Il figlio che spende tutto, come gli si lascia l'eredità?

Cambiando la forma, non la quantità. La stessa parte, data in un colpo solo, può finire in 2 anni, e rilasciata nel tempo può durarne 30. Con un limite che nessuno strumento supera, la legittima.

LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA

Luca Petri, CFP® · FMVA®

10/6/202610 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 13 DI 36

Il figlio che spende tutto, come gli si lascia l'eredità?

Cambiando la forma, non la quantità. La stessa parte, data in un colpo solo, può finire in 2 anni, e rilasciata nel tempo può durarne 30. Con un limite che nessuno strumento supera, la legittima.

Luca Petri

CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 10 min di lettura


Il padre di un figlio che spende tutto, di solito, non si chiede quanto lasciargli. Si chiede quanto durerà.

È una domanda che non dice a nessuno, perché suona come un giudizio. E per non doverla dire ad alta voce, spesso la risolve nel modo peggiore. O gli lascia meno degli altri, o gli lascia tutto in liquidità e spera.

Questa lezione parla di strumenti, non di persone. Non si chiede come si controlla un figlio. Si chiede come si struttura un'erogazione, cioè come una parte di eredità può arrivare nel tempo invece che in un colpo solo.


PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO

In molte famiglie c'è un figlio con cui i soldi durano meno. Non è un difetto da nascondere, e non è un argomento da pranzo della domenica. È un dato, come l'età o il lavoro, e un piano serio ne tiene conto.

Questa lezione serve a lasciargli la sua parte intera, senza togliergli niente, in una forma che duri. E a capire fin dove un padre può arrivare, perché la legge un limite lo mette.


Il rilascio prolungato

Al banco lo sai meglio di chiunque. Lo stesso principio attivo, alla stessa dose, si comporta in modo opposto a seconda della forma farmaceutica.

In una compressa a rilascio immediato arriva tutto insieme. La concentrazione sale in fretta, a volte oltre la finestra terapeutica, e poi scende sotto il livello utile molto prima della dose successiva. In una forma a rilascio prolungato lo stesso principio attivo si libera un po' alla volta, e resta nella finestra per ore.

Nessuno pensa che il rilascio prolungato tolga qualcosa al paziente. La dose è la stessa. Cambia solo il modo in cui arriva.

Con un'eredità succede lo stesso. Una parte data tutta in liquidità è una dose a rilascio immediato. Per chi la sa tenere va benissimo. Per chi la consuma in fretta è un picco, e poi niente.


CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO

●Una famiglia con lo stesso patrimonio di quella del corso, €1.936.000 fra farmacia (€966.000), muri (€420.000), casa (€350.000) e liquidità (€200.000), e 3 figli

●Il padre ha 66 anni ed è vedovo. Divide il patrimonio in 3 parti uguali, come nella lezione 5, €645.333 a testa

●Il primo, farmacista, prende la farmacia. Gli altri 2 non lavorano in farmacia

●Il terzo ha 38 anni e un lavoro da dipendente. Ha già ricevuto 2 volte una somma importante, il TFR di un lavoro lasciato e l'eredità di uno zio. Tutte e 2 le volte, in meno di 2 anni non ne restava niente

●Il padre vuole lasciargli la sua parte intera, ma in una forma che duri


Il conto del rilascio immediato

Se il terzo riceve la sua parte in liquidità e la consuma in 2 anni, come le altre volte, sono 26.889 euro al mese per 24 mesi. Poi niente.

La stessa parte, rilasciata nel tempo, cambia natura. Ipotizziamo un rendimento del 2% annuo, reale e al netto di costi e imposte. Con quel rendimento, 645.333 euro possono pagare 2.401 euro al mese, in euro di oggi, per 30 anni. Oppure 1.076 euro al mese senza mai toccare il capitale, che resta intero per chi viene dopo.

Grafico 1. Che cosa resta della parte del terzo figlio, anno dopo anno, se la consuma in 2 anni, se arriva in 30 anni o se arriva solo il rendimento. Simulazione, non previsione.

Per chi la consuma in fretta, una parte in liquidità sono 2 anni di una vita diversa. Rilasciata nel tempo, è uno stipendio in più fino alla pensione. Il patrimonio è lo stesso. Cambia la forma farmaceutica.

Le forme del rilascio prolungato, in 5 voci

01 Un immobile che rende, al posto della liquidità

La forma più semplice è scegliere bene i beni. Nella divisione il terzo può ricevere un immobile che rende, invece della sua parte in contanti. L'affitto arriva ogni mese, e un immobile non si spende in un pomeriggio.

Nel caso del corso i muri della farmacia, 420.000 euro, rendono 30.000 euro l'anno lordi. Ma se l'inquilino è il fratello farmacista, quell'affitto è un legame fra fratelli, come nella lezione 12, e va pesato. E un immobile in piena proprietà si può sempre vendere. Rallenta la liquidità, non la ferma.

02 L'usufrutto, con la nuda proprietà ai nipoti

Un passo in più è separare il reddito dal capitale. Al figlio va l'usufrutto di un immobile, cioè il diritto di abitarlo o di incassarne l'affitto per tutta la vita. La nuda proprietà va ai nipoti, che diventano proprietari pieni quando l'usufrutto finisce.

Il figlio incassa ogni mese, ma l'immobile non lo può vendere. E il testamento può vietargli anche di cedere l'usufrutto, che altrimenti si potrebbe vendere a sua volta (art. 980 del codice civile).

Funziona se ci sono un immobile adatto e qualcuno a cui lasciare la nuda proprietà, di solito i nipoti. E incontra il limite della voce 05.

03 La rendita vitalizia

Con una parte del capitale si può costituire una rendita vitalizia, cioè un importo pagato a scadenze fisse per tutta la vita del figlio. Si può fare anche per testamento (art. 1872 del codice civile), e nella pratica le rendite le pagano soprattutto le compagnie di assicurazione.

Il vantaggio è che non finisce. Il prezzo è che il capitale non torna, né al figlio né ai suoi eredi, e che un importo fisso perde valore con l'inflazione, se non è rivalutato. Costi e condizioni vanno letti con attenzione, e le polizze sono il tema della lezione 31.

04 Le erogazioni periodiche

Il testamento può anche prevedere una somma da pagare a scadenze fisse, ogni mese o ogni anno (art. 670 del codice civile). Resta da decidere chi paga.

Se a pagare è un fratello, il fratello diventa il cassiere dell'altro, per anni. Ogni ritardo è una lite, ogni richiesta un favore. È il tipo di legame che la lezione 12 consiglia di evitare.

Se a pagare è un terzo, per esempio il gestore di un trust, il fratello resta fuori. In Italia il trust è riconosciuto dalla ratifica della Convenzione dell'Aia (legge 364 del 1989). Ma costa, va scritto bene e richiede qualcuno di cui fidarsi.

Grafico 2. Le forme del rilascio prolungato alla prova di 3 domande. Una valutazione semplificata, da verificare con il notaio sul caso concreto.

05 Il limite che nessuno strumento supera

Fin qui sembra che il padre possa decidere tutto. Non è così. Una parte del patrimonio, la legittima, la legge la riserva ai figli. E sulla quota che spetta a un figlio il padre non può mettere pesi o condizioni (art. 549 del codice civile).

Con 3 figli e nessun coniuge, la legittima è di 2/3 del patrimonio, da dividere in parti uguali (art. 537). Nel caso del corso fa 1.290.667 euro, cioè 430.222 a testa. Il resto, 645.333 euro, è la parte di cui il padre dispone liberamente.

Grafico 3. La legittima dei 3 figli e la parte di cui il padre dispone liberamente. Del terzo figlio si possono strutturare 215.111 euro su 645.333.

Il terzo riceve 645.333 euro. Di questi, 430.222 sono la sua legittima, e gli spettano pieni e liberi. Solo gli altri 215.111, un terzo della sua parte, si possono strutturare senza chiedergli niente.

€215.111

LA PARTE DEI 645.333 EURO DEL TERZO FIGLIO CHE IL PADRE PUÒ STRUTTURARE SENZA IL SUO CONSENSO. IL RESTO È LA SUA LEGITTIMA

Il padre può anche lasciargli tutta la parte in una forma strutturata, per esempio un usufrutto o una rendita, al posto della legittima. Ma a quel punto la scelta passa al figlio. Può accettare, oppure rinunciare e chiedere la sua legittima piena (art. 551 del codice civile).


ATTENZIONE

Le quote cambiano se c'è un coniuge, se ci sono state donazioni in vita o se i figli sono più o meno di 3. Con il coniuge in vita, per esempio, ai figli è riservata la metà del patrimonio invece dei 2/3 (art. 542 del codice civile), e i numeri di questa lezione vanno rifatti.

Usufrutto, rendita, legati e trust si scrivono con il notaio o con l'avvocato, e le imposte di ciascuna forma le valuta il commercialista.


Strumenti, non controllo

È qui che molti piani si incrinano. Un padre che struttura l'eredità di un figlio senza dirglielo, di solito, pensa di proteggerlo. Il figlio, quando lo scopre dal notaio, legge un'altra cosa. Legge che di lui non ci si fidava.

E un figlio che si sente giudicato ha 2 strade. Accettare in silenzio, oppure usare la legittima per uscire dalla struttura e prendersi i soldi tutti insieme. Cioè proprio il risultato che il padre voleva evitare.

Per questo lo strumento migliore è quello che il figlio conosce prima e, se possibile, sceglie. Nella lezione 11 l'abbiamo chiamata aderenza. Una terapia spiegata si prende, una imposta si sospende alla prima occasione.

C'è poi un secondo confine, che riguarda i fratelli. Nessuno strumento dovrebbe fare di un fratello il custode dell'altro. Chi paga, chi controlla, chi decide se una spesa è giusta, dovrebbe essere qualcuno che a Natale non siede alla stessa tavola.


IN SINTESI

●Una parte data tutta in liquidità è una dose a rilascio immediato. A chi la consuma in fretta, 645.333 euro durano 2 anni, 26.889 euro al mese.

●Con un rendimento ipotetico del 2% annuo reale netto, la stessa parte può pagare 2.401 euro al mese per 30 anni. Oppure 1.076 euro al mese, lasciando intero il capitale.

●Le forme del rilascio prolungato sono un immobile che rende, l'usufrutto con la nuda proprietà ai nipoti, la rendita vitalizia e le erogazioni periodiche.

●Se a pagare è un fratello, il fratello diventa il cassiere dell'altro. Meglio un terzo, o una forma che paga da sola.

●Sulla legittima non si mettono pesi né condizioni. Con 3 figli e nessun coniuge, senza il consenso del figlio si struttura solo un terzo della parte, 215.111 euro su 645.333.

●Lo strumento migliore è quello che il figlio conosce prima, e se possibile sceglie.


Cosa fare, prima di scriverlo

Guarda come sono andate le altre volte, senza giudicare. Quanto è durata la liquidità che è arrivata, e in quali forme invece qualcosa è durato.

Poi scegli la forma per la parte che puoi strutturare. Un immobile che rende, un usufrutto, una rendita o un'erogazione, tenendo i fratelli fuori dal ruolo di cassieri.

Parlane con lui prima di scriverlo. Spiegagli il rilascio prolungato con i numeri, e lascia che dica la sua. Una struttura accettata regge, una scoperta dal notaio, spesso, si rifiuta.

Infine scrivilo con il notaio, che sceglie la forma giusta e verifica i limiti della legittima nel caso concreto. Le imposte di ciascuna forma le guarda il commercialista.

Domande e risposte

Non è più semplice lasciargli meno degli altri?

No. La legittima gli spetta comunque, e sotto quella soglia può chiederla al giudice. E una parte più piccola, data a chi la consuma in fretta, dura solo di meno. Nella lezione 2 abbiamo visto che equità e uguaglianza non sono la stessa cosa, ma qui il problema non è la quantità. È la forma.

E se poi vende l'immobile?

In piena proprietà lo può fare, ed è il limite della prima forma. Con l'usufrutto no, perché l'immobile è dei nipoti, e il testamento può vietargli anche di cedere l'usufrutto. Ma un usufrutto che prende il posto della legittima, il figlio lo può rifiutare.

Posso affidare i suoi soldi al fratello che gestisce la farmacia?

Si può, ma è il legame più faticoso che si possa creare fra 2 fratelli. Uno chiede, l'altro decide. Anche fra fratelli che si vogliono bene, dopo qualche anno diventa una questione di principio. Un terzo, o una forma che paga da sola, costa qualcosa e tiene la famiglia fuori.

E se un giorno impara a tenerli?

Tanto meglio, e una struttura scritta bene lo può prevedere. Un'erogazione può durare fino a una certa età, e un trust può lasciare al gestore la possibilità di dare di più. Il rilascio prolungato non è una condanna. È una forma, e finché il padre è in vita si può cambiare.

Una cosa che ho notato

I soldi, da soli, non insegnano niente. Quando arrivano tutti insieme, l'unica cosa che insegnano è quanto sono durati.

Un padre non può lasciare a un figlio la pazienza che lui ha imparato in 30 anni di banco. Quella non passa per testamento.

Può lasciargli il tempo per impararla, un mese alla volta. Ed è una cosa che si decide finché si è in vita, non dopo.

Nessun padre può decidere come un figlio spenderà i suoi soldi. Può decidere, ancora per un po', a che velocità gli arriveranno.

Se in famiglia c'è un figlio con cui i soldi durano meno e vuoi capire quale forma può reggere, possiamo partire da una diagnosi.

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Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. I numeri del caso sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Legittima, testamento, usufrutto, legati, rendite vitalizie e trust sono materia del notaio e dell'avvocato; le imposte di ciascuna forma sono materia del commercialista. Rendite e polizze vanno valutate leggendo costi e condizioni.

Luca Petri

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FONTI E NOTE METODOLOGICHE

La stessa parte in 3 forme (grafico 1). La parte del terzo figlio è un terzo del patrimonio di 1.936.000 euro, cioè 645.333 euro. Consumata in 2 anni, sono 26.889 euro al mese. Erogata in 30 anni con un rendimento ipotetico del 2% annuo reale, netto di costi e imposte, e un prelievo a fine anno, sono 28.814 euro l'anno, 2.401 al mese in euro di oggi. Solo il rendimento sono 12.907 euro l'anno, 1.076 al mese, e il capitale resta di 645.333 euro in termini reali. Il 2% è un'ipotesi per mostrare l'ordine di grandezza, non una previsione.

Le forme del rilascio prolungato (grafico 2). Valutazione semplificata dell'autore. Usufrutto e sua cessione, artt. 978 e seguenti e art. 980 del codice civile. Rendita vitalizia costituita anche per donazione o per testamento, art. 1872. Legato di prestazioni periodiche, art. 670. Trust, legge 16 ottobre 1989 n. 364 di ratifica della Convenzione dell'Aia del 1° luglio 1985.

La legittima (grafico 3). Se i figli sono più di uno è loro riservata la quota dei 2/3 del patrimonio, da dividere in parti uguali (art. 537 c.c.). Con il coniuge, ai figli è riservata la metà e al coniuge un quarto (art. 542). Il testatore non può imporre pesi o condizioni sulla quota spettante ai legittimari (art. 549). Il legittimario a cui è lasciato un legato in sostituzione di legittima può rinunciarvi e chiedere la legittima (art. 551). Calcolo semplificato, senza debiti né donazioni in vita; per determinare la quota disponibile si considerano anche le donazioni (art. 556).

L'affitto dei muri. 30.000 euro l'anno lordi, il canone di mercato della lezione 8.

Il caso è illustrativo e non si riferisce a persone reali. Differenze di un euro nei totali sono dovute agli arrotondamenti.


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