Il patrimonio del titolare di farmacia è un altro mestiere

La farmacia crea, il patrimonio protegge. Si vincono con regole opposte, e confonderle costa caro.

LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA

Luca Petri · CFP® · FMVA® · FPWMP®

11/6/20267 min read

■ Consulting di Luca Petri

FARMACIA E PATRIMONIO · INTRODUZIONE

Il patrimonio del titolare di farmacia
è un altro mestiere

La farmacia crea, il patrimonio protegge. Si vincono con regole opposte, e confonderle costa caro.

Luca Petri · CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo, OCF n. 637312

5 novembre 2026 · Lettura: 8 minuti

PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO

La frase «il mio patrimonio è la farmacia» è vera sul valore e sbagliata sul mestiere. Questo è il primo articolo di una serie breve. Qui metto le basi, senza giri larghi.


C'è una frase che si sente spesso quando si parla di patrimonio del titolare di farmacia: «Il mio patrimonio è la farmacia». Sul valore è quasi sempre vera, perché la farmacia è il bene più grande che il titolare possiede. Sul mestiere è sbagliata, perché far rendere una farmacia e proteggere un patrimonio sono 2 lavori diversi, con regole opposte. Andiamo al sodo.

01 Una reazione e un tampone

In laboratorio nessuno confonde una reazione con un tampone. La reazione serve a produrre qualcosa, e la giudichi dalla resa. Il tampone non produce niente, tiene fermo il pH quando arriva un acido, e lo giudichi dalla capacità tamponante.

La farmacia è la reazione. Trasforma lavoro, competenza e capitale in reddito, e la giudichi da quanto rende. Il patrimonio è il tampone. Non deve produrre il massimo, deve assorbire i colpi quando la farmacia, la salute o la vita ne mandano uno.

Nessun farmacista ha mai chiesto quanto rende un tampone fosfato. Eppure al patrimonio di famiglia, di solito, si fa proprio quella domanda. E la si fa con strumenti molto diversi. In farmacia il gestionale ti dice il margine di ogni referenza, per il patrimonio spesso c'è un estratto conto e una sensazione.

C'è poi un dettaglio che chi ha studiato chimica conosce bene. Un tampone funziona perché ha 2 componenti, un acido debole e la sua base coniugata, con una specie sola non funziona. Allo stesso modo, un patrimonio fatto solo di farmacia non è un patrimonio. È altra farmacia.

02 Mestieri diversi, regole opposte

Messi uno accanto all'altro, i 2 mestieri si vedono bene.


Chi ha giocato a calcio lo riconosce subito. In farmacia giochi da centravanti, ti giudicano per i gol, e un errore ogni tanto fa parte del mestiere. Nel patrimonio giochi da portiere, delle parate non si ricorda nessuno, della papera tutti.

E in farmacia il rischio non è un difetto da eliminare, è il motivo per cui la farmacia rende. Una farmacia senza rischio è un magazzino con la croce verde.

03 Perché le regole non si possono scambiare

Nessuna delle 2 regole è sbagliata. Ognuna funziona nel suo campo e fuori dal suo campo fa danni. Per questo gli errori sono 2, e sono speculari.

Il primo è gestire il patrimonio come una farmacia: concentrato, ottimista, giudicato solo sul rendimento. In farmacia il rischio lo scegli tu, perché conosci la zona, i medici che prescrivono, i clienti che entrano. Fuori dalla farmacia quel vantaggio non ce l'hai, e se il rischio non lo scegli tu, lo sceglie il prodotto del mese.

Il secondo è gestire la farmacia come un patrimonio: rinviare il rinnovo, non investire, lasciare 300.000 € sul conto della farmacia «per sicurezza», tra l'incasso della DCR e il pagamento del grossista. Quella liquidità non fa né il centravanti né il portiere: sta in panchina. E se la farmacia ha un problema, ci finisce dentro anche lei.

ATTENZIONE

Qui parlo del lato finanziario. C'è anche un lato giuridico: se la farmacia è una ditta individuale o una società di persone, i tuoi beni personali possono rispondere dei debiti della farmacia, e in una SRL può succedere qualcosa di simile se hai firmato fideiussioni personali. In quel caso il tampone sta nella stessa provetta dell'acido.


Poi c'è una ragione matematica, ed è quella che rende il secondo mestiere così diverso dal primo: le perdite non sono simmetriche.

+43%

il recupero che serve dopo una perdita del 30%, solo per tornare al punto di partenza

+100%

il recupero che serve dopo una perdita del 50%

Recuperi cumulati, in termini nominali, qualunque sia il numero di anni che servono.

Se perdi il 30% ti resta 70, e per tornare a 100 quel 70 deve crescere del 43%. Se perdi il 50% devi raddoppiare. In farmacia un anno storto si recupera lavorando: hai le leve, cioè orari, acquisti, personale, servizi. Nel patrimonio una perdita grande si recupera solo con il tempo. E il tempo, a 58 anni, è la risorsa che scarseggia di più.

Grafico 1. Recupero cumulato necessario dopo una perdita, in termini nominali. Perdita del 10%: +11%. Del 20%: +25%. Del 30%: +43%. Del 40%: +67%. Del 50%: +100%. Del 60%: +150%.

04 Il caso di Roberto

CASO

Roberto ha 58 anni ed è titolare di una farmacia da 2.200.000 € di ricavi, il 45% dal convenzionato, con un EBITDA di 220.000 €. La farmacia vale circa 2.000.000 €. Fuori ha 500.000 €: un conto corrente, una casa al mare e una polizza. In tutto 2.500.000 €, di cui l'80% è farmacia.

Facciamo una prova di resistenza. La farmacia vicina passa a una catena, oppure cambia la remunerazione del convenzionato, e il valore della farmacia scende del 30%. Roberto perde 600.000 €, e la sua ricchezza totale passa da 2.500.000 € a 1.900.000 €, cioè il 24% in meno.

I 500.000 € di fuori non possono compensare, e non era il loro compito, perché un compito non gliel'ha mai dato nessuno: sono quello che è avanzato negli anni.

Numeri ipotetici, a scopo di esempio.


Il problema di Roberto non è avere troppa farmacia. È avere un patrimonio per avanzo invece che per progetto. Un tampone non si prepara con quello che resta sul banco a fine giornata: si dosa, sapendo quale acido deve fermare.

Oggi il patrimonio di Roberto è come il defibrillatore appeso vicino alla cassa: se lo giudichi da quante volte l'hai usato quest'anno, lo metteresti in vendita. Il suo valore si vede in un giorno solo, quello in cui serve.

05 Lo scavo: 5 idee, dal 2013 al 1738

Per capire fino in fondo perché i 2 mestieri sono diversi, nei prossimi articoli scavo a ritroso nel tempo. Ogni idea è più vecchia della precedente e scende di un livello, dalla pratica fino alla matematica.

  • 2013, Warren Buffett. Ha costruito una fortuna concentrando i suoi investimenti su poche aziende. Per la moglie, nel testamento, ha scritto istruzioni opposte.

  • 1975, Charles Ellis. Ci sono giochi che si vincono facendo punti e giochi che si vincono sbagliando meno. Il patrimonio è dei secondi.

  • 1952, Harry Markowitz. Andrew Carnegie consigliava di mettere tutte le uova in un paniere e di sorvegliarlo bene, e in farmacia ha ragione. Il guaio è che il paniere prima o poi lo vendi, e il nuovo titolare non ti fa entrare a sorvegliarlo. Markowitz spiega perché nel patrimonio vale il contrario.

  • 1921, Frank Knight. La differenza tra rischio e incertezza, cioè il motivo per cui la farmacia rende.

  • 1738, Daniel Bernoulli. Un mercante deve decidere se assicurare le merci in viaggio. La risposta di Bernoulli è la più moderna di tutte: se conviene proteggersi dipende da quanto possiedi.


IN SINTESI

  • La farmacia crea reddito e si giudica dal rendimento. Il patrimonio protegge e si giudica da come regge nel giorno peggiore.

  • In farmacia si vince facendo punti, nel patrimonio sbagliando meno.

  • Le perdite non sono simmetriche: dopo un -30% serve un recupero cumulato del 43% per tornare al punto di partenza.

  • Un patrimonio per avanzo non protegge niente in particolare. Va costruito per progetto.


Per chiudere

La farmacia ti chiede coraggio, il patrimonio umiltà. Il difficile è che li deve avere la stessa persona, di giorno da centravanti, dietro al banco, e la sera da portiere, davanti all'estratto conto.

Nel prossimo articolo partiamo dal 2013, dalle istruzioni che Warren Buffett ha scritto per sua moglie.

Domande e risposte

Se la farmacia rende più degli investimenti finanziari, perché dovrei tenere soldi fuori?

Perché il patrimonio fuori non deve battere la farmacia, deve reggere quando la farmacia non regge. Spesso la farmacia rende di più proprio perché rischia di più e perché ci lavori dentro tu. Reinvestire in farmacia ha senso quando il singolo investimento supera la prova dei conti, ma prima serve uno strato di protezione che dalla farmacia non dipenda.

Quanta parte della mia ricchezza dovrebbe stare fuori dalla farmacia?

Non esiste una percentuale giusta per tutti, dipende dall'età, dal debito, da quando pensi di uscire e da chi deve proteggere il patrimonio. Conviene partire dalla domanda opposta, da cosa deve proteggerti? Nel mio metodo il patrimonio fuori dalla farmacia si divide in 4 conti, Conto 1 Previdenza Complementare, Conto 2 Stabilità, Conto 3 Sicurezza e Conto 4 Crescita, ognuno con un compito diverso. La crescita è il quarto, non il primo.

Giulia ha 33 anni e ha appena comprato la farmacia con un mutuo. Da dove comincia?

All'inizio è quasi tutto farmacia, e debito, ed è normale. Il primo strato di patrimonio non è un investimento, è la protezione del debito e del reddito, cioè cosa succede alla famiglia e alla banca se Giulia si ferma. Poi la previdenza complementare, perché l'ENPAF da solo difficilmente basta a mantenere il tenore di vita di un titolare. Gli investimenti vengono dopo.

Questo articolo è scritto per i titolari di farmacia, ma se hai un'azienda in cui lavori dentro e che vale più di tutto il resto messo insieme, il conto è il tuo.

Vuoi capire quanta parte della tua ricchezza è farmacia e quanta è patrimonio, e se il tuo tampone regge? Prenota un colloquio preliminare gratuito di 30 minuti.

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Luca Petri

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Consulting di Luca Petri. Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. I casi e i numeri sono ipotetici e servono a illustrare il ragionamento.

Fonti

Bernoulli, D. (1738). Specimen theoriae novae de mensura sortis. Commentarii Academiae Scientiarum Imperialis Petropolitanae, vol. 5. Traduzione inglese: Exposition of a New Theory on the Measurement of Risk, Econometrica, 22(1), 1954.

Buffett, W. E. (2014). Lettera agli azionisti di Berkshire Hathaway relativa al 2013. berkshirehathaway.com/letters/2013ltr.pdf

Carnegie, A. (1885). The Road to Business Success: A Talk to Young Men. Poi in The Empire of Business, 1902.

Ellis, C. D. (1975). The Loser's Game. Financial Analysts Journal, 31(4).

Knight, F. H. (1921). Risk, Uncertainty and Profit. Boston, Houghton Mifflin.

Markowitz, H. (1952). Portfolio Selection. The Journal of Finance, 7(1).

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