La farmacia in società con tutti i figli soci, cosa deve dire lo statuto?
Dal 2017 i figli possono essere soci della farmacia anche se non sono farmacisti. Lo statuto è il foglietto illustrativo di questa famiglia, e conviene leggerlo prima di stare male.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri, CFP® · FMVA®
10/16/202613 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 20 DI 36
Dal 2017 i figli possono essere soci della farmacia anche se non sono farmacisti. Lo statuto è il foglietto illustrativo di questa famiglia, e conviene leggerlo prima di stare male.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 13 min di lettura
Lo statuto della società di farmacia fa la stessa fine del foglietto illustrativo. Nessuno lo legge quando sta bene. Lo si apre di notte, con il farmaco già in mano.
Questa lezione lo apre di giorno. Nella lezione 19 abbiamo deciso cosa va deciso prima, quando la farmacia resta a tutti e 3 i figli e ci lavora uno solo. Qui lo scriviamo.
Il caso è sempre quello del corso. Una srl con 3 soci, i 3 figli, un terzo ciascuno. Il primo, farmacista, dirige la farmacia. Gli altri 2 lavorano altrove.
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
Lo statuto lo scrive il notaio, non io. Ma il notaio scrive quello che gli dici, e se gli porti solo le quote ti restituisce uno statuto standard.
Uno statuto standard non sa che uno dei soci sta al banco e gli altri 2 no. Questa lezione serve a sapere cosa chiedergli.
La riforma del 2017, per esteso
Fino al 2017 questa lezione non avrebbe avuto senso. Una farmacia poteva essere di un farmacista, o di una società di persone o cooperativa fatta di farmacisti. Un figlio che non era farmacista, in società, non poteva entrare.
La legge annuale per la concorrenza, la 124 del 2017, ha cambiato 5 cose. Per una famiglia contano tutte e 5.
01 Chi può essere titolare
Oltre al farmacista, alle società di persone e alle cooperative, anche le società di capitali, cioè srl e spa (art. 1, comma 157). La società deve avere come oggetto esclusivo la gestione della farmacia.
02 Chi può essere socio
Chiunque, anche chi non è farmacista. Non può esserlo chi esercita la professione medica o lavora nella produzione o nell'informazione scientifica del farmaco (art. 7). E nemmeno chi è titolare, direttore o farmacista collaboratore di un'altra farmacia (art. 8).
Per la Corte costituzionale, chi ha soltanto quote di una società di capitali e non partecipa alla gestione può avere un altro lavoro (sentenza 11 del 2020). È il caso dei 2 fratelli.
03 Chi dirige
Un farmacista in possesso dell'idoneità, anche non socio, che della farmacia è responsabile (art. 7 della legge 362 del 1991). Ne basta uno, e in famiglia c'è.
04 Quante farmacie
Prima una società poteva averne al massimo 4, nella provincia della sua sede. Il limite è caduto. Ora nessuno può controllare più del 20% delle farmacie di una regione o provincia autonoma (comma 158), e vigila l'Antitrust (comma 159).
05 Chi deve saperlo
Lo statuto e ogni cambio di soci vanno comunicati entro 60 giorni alla Federazione degli ordini dei farmacisti, alla regione, all'Ordine provinciale e all'azienda sanitaria (art. 8 della legge 362 del 1991).
C'è anche il rovescio della medaglia. La stessa riforma che permette ai tuoi figli di restare soci ha aperto la porta ai capitali e alle catene. Lo statuto serve anche a decidere chi resta fuori.
Il foglietto illustrativo della farmacia di famiglia
Uno statuto ben fatto assomiglia a un foglietto illustrativo. C'è la posologia, cioè chi prende cosa e quando. Ci sono le controindicazioni, le avvertenze speciali e gli effetti indesiderati.
Poi c'è la parte che nessuno legge, cosa fare in caso di sovradosaggio. E in fondo, la data di scadenza. Seguiamolo in quest'ordine.
Posologia, il compenso di chi dirige
La prima riga della lezione 19 diventa una clausola. Chi dirige la farmacia riceve un compenso di mercato per il suo lavoro, e lo riceve prima di qualunque utile.
Nel caso sono 62.000 euro l'anno di costo per la farmacia, quanto costerebbe un direttore esterno per 1.840 ore (lezione 6). Il compenso segue le ore. Se diventano 2.070, sale di circa 7.700 euro (lezione 8).
Una clausola fatta bene dice 5 cose. Quanto, con un criterio e non con una cifra fissa. Per quante ore. Come si aggiorna, per esempio con il contratto delle farmacie private. Quando si paga, cioè ogni mese. E cosa succede se chi dirige smette.
L'ultima è la più importante. Se il primo smette di dirigere, smette il compenso, non la quota. Resta socio come gli altri, e la farmacia paga un direttore nuovo (lezione 23).
Pagato prima di qualunque utile vuol dire una cosa precisa. Il compenso è un costo, come l'affitto o il gestionale. Si paga anche nell'anno cattivo, e il rischio lo corrono le quote, cioè tutti e 3.
Con le 3 righe della lezione 19, in un anno normale al primo vanno 62.000 euro di compenso più 32.800 di utili, e agli altri 32.800 a testa. In un anno buono gli utili salgono a 43.467 a testa, in un anno cattivo scendono a 22.133. Il compenso non si muove.
Grafico 1. Dove va l'EBITDA della farmacia del corso in un anno buono, normale e cattivo, con le 3 righe scritte nello statuto. Importi prima delle imposte.
La forma conta per il fisco. Busta paga da direttore o compenso da amministratore hanno contributi e imposte diversi, e la scelta la fanno il commercialista e il consulente del lavoro.
Posologia, gli utili
La seconda e la terza riga diventano la politica degli utili. Lo statuto può dire che una quota fissa dell'utile resta in farmacia, nel caso il 20%, e che il resto si distribuisce ogni anno.
Senza una clausola, in una srl decide di anno in anno la maggioranza che approva il bilancio (art. 2478-bis). Con 3 soci uguali, 2 fratelli bastano. È la trattativa annuale della lezione 19, con un articolo del codice a fare da arbitro.
Cambiare la regola, invece, deve essere difficile. Ci vuole una maggioranza più alta, o il voto di tutti. Altrimenti la regola vale fino alla prima assemblea con 2 voti contrari.
Controindicazioni, chi non può entrare
La prima controindicazione la scrive la legge, e l'abbiamo vista nella riforma. Non entra chi fa il medico, chi lavora nella produzione o nell'informazione scientifica del farmaco, e chi è titolare, direttore o farmacista collaboratore in un'altra farmacia.
Le altre le scrivi tu. In una srl le quote sono liberamente trasferibili, se lo statuto non dice altro (art. 2469). Un fratello potrebbe vendere il suo terzo a una catena, e gli altri 2 lo scoprirebbero dal nuovo socio.
La clausola di prelazione dà agli altri soci il diritto di comprare per primi, alle stesse condizioni. La clausola di gradimento fa entrare un nuovo socio solo con il consenso degli altri.
Il gradimento va scritto con criteri precisi. Se è un no a piacere, senza condizioni, la legge dà al socio bloccato il diritto di recesso (art. 2469). E il recesso, come vedremo fra poco, costa caro.
Avvertenze speciali, se un socio muore
Se lo statuto tace, la quota di un socio che muore passa ai suoi eredi (art. 2469). Gli eredi di un fratello possono essere il suo coniuge e i suoi figli. Il coniuge del figlio della lezione 18, per esempio.
Lo statuto può scegliere fra 2 strade. Gli eredi entrano in società, oppure la quota resta ai soci superstiti e agli eredi si paga il suo valore. La seconda tiene la farmacia fra chi la conosce, ma richiede i soldi per pagare.
Con un terzo che vale 322.000 euro, quei soldi vanno previsti prima, non quando servono. Come si costruiscono lo vediamo nel modulo sul denaro.
C'è poi una regola della farmacia. Se l'erede è incompatibile, per esempio perché è medico, deve cedere la quota entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione di successione (art. 7, comma 9, della legge 362 del 1991).
Avvertenze speciali, se un socio si separa
Le quote che il padre dona ai figli sono beni personali di ciascuno, e alla separazione restano fuori dalla comunione (art. 179). È la regola della lezione 18.
Diverso è il caso di quote comprate durante il matrimonio da un figlio in comunione dei beni. Lì il coniuge può avere diritti su quelle quote, e la sua posizione la valuta l'avvocato.
Lo statuto non può scegliere il regime dei beni dei tuoi figli. Può scegliere chi entra in società, con la prelazione e il gradimento.
Effetti indesiderati, il dissenso
Nella lezione 19 alcune decisioni richiedevano l'accordo di tutti. Vendere, comprare i muri, cambiare le 3 righe. Ma l'accordo di tutti ha un effetto indesiderato noto, lo stallo.
Lo statuto può prevedere 3 rimedi, in ordine di gravità. Un esperto esterno che decide su una questione tecnica, come il valore della farmacia o un investimento. Un collegio arbitrale per le liti fra soci. E, se proprio non si va avanti, una clausola di uscita.
La più elegante si chiama roulette russa, e il nome non le rende giustizia. Un socio propone un prezzo per un terzo della società. Gli altri scelgono se vendergli le loro quote a quel prezzo o comprare la sua allo stesso prezzo.
È il vecchio «io divido, tu scegli» dei bambini con l'ultima fetta di torta. Chi propone non sa da che parte starà, quindi gli conviene proporre il prezzo giusto.
La Cassazione l'ha ritenuta valida in un patto fra soci (sentenza 22375 del 2023). Il Consiglio notarile di Milano la ammette anche nello statuto, purché le quote cedute siano valorizzate in modo equo (massima 181 del 2019).
Ha però un difetto, e il grafico lo mostra. Se gli altri non hanno i soldi per comprare, chi propone può offrire poco. Offrendo 250.000 euro per un terzo che ne vale 322.000, guadagna 72.000 euro su ogni terzo che compra.
Grafico 2. Quanto guadagna o perde chi propone il prezzo, su ogni terzo che passa di mano, se gli altri possono scegliere e se non hanno i soldi per comprare. Esempio illustrativo.
Il mito greco lo sapeva già. Nella Teogonia di Esiodo, Prometeo divide un bue e Zeus sceglie. Prometeo nasconde la carne sotto lo stomaco e le ossa sotto il grasso, e Zeus prende il grasso.
Il meccanismo funziona solo se tutti vedono cosa c'è nelle porzioni, e se tutti possono pagarle. In una farmacia di famiglia i numeri li vede chi dirige. Vanno condivisi prima, con una perizia, non durante la lite.
Sovradosaggio, quando un socio vuole uscire
In una srl a tempo indeterminato ogni socio può recedere quando vuole, con almeno 180 giorni di preavviso (art. 2473). È il diritto di dire basta, e va rispettato.
Il conto, però, va fatto. Chi recede ha diritto al valore di mercato della sua quota, rimborsato entro 180 giorni. Nel caso, un terzo di una farmacia da 966.000 euro senza debiti, cioè 322.000 euro.
Possono pagarli gli altri soci comprando la quota, 161.000 euro a testa, o un acquirente esterno scelto d'accordo fra loro. Altrimenti paga la società con le sue riserve. Se non bastano si riduce il capitale, e se i creditori si oppongono con successo la società si scioglie.
Sono più di 3 anni di utili distribuiti, e 13 anni di quello che la farmacia accantona.
Grafico 3. Il rimborso di un terzo al valore di mercato, confrontato con quello che la farmacia distribuisce e accantona in un anno. Caso illustrativo.
Per questo il recesso va scritto con cura. Lo statuto può allungare il preavviso fino a un anno. E può indicare il metodo con cui si stima il valore, purché resti un valore di mercato.
Un perito serio, per esempio, parte dall'EBITDA normalizzato, cioè dopo il compenso di mercato di chi dirige, come nella lezione 5. Scriverlo nello statuto evita una lite in più.
Data di scadenza, la durata della società
C'è un modo semplice per evitare il recesso libero, quello che si esercita in qualunque momento. Dare alla società una data di scadenza. Ce l'hanno i farmaci, per proteggere chi li prende. Può averla anche una società, per proteggere chi ci resta.
Il recesso libero spetta solo nella srl a tempo indeterminato, non in quella con una durata fissata, anche lontana. Lo ha ribadito la Cassazione per una srl con scadenza nel 2050 (ordinanza 26060 del 2022).
Una data di scadenza non chiude nessuno in gabbia. Restano il recesso per le cause previste dalla legge e le uscite scritte nello statuto. Sparisce solo la possibilità di andarsene quando si vuole, senza un motivo, facendosi rimborsare il proprio terzo.
ATTENZIONE
Prelazione, gradimento, clausole di uscita e roulette russa vanno scritte insieme, perché si condizionano a vicenda. Una clausola copiata da un altro statuto può non funzionare nel tuo.
La forma del compenso di chi dirige, busta paga o compenso da amministratore, cambia contributi e imposte. La decidono il commercialista e il consulente del lavoro.
La trasformazione di una snc in srl ha effetti fiscali e contributivi da valutare prima. Lo statuto nuovo e ogni cambio di soci vanno comunicati entro 60 giorni.
Statuti, patti fra soci e successioni sono materia del notaio e dell'avvocato. Questa lezione serve a sapere cosa chiedere, non a scriverli.
IN SINTESI
●Dal 2017 i figli possono essere soci della farmacia anche se non sono farmacisti. Basta che la diriga un farmacista idoneo.
●Il compenso di mercato di chi dirige si scrive con un criterio e si paga prima degli utili. Nel caso 62.000 euro, in ogni anno.
●Prelazione e gradimento decidono chi entra. Senza, una quota può finire a una catena o a chiunque.
●Lo statuto decide se gli eredi entrano o ricevono il valore. L'erede incompatibile ha 6 mesi per cedere la quota.
●Il recesso libero costa un terzo del valore in 180 giorni, nel caso 322.000 euro. Una durata fissata nello statuto lo evita.
Cosa fare, prima di andare dal notaio
Porta al notaio le 3 righe della lezione 19, con i numeri. Il compenso di chi dirige, la quota che resta in farmacia, la distribuzione del resto.
Poi rispondi per iscritto a 4 domande. Chi può entrare in società e chi no. Cosa succede se un socio muore. Cosa succede se un socio vuole uscire, e a quale prezzo. Chi decide quando non si è d'accordo.
Infine chiedi una data di scadenza e un metodo di valutazione scritto. Sono le 2 righe che costano meno oggi e valgono di più il giorno in cui servono.
Il testo lo scrive il notaio, le imposte le calcola il commercialista. Tu decidi cosa deve succedere.
Domande e risposte
E se la farmacia oggi è una snc?
Si può trasformare in srl, e la scelta ha effetti fiscali e contributivi che valuta il commercialista. In una società di persone le regole di partenza sono diverse, come abbiamo visto nella lezione 19.
Posso tenere una quota anch'io?
Sì, ma allora i soci sono 4, e in 4 si può finire 2 a 2. Serve una regola di spareggio, e serve decidere cosa succede alla tua quota quando non ci sarai più.
La roulette russa conviene in famiglia?
Solo se tutti hanno i mezzi per comprare. Fra fratelli con patrimoni molto diversi favorisce chi ha più liquidità. In quel caso è meglio un'uscita con un prezzo fissato da un perito.
Lo statuto si può cambiare dopo?
Sì, con le maggioranze previste. Per questo le clausole che proteggono qualcuno vanno messe al riparo da chi vorrebbe toglierle, con una maggioranza più alta o con un diritto particolare (art. 2468).
Una cosa che ho notato
Quasi tutti, davanti a uno statuto, leggono le clausole di uscita con un certo fastidio. Sembrano un divorzio scritto il giorno del matrimonio.
È la lettura sbagliata. Una porta d'uscita scritta, con un prezzo giusto, non spinge nessuno fuori. Fa una cosa più sottile. Rende volontario restare.
Chi non può uscire resta per forza, e chi resta per forza prima o poi lo fa pesare. Chi può uscire e resta, resta perché vuole. E si vede, anche al banco.
Il foglietto illustrativo non rende un farmaco più pericoloso. Lo rende più sicuro da prendere, perché chi lo prende sa cosa può succedere.
Uno statuto scritto bene fa lo stesso con una famiglia. Non prevede il peggio perché se lo aspetta. Lo prevede perché così il peggio trova meno spazio.
Si resta più volentieri in una stanza di cui si conosce la porta.
Se nella tua farmacia lo statuto è ancora quello standard, possiamo partire da una diagnosi.
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Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. Il caso e i numeri sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Statuti, patti fra soci, clausole e successioni sono materia del notaio e dell'avvocato. Compensi, contributi e imposte sono materia del commercialista e del consulente del lavoro.
Luca Petri
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FONTI E NOTE METODOLOGICHE
La riforma del 2017. Legge 4 agosto 2017 n. 124, art. 1, commi 157, 158, 159 e 160. Il comma 157 ha modificato l'art. 7 della legge 362 del 1991, aprendo la titolarità alle società di capitali e la partecipazione ai soci non farmacisti. Il comma 158 fissa il limite del 20% delle farmacie di una regione o provincia autonoma, il 159 ne affida la vigilanza all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il 160 riguarda le incompatibilità e la comunicazione dello statuto.
La farmacia in società. Art. 7 della legge 362 del 1991. Le società hanno come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia, e la partecipazione è incompatibile con attività di produzione e informazione scientifica del farmaco e con l'esercizio della professione medica (comma 2). La direzione è affidata a un farmacista in possesso dell'idoneità, che ne è responsabile (comma 3). Il limite di 4 farmacie nella provincia della sede (comma 4-bis) è stato abrogato dalla legge 124 del 2017. Se l'erede di una partecipazione perde i requisiti, cede la quota entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione di successione (comma 9).
La comunicazione. Lo statuto e ogni variazione, compresi i cambi di soci, si comunicano entro 60 giorni alla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, all'assessore alla sanità della regione o provincia autonoma, all'Ordine provinciale dei farmacisti e all'azienda sanitaria locale (art. 8, comma 2, della legge 362 del 1991).
Le incompatibilità. La partecipazione è incompatibile anche con la posizione di titolare, gestore provvisorio, direttore o collaboratore di altra farmacia, e con qualsiasi rapporto di lavoro pubblico e privato (art. 8, comma 1, della legge 362 del 1991). Per la Corte costituzionale, sentenza 11 del 5 febbraio 2020, quest'ultima non riguarda i soci di società di capitali titolari di farmacia che si limitano ad acquisirne quote, senza essere coinvolti nella gestione.
Le quote di srl. Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto fra vivi e per successione, salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo. Con l'intrasferibilità o con un gradimento senza condizioni e limiti, il socio o i suoi eredi possono recedere (art. 2469 c.c.). Diritti particolari dei soci sull'amministrazione o sugli utili (art. 2468 c.c.). Distribuzione degli utili decisa con l'approvazione del bilancio (art. 2478-bis c.c.).
Il recesso. Nella srl a tempo indeterminato il socio può recedere in ogni momento con almeno 180 giorni di preavviso, che l'atto costitutivo può portare fino a un anno. Il rimborso si determina tenendo conto del valore di mercato e va eseguito entro 180 giorni, anche con l'acquisto da parte degli altri soci, con le riserve disponibili o riducendo il capitale. Se l'opposizione dei creditori è accolta, la società si scioglie (art. 2473 c.c.). Il recesso libero non spetta nella srl con una durata determinata, anche lontana (Cass., ordinanza 26060 del 5 settembre 2022, che richiama Cass. 8962/2019).
La roulette russa. Cass. civ., sez. I, sentenza 22375 del 25 luglio 2023, sulla validità della clausola in un patto parasociale. Consiglio notarile di Milano, massima 181 del 2019, sulla clausola negli statuti di spa e srl e sull'equa valorizzazione delle partecipazioni cedute.
Il caso. Farmacia da 966.000 euro senza debiti (lezione 5). EBITDA di 200.000 euro prima del compenso di chi dirige, compenso di mercato di 62.000 euro per 1.840 ore (lezione 6), mantenimento di 15.000 euro (lezione 8), 20% di quello che avanza in farmacia (lezione 19). Anno buono e cattivo con EBITDA più alto e più basso del 20%. Le ore in più valgono 33,58 euro l'una, il costo orario di mercato della lezione 8. Un terzo vale 322.000 euro, pari a 3,3 anni dei 98.400 euro distribuiti e a 13 anni dei 24.600 accantonati in un anno normale.
Il mito. Esiodo, Teogonia, versi 535 e seguenti, la divisione del bue a Mecone fra Prometeo e Zeus.






