Le cinque strade per passare la farmacia ai figli

Nessuna è la migliore in assoluto, e chi te ne vende una come la soluzione sta vendendo quella che sa fare. Ognuna chiede una cosa diversa: tempo, accordo fra i figli, debito o imposte. Questa lezione è la mappa, i dettagli arrivano dopo.

LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA

Luca Petri, CFP® · FMVA®

9/24/20267 min read

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 4 DI 36

Nessuna è la migliore in assoluto, e chi te ne vende una come la soluzione sta vendendo quella che sa fare. Ognuna chiede una cosa diversa: tempo, accordo fra i figli, debito o imposte. Questa lezione è la mappa, i dettagli arrivano dopo.

Perché una mappa, prima dei conti

Nelle prime tre lezioni abbiamo stabilito tre cose. Che la frase «un giorno tutto questo sarà tuo» vuol dire almeno quattro cose diverse. Che dividere in parti uguali non è la stessa cosa che dividere in modo equo. E che quello che lasci a chi prende la farmacia è il capitale, non il lavoro: 138.000 euro l'anno, qualunque dei figli la prenda.

Da qui in avanti entriamo nei conti, e sono tanti. Prima però serve sapere dove si può arrivare, altrimenti ogni conto sembra fine a se stesso.

Il problema da risolvere, sulla famiglia del corso, è sempre lo stesso: una farmacia che normalizzata vale 966.000 euro, tre figli di cui uno solo farmacista, e un patrimonio fuori dalla farmacia che non basta a compensare gli altri due. Mancano 320.667 euro. Ci sono cinque modi di trovarli, o di non doverli trovare.

Le vie di sintesi

Chi ha studiato chimica organica sa che per arrivare alla stessa molecola esistono quasi sempre più vie di sintesi. Una ha una resa più alta ma richiede tre giorni. Un'altra è rapida ma produce sottoprodotti da smaltire. Una terza usa reagenti che costano molto. E il chimico non sceglie la via migliore in assoluto, che non esiste: sceglie quella compatibile con i reagenti che ha sul bancone.

Nel passaggio generazionale i reagenti sono tre. Quanto tempo hai prima che serva. Quanto vanno d'accordo i tuoi figli. E quanto pesa la farmacia sul resto del patrimonio. A seconda di come sei messo su questi tre, una strada è percorribile e un'altra no.

Grafico 1. Le cinque strade, disposte secondo quanto tempo richiedono e quanto devono andare d'accordo i figli per percorrerle.

Uno. Costruire liquidità fuori dalla farmacia, prima

È la strada che non fa male a nessuno e che richiede la cosa che manca a quasi tutti: il tempo. Si tratta di accumulare fuori dalla farmacia, anno dopo anno, la cifra che servirà a compensare i figli che non la prenderanno. Così il giorno della divisione c'è abbastanza per tutti, senza che nessuno debba indebitarsi.

Sul nostro caso, per mettere da parte i 320.667 euro del conguaglio servono nove anni accantonando 30.000 euro l'anno al 4%. Tredici anni se ne metti da parte 20.000, sette se ne metti 40.000.

Cosa costa: nove anni di accantonamento, cioè una parte degli utili che non finisce né in consumi né dentro la farmacia.

Funziona se: hai almeno otto o dieci anni davanti, e la farmacia produce abbastanza da permettersi di non reinvestire tutto.

Non funziona se: ci pensi a sessantatré anni: a quel punto il tempo che serve non c'è più, e questa strada si chiude da sola.

La approfondiamo nella lezione 28.

Due. I muri agli altri figli

È la soluzione che sembra più elegante e che molti titolari hanno già in testa: la farmacia al figlio farmacista, l'immobile agli altri due. Chi lavora ha l'azienda, chi non lavora ha una rendita, e sembrano tutti sistemati.

Il costo nascosto è che da quel momento il figlio farmacista diventa inquilino dei fratelli. Il canone, sul nostro caso intorno ai 30.000 euro l'anno, è il 22% del suo EBITDA normalizzato, e diventa la voce di costo più grande della farmacia. A deciderne l'importo, al primo rinnovo, sono i suoi fratelli.

Cosa costa: un canone pari a circa un quinto dell'EBITDA, pagato ogni anno ai propri fratelli, per tutta la durata della vita lavorativa.

Funziona se: i rapporti fra i fratelli sono buoni e resteranno buoni, e le regole sul canone e sui rinnovi sono scritte fin dall'inizio.

Non funziona se: i rapporti sono già tesi: un canone è la cosa su cui si litiga ogni sei anni, e qui si litiga fra fratelli.

E nota una cosa: da sola raramente basta. Sul nostro caso, anche dando agli altri due tutto quello che c'è fuori dalla farmacia, muri compresi, mancano ancora 320.667 euro. Questa strada di solito si combina con un'altra. La approfondiamo nella lezione 27.

Tre. Il conguaglio finanziato

È la strada che si imbocca quando le altre non sono state preparate: chi prende la farmacia chiede un finanziamento e con quello liquida i fratelli.

È immediata e non richiede che i fratelli vadano d'accordo dopo, perché una volta pagati escono dalla storia. Ma ha un costo che quasi tutti sottostimano, e che ho spiegato passo per passo in tuo figlio prende la farmacia e gli altri due no: la quota capitale della rata non è deducibile, quindi va guadagnata al lordo. Sul nostro caso, con un rimborso in dieci anni al 5%, il figlio deve dedicare al debito il 54% dell'EBITDA normalizzato.

Cosa costa: più della metà di quello che la farmacia rende, per dieci anni. Scende al 33% allungando a venti anni, ma gli interessi raddoppiano.

Funziona se: il conguaglio è piccolo rispetto all'EBITDA, oppure si può allungare il rimborso senza caricare la farmacia oltre un terzo di quello che rende.

Non funziona se: il conguaglio supera tre o quattro volte l'EBITDA normalizzato: a quel punto la farmacia lavora per pagare i fratelli.

La approfondiamo nella lezione 26.

Quattro. Vendere e dividere in contanti

È la strada che nessuno vuole guardare, e che in una minoranza di casi è la più onesta. La farmacia si vende a un terzo, e il ricavato si divide in parti uguali insieme a tutto il resto.

Il suo costo principale sono le imposte sulla plusvalenza. Sul nostro caso, vendendo a 966.000 euro con un reddito di riferimento di 160.000, l'imposta in tassazione separata si stima intorno ai 330.000 euro, cioè circa 110.000 euro in meno per ciascuno dei tre figli rispetto al patrimonio intero. Il passaggio all'interno della famiglia segue invece un regime fiscale diverso, che a certe condizioni è molto più favorevole e che vediamo per esteso nella lezione 29.

Cosa costa: le imposte sulla vendita, e la fine della farmacia come patrimonio di famiglia.

Funziona se: nessuno dei figli vuole davvero la farmacia, oppure i rapporti sono tali che qualunque convivenza economica finirebbe male.

Non funziona se: c'è un figlio che la vuole e la sa gestire: in quel caso vendere per evitare una conversazione difficile è un costo alto per un motivo sbagliato.

Ha un vantaggio che le altre non hanno, e va detto: separa tutti in modo definitivo. Dopo la vendita nessuno deve più niente a nessuno, e in certe famiglie questo vale più dei 330.000 euro. La approfondiamo nella lezione 30.

Cinque. Tutti soci, uno alla direzione

È la strada che la riforma del 2017 ha aperto e che molti titolari non conoscono ancora. La farmacia va in società, tutti e tre i figli sono soci in parti uguali, e il figlio farmacista ne assume la direzione.

Il conto è pulito. Il figlio che dirige prende 62.000 euro di compenso di mercato, che è il suo stipendio. I 138.000 euro che restano sono l'utile, e si dividono in tre: 46.000 euro l'anno a testa. Lui arriva a 108.000, gli altri due a 46.000, e nessuno si è indebitato.

Cosa costa: nessun debito e nessun conguaglio. Si paga in un'altra valuta: la governance, cioè le regole su chi decide cosa.

Funziona se: il compenso di mercato del figlio che dirige è scritto nello statuto e pagato prima di qualunque utile, e ci sono regole chiare su reinvestimenti e uscite.

Non funziona se: quel compenso non è scritto: in cinque anni chi lavora si sente sfruttato e chi non lavora si sente escluso, e hanno ragione tutti e due.

La approfondiamo nella lezione 20, insieme a cosa deve dire lo statuto.

Le strade si combinano

Messa così sembra che bisogna sceglierne una. Nella pratica quasi mai è così, e le soluzioni che reggono sono quasi sempre una combinazione.

La più comune è la seconda insieme alla terza: i muri agli altri due figli riducono il patrimonio da compensare, e il conguaglio che resta è più piccolo e quindi sostenibile. Un'altra frequente è la prima insieme alla quinta: si comincia ad accumulare liquidità, e intanto si mette la farmacia in società per preparare il terreno.

La regola è una: si parte dalla strada che i tuoi tre reagenti permettono, e si aggiungono le altre per coprire quello che la prima non copre.

Le tre domande che ti dicono da dove partire

Quanti anni hai davanti prima che serva? Se sono più di otto, parti dalla strada uno: è l'unica che non costa niente a nessuno, e tutte le altre diventano più leggere.

I tuoi figli vanno d'accordo, e continueranno ad andarci? Se sì, le strade due e cinque sono aperte. Se no, restano la tre e la quattro, che sono quelle che separano le persone invece di tenerle insieme.

Quanto pesa la farmacia sul tuo patrimonio? Se è più di due terzi, nessuna divisione equa è possibile senza debito o senza società, perché fuori dalla farmacia non c'è abbastanza.

Rispondi a queste tre prima di andare dal notaio. Il notaio sa scrivere tutte e cinque le strade: non è il suo mestiere dirti quale imboccare.

Una cosa che ho notato

Le famiglie che non scelgono una strada non restano ferme. Ne percorrono una lo stesso: quella che sceglie il giorno in cui succede qualcosa.

E quel giorno, di solito, le strade aperte sono rimaste due, e sono le due peggiori. La comproprietà forzata fra fratelli che non l'hanno scelta, oppure la vendita fatta in fretta, al prezzo di chi ha capito che c'è fretta.

Non scegliere è una scelta anche questa. Solo che non la fai tu: la fa il calendario, e il calendario non conosce i tuoi figli.

Questa è la lezione 4 di 36 del corso gratuito sul passaggio generazionale in farmacia. Dalla prossima cominciano i conti veri: nella lezione 5 prendiamo i 138.000 euro della lezione 3 e scopriamo quanto vale davvero la farmacia che stai per lasciare. Le trovi tutte, in ordine, sul canale. Se vuoi capire quale strada è percorribile nella tua famiglia: lucapetriconsulting.it.

Legittima, quote indisponibili, validità degli atti e stesura degli statuti sono materia del notaio, e su quella non do indicazioni in nessuna lezione del corso. Quello che faccio qui è il conto economico che serve per andarci preparati.


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