora senso?
Il rischio di un anno, a 70 anni, vale 1.900 euro ogni 100.000 di capitale, e a 75 anni 2.997. A quell'età le leve più forti sono le righe scritte, il conferimento della lezione 25 e il testamento.
Una cosa che ho notato
Una polizza caso morte è un contratto strano. Si firma sperando di non usarla mai, e quando serve chi l'ha firmata non c'è.
Forse è per questo che la si rimanda. Nessuno ha voglia di mettere la propria assenza in un modulo.
Ma il rischio che copre non è la morte. È il tempo che manca a un piano che il padre ha già deciso.
Il conguaglio si può assicurare. Il tempo per parlarne con i figli, no.
Se vuoi capire se nella tua famiglia una polizza serve davvero, quanto deve essere grande e come va scritta, partiamo da un colloquio preliminare per il percorso Titolare per Scelta.
CONTATTAMI
Aiuto il farmacista titolare a costruire un patrimonio che gli permetta di non dipendere per sempre dalla farmacia.
Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, assicurativa, fiscale, legale o notarile personalizzata. Non indico prodotti né compagnie. Il caso e i numeri sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. I costi del rischio sono calcolati su una tavola di mortalità della popolazione e non sono premi di mercato. Le polizze si valutano leggendo il set informativo, con costi, esclusioni e carenze. Testamento, legittima, collazione e designazione dei beneficiari sono materia del notaio, le divisioni contestate dell'avvocato, le imposte del commercialista. Le norme citate sono quelle in vigore a ottobre 2026.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP®
Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312
FONTI E NOTE METODOLOGICHE
Il caso. I lotti della lezione 25. Conguaglio del primo di 34.718 euro con il conto completo e i muri al terzo, di 197.106 senza il conferimento scritto (lezione 26), di 454.718 con i muri al primo (lezione 27).
Il fondo. Lezione 28, 10 anni, versamenti a fine anno, rendimento del 2% annuo reale netto, valori in euro di oggi. Con il testamento che lascia la farmacia al primo senza conguaglio e la liquidità ai fratelli, ogni euro del fondo toglie 1 euro di conguaglio. Servono 3.171 euro l'anno per 34.718 euro, 18.001 per 197.106. Senza testamento il triplo, 104.154 e 591.319 euro.
Il buco del fondo. Conguaglio meno fondo all'inizio di ogni anno, nel caso senza conferimento scritto. 197.106 euro il primo anno, 142.016 dopo 3 anni, con 55.090 euro nel fondo, 21.513 nell'ultimo anno, quando nel fondo ce ne sono 175.593.
La mortalità. ISTAT, Tavole di mortalità della popolazione italiana per territorio, 2021, maschi, Italia, dalla Human Life-Table Database (lifetable.de). Probabilità di morte entro l'anno di 4,6 su 1.000 a 56 anni, 6,9 a 60, 12,6 a 66, 19,0 a 70, 30,0 a 75, 34,2 a 76. Nel 2023 la speranza di vita alla nascita degli uomini è tornata a 81,1 anni, come nel 2019 (ISTAT, Indicatori demografici, marzo 2024), quindi con le tavole più recenti le probabilità sono un po' più basse. Le compagnie usano tavole proprie e selezionano con il questionario sanitario.
Il costo del rischio. Per ogni anno, la probabilità di essere vivi all'inizio dell'anno per la probabilità di morte nell'anno per il capitale, sommata su 10 anni, senza interessi, costi e margini. Probabilità di morte entro 10 anni del 7,3% da 56 anni e del 18,6% da 66. Senza conferimento scritto, con il capitale fisso di 197.106 euro, 14.477 euro da 56 anni e 36.599 da 66. Con il capitale decrescente uguale al buco del fondo, 7.080 e 18.507. Con il conto completo e il capitale decrescente, 1.247 e 3.260.
Le norme sulla polizza. Art. 1919 del codice civile, l'assicurazione sulla vita di un terzo richiede il suo consenso scritto. Art. 1920, il beneficiario acquista un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione. Art. 1923, le somme dovute dall'assicuratore non sono pignorabili né sequestrabili, e per i premi pagati restano salve le norme su revocazione, collazione, imputazione e riduzione delle donazioni.
Le imposte. Le indennità spettanti per diritto proprio agli eredi per assicurazioni stipulate dal defunto non entrano nell'attivo ereditario (art. 12 del d.lgs. 346/1990, dal 1° gennaio 2027 nel testo unico del d.lgs. 123/2025). I capitali percepiti in caso di morte per contratti di assicurazione sulla vita, a copertura del rischio demografico, sono esenti dall'IRPEF (art. 34 del dpr 601/1973). Detrazione del 19% dei premi per il rischio di morte fino a 530 euro (art. 15, comma 1, lettera f, del TUIR), che si riduce fra 120.000 e 240.000 euro di reddito complessivo (comma 3-bis). Con 185.000 euro, 46 euro l'anno.
I beneficiari. Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 11421 del 30 aprile 2021, come riportata da EcNews. Con la designazione generica degli eredi, beneficiari sono gli eredi al momento della morte, ciascuno per un diritto proprio e in parti uguali, salvo una diversa volontà. Se un beneficiario muore prima dell'assicurato, la sua parte va ai suoi eredi (art. 1412, comma 2).
La legittima. Con 3 figli e senza coniuge, ai figli spettano 2 terzi in parti uguali, e un terzo è disponibile (art. 537 del codice civile), sul patrimonio netto più le donazioni (art. 556). Con il conto completo la base è 1.795.263 euro, cioè il patrimonio meno il credito del primo per il conferimento, 243.583, più l'aiuto al secondo, 192.124. Legittima di 398.947 euro a figlio, disponibile 598.421.
La legittima nei 3 casi. Con il conto completo il primo, senza conguaglio, riceve 234.192 euro oltre la sua legittima. Senza conferimento scritto la base è 2.038.845 euro, la legittima 453.077 e la disponibile 679.615, e il primo riceve 423.645 euro oltre la legittima. Con i muri al primo riceverebbe 654.192 euro oltre la legittima, 55.771 più della disponibile.
L'inflazione e il conguaglio. Un capitale fisso, con un'inflazione del 2% annuo, dopo 10 anni vale 1 diviso 1,02 alla decima, cioè il 18,0% in meno in termini reali. Il conguaglio sale di 4.667 euro per ogni 1.000 euro di EBITDA in più, con il multiplo di 7 della lezione 5 (lezione 28).
Dove sta. I 4 conti del percorso Titolare per Scelta. Conto 1 previdenza complementare, Conto 2 stabilità per le spese prevedibili dei prossimi 3 o 4 anni, Conto 3 sicurezza, Conto 4 crescita.






