Il figlio che si sente in credito, come si contano le donazioni ai figli in vita?

Chi ha avuto di più non si discute, si misura. Con gli atti, i bonifici e le buste paga ogni credito diventa un numero, oppure cade. E nel caso del corso i regali di tanti anni fa spostano 100.000 euro nel conguaglio della farmacia.

LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA

Luca Petri, CFP® · FMVA®

10/12/202613 min read

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 16 DI 36

Chi ha avuto di più non si discute, si misura. Con gli atti, i bonifici e le buste paga ogni credito diventa un numero, oppure cade. E nel caso del corso i regali di tanti anni fa spostano 100.000 euro nel conguaglio della farmacia.

Luca Petri

CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 12 min di lettura


Quando si parla di donazioni ai figli in vita, prima o poi in famiglia arriva una frase. «Lui ha già avuto tutto.»

È l'ultimo dei 4 casi difficili del modulo sulle persone, dopo chi spende tutto, chi non spende mai e chi non lavora. E forse è il più frequente, perché quasi ogni famiglia ha aiutato un figlio più di un altro, almeno una volta.

Rispondere a voce non serve. Si vince la discussione e si perde un fratello. Questa lezione riporta tutto sul terreno del corso, l'aritmetica, perché chi ha avuto di più non si discute. Si misura.


PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO

Molti titolari hanno aiutato un figlio più degli altri, e quasi sempre per buone ragioni. Gli studi, la casa, un momento difficile. Quasi nessuno ha scritto da qualche parte quanto, quando e perché.

Questa lezione serve a trasformare i ricordi in numeri finché chi ha fatto i regali può ancora dire che cosa erano. Dopo, al suo posto, parlano i documenti. O gli avvocati.


In laboratorio non si dosa a occhio

Nel laboratorio galenico nessuno prepara una cartina «più o meno». Si pesa sulla bilancia, si compila il foglio di lavorazione, e se qualcuno chiede quanto principio attivo c'era, la risposta è un numero.

In famiglia, invece, i regali dei genitori si dosano a occhio. E l'occhio sbaglia quasi sempre nella stessa direzione.

Non è una questione di carattere, è come funziona la memoria di tutti. In uno studio classico del 1979, gli psicologi Michael Ross e Fiore Sicoly chiesero a coppie sposate quanta parte delle faccende di casa facesse ciascuno. In 27 coppie su 37, sommando le 2 risposte, si andava oltre il 100%.

Fra fratelli succede lo stesso con i regali dei genitori. Sommando i ricordi di tutti, i genitori hanno regalato più di quello che avevano.

Per fortuna, per i soldi di famiglia la bilancia esiste già, ed è fatta di carta. Gli atti del notaio, i bonifici, le buste paga. Nel calcio, quando un'azione è dubbia, non si dovrebbe litigare con l'arbitro, si dovrebbe andare al VAR. In famiglia il VAR è l'estratto conto.


CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO

●La famiglia del corso, con €1.936.000 fra farmacia (€966.000), muri (€420.000), casa (€350.000) e liquidità (€200.000). Il padre ha 66 anni ed è vedovo

●Il primo, farmacista, lavora in farmacia dal 2010 e la prenderà, pagando ai fratelli un conguaglio (lezione 11)

●Il terzo dice che il primo ha già avuto tutto. Gli studi fuori sede, l'auto alla laurea, un bonifico, la casa. Secondo lui, €223.000

●Il primo risponde che in farmacia lavora da 16 anni, e che la farmacia vale di più anche grazie a lui

●Il testamento dice solo parti uguali, €645.333 a testa


Il metodo, voce per voce

Il metodo è lo stesso per ogni voce. Che cosa è stato dato, quando, con quale documento, e come lo conta la legge. Alla fine ogni credito diventa un numero, oppure cade.

01 Gli studi, il credito che cade

Il terzo ricorda 5 anni di Farmacia in un'altra città, circa 60.000 euro fra tasse, affitto e spese. Le ricevute probabilmente ci sono, ma non servono.

Le spese di mantenimento, di educazione e per le malattie non entrano nella divisione (art. 742 del codice civile). Il codice, con una certa saggezza, non conta i pannolini, la mensa e i libri del liceo. Nemmeno l'apparecchio per i denti.

Per l'università la regola è quasi uguale. Si conta solo la parte che supera di molto il normale, tenuto conto delle condizioni economiche del padre. 5 anni fuori sede, per una famiglia di titolari, di solito non la superano. E la regola vale per tutti e 3 i figli. Questo credito cade.

Diverso sarebbe se il padre gli avesse pagato l'avvio di un'attività, per esempio la quota di un'altra farmacia. Quella si conta (art. 741).

02 La casa, il credito che cresce

Nel 2014 il padre ha pagato dal notaio i 100.000 euro del bilocale intestato al primo. Qui il documento c'è, ed è il migliore di tutti. Dal 2006 l'atto di acquisto riporta come è stato pagato il prezzo, con gli estremi di assegni e bonifici.

Per la Cassazione, quando un genitore paga il prezzo di una casa intestata al figlio, il regalo non sono i soldi. È la casa (Sezioni Unite, sentenza 9282 del 1992). E una casa si conta al valore che ha quando si apre la successione, non a quello che è costata (art. 747).

Oggi quel bilocale vale 110.000 euro. Il conto vero si farà con il valore del giorno della successione, ma per il caso usiamo quello di oggi. Il terzo lo ricordava in 100.000, e misurato vale di più. Poteva andare anche al contrario, se il mercato fosse sceso. La bilancia non tifa per nessuno.

03 Il bonifico, il credito che resta fermo

Nel 2013 il padre ha fatto al primo un bonifico di 38.000 euro. Oggi la banca non è più obbligata a darne copia. Lo è solo per le operazioni degli ultimi 10 anni (art. 119 del Testo unico bancario).

Per fortuna il padre ha conservato gli estratti conto. Il rancore non ha scadenza, l'obbligo della banca sì.

Questo se il bonifico è un regalo valido. Senza l'atto del notaio, per una somma non modesta rispetto al patrimonio del padre, potrebbe non esserlo (vedi il riquadro ATTENZIONE).

Se è valido, il denaro si conta al valore nominale (art. 751), senza rivalutazione, come ha confermato la Cassazione (sentenza 26486 del 2019). 38.000 euro del 2013 contano 38.000 euro.

Eppure dal 2013 al 2025 i prezzi al consumo sono saliti del 21,5% in tutto. Nel 2025, per comprare le stesse cose, ne servivano circa 46.000. Per l'articolo 751 l'inflazione non esiste.

04 L'auto, il credito che si è svalutato

Alla laurea, nel 2010, il padre gli ha regalato un'auto da 25.000 euro. Il terzo se la ricorda nuova, appena uscita dal concessionario.

Ma i beni mobili si contano al valore che hanno quando si apre la successione, tenendo conto di come sono ridotti (art. 750). Per il codice civile, un'auto di 16 anni vale quanto un'auto di 16 anni. Nel caso, circa 2.000 euro.

Anzi, se il regalo di laurea era proporzionato alle possibilità della famiglia, si può sostenere che sia una liberalità d'uso. E allora non si conta nemmeno quello (art. 742).

Messe in fila, le 4 voci del terzo valgono 150.000 euro, non 223.000. La casa conta più del ricordo, l'auto molto meno, gli studi niente.

Grafico 1. Le 4 voci che il terzo figlio attribuisce al primo, quanto sono costate allora e quanto entrano nella divisione secondo il codice civile. Valori alla successione ipotizzati uguali a quelli di oggi, caso illustrativo.

05 Il lavoro in farmacia, il credito dell'altro

Poi c'è il credito del primo. In farmacia ci lavora dal 2010, e dice che la farmacia vale di più anche grazie a lui. Su questo, probabilmente, ha ragione.

Ma anche qui decide un documento, la busta paga. Il primo è assunto con il contratto delle farmacie private e le buste paga ci sono tutte. Il suo lavoro ha già avuto un prezzo, ogni mese. Come credito verso i fratelli, cade.

E se le buste paga si perdessero, l'estratto contributivo dell'INPS riporta gli anni e le retribuzioni da dipendente. L'INPS, a differenza della memoria, non arrotonda.

Sarebbe diverso se avesse lavorato senza contratto. Per il familiare che lavora in modo continuativo nell'azienda di famiglia la legge prevede l'impresa familiare (art. 230-bis). Gli spetta una parte degli utili e degli incrementi dell'azienda, avviamento compreso, in proporzione al lavoro.

Quello sarebbe un credito vero, da misurare con l'avvocato e il consulente del lavoro.

Dal conto alla divisione

Il ricordo diceva 223.000 euro, il conto dice 150.000. Che cosa succede a quei soldi quando si divide?

I figli che ereditano devono conferire ai fratelli quello che hanno ricevuto dal padre per donazione, anche indiretta (art. 737). Si chiama collazione, e in pratica è un'addizione.

Al patrimonio di 1.936.000 euro si aggiungono i 150.000 già ricevuti, e si divide per 3. Fa 695.333 euro a testa.

Il primo ha già in mano 150.000 euro, quindi dall'eredità gli spettano 545.333 euro. Il secondo e il terzo ne ricevono 695.333 ciascuno, 50.000 più della parte uguale.

Ed ecco che torna la farmacia. Il primo la prende, vale 966.000 euro, e la differenza la paga ai fratelli con il conguaglio. Senza contare i regali sarebbe di 320.667 euro. Con la collazione è di 420.667.

€100.000

DI CONGUAGLIO IN PIÙ, PER REGALI FATTI ANNI FA

Non sono 150.000 euro ma 100.000, perché un terzo di quei regali sarebbe stato comunque suo. Il resto si paga oggi, a rate, con il debito della lezione 26.

La dispensa, la scelta che spetta al padre

C'è un'alternativa, e la può scegliere solo il padre. Può scrivere, nel testamento o nell'atto di donazione, che quei regali non vanno contati. Si chiama dispensa dalla collazione (art. 737).

Ha un limite. Vale solo entro la parte di cui il padre può disporre liberamente, la disponibile, che nel caso, contando anche i regali, è di 695.333 euro. 150.000 euro ci stanno, e la legittima degli altri 2 resta salva.

Con la dispensa il primo tiene i 150.000 euro e prende comunque la parte uguale, 645.333. Il conguaglio resta a 320.667 euro.

Grafico 2. La parte di ciascun figlio contando i 150.000 euro già ricevuti dal primo (collazione) oppure lasciandoli fuori per scelta del padre (dispensa). Patrimonio di 1.936.000 euro, farmacia al primo con il conguaglio.

Contare o non contare sono 2 scelte legittime. Nella lezione 2 abbiamo visto che equità e uguaglianza non sono la stessa cosa, e un padre può voler riconoscere qualcosa che le buste paga non dicono.

Quello che non ha senso è non scegliere. Perché allora sceglie il codice, una voce alla volta, con l'auto a 2.000 euro e la casa al valore che avrà quando si apre la successione.


ATTENZIONE

Un bonifico fatto per regalare una somma importante, senza l'atto del notaio, per la Cassazione può essere una donazione nulla. Lo dicono le Sezioni Unite (sentenza 18725 del 2017) e l'ordinanza 32677 del 2024. Gli eredi possono chiederne la restituzione, di regola entro 10 anni dal bonifico. Le conseguenze nel caso concreto le valuta l'avvocato.

Se il padre ha pagato solo una parte del prezzo della casa, le sentenze non sono tutte d'accordo su che cosa si conta. E un prestito non è un regalo, si restituisce, ma va provato.

I numeri cambiano con un coniuge in vita, che è tenuto anche lui alla collazione e che è il tema della lezione 17. Collazione, dispensa e validità delle donazioni sono materia del notaio e dell'avvocato, le imposte del commercialista.


Si misura adesso, non dopo

C'è un motivo per fare questi conti mentre il padre c'è. Solo lui può dire se quel bonifico era un regalo o un prestito, e se la casa voleva contarla o no.

E ogni anno che passa, un anno di prove esce dalla memoria obbligatoria della banca. Nel caso, i 4 regali sono tutti più vecchi di 10 anni. La prova più solida, e che non scade, è l'atto del notaio.

Grafico 3. Gli anni dei regali del caso e la finestra degli ultimi 10 anni, per cui la banca deve dare copia delle operazioni al cliente e ai suoi eredi.

Dopo, al posto del padre, parlano i ricordi. E abbiamo visto quanto pesano bene.


IN SINTESI

●Chi ha avuto di più non si discute, si misura. Ogni presunto credito diventa un numero oppure cade.

●Le spese di crescita non si contano, gli studi solo per la parte che supera di molto il normale. La casa pagata dal padre e l'auto contano per quanto valgono quando si apre la successione, il denaro al valore nominale.

●Nel caso, i 223.000 euro del ricordo diventano 150.000. Il lavoro del primo, pagato con la busta paga, non è un credito.

●Con la collazione le 3 parti tornano uguali, 695.333 euro, e il conguaglio della farmacia sale di 100.000 euro.

●Con la dispensa il padre può decidere che quei regali non contano, entro la disponibile. Se non decide lui, decide il codice.


Cosa fare, prima di scriverlo

Fai la lista di quello che hai dato a ciascun figlio oltre alle spese di crescita. Che cosa, quando, quanto, e con quale documento.

Recupera i documenti finché ci sono. Atti del notaio, estratti conto, fatture, buste paga. Per gli ultimi 10 anni la banca deve darti copia delle operazioni entro 90 giorni.

Accanto a ogni voce scrivi che cos'era. Un regalo da contare, un regalo da non contare, un prestito da restituire. Per il regalo da non contare la lista non basta, la dispensa va scritta nel testamento o nell'atto di donazione.

Poi decidi con il notaio che cosa entra nel conto, e scrivilo. Le imposte le guarda il commercialista.

E parlane con i figli prima, da vivo, con la lista in mano. Una lista si discute meglio di un ricordo.

Domande e risposte

E se era un prestito?

Allora non è un regalo ma un debito, e si toglie dalla parte di chi lo deve restituire (art. 724). Va provato, meglio con una scrittura firmata anche dal figlio o con i bonifici di rimborso. Se non lo mettono per iscritto adesso, dopo sarà la parola di un fratello contro quella dell'altro.

Il pranzo di nozze conta?

No, se è nella misura normale. Le spese ordinarie per le nozze non si contano (art. 742), quello che il padre ha dato al figlio a causa del matrimonio sì (art. 741). Se il regalo è fatto a entrambi gli sposi, si conta solo la parte del figlio (art. 739). Per il codice civile il pranzo è una spesa, l'assegno al figlio un regalo.

E chi ha assistito il padre negli ultimi anni?

Per la legge non nasce un credito in automatico. Se il padre vuole riconoscerlo, lo fa lui, con la parte di cui dispone liberamente, e scrive perché. Se non lo scrive lui, non lo scrive nessuno.

E se i documenti non ci sono?

Chi dice che l'altro ha avuto di più deve provarlo. Si può fare anche con i testimoni, ma è difficile. Senza un documento, quasi sempre, un credito resta un ricordo.

Una cosa che ho notato

In laboratorio la bilancia non serve a dare torto a qualcuno. Serve a fare in modo che nessuno debba fidarsi della memoria di un altro.

In famiglia un regalo che nessuno ha scritto lo ricordano in molti, ognuno a modo suo. E dopo 20 anni quei ricordi non coincidono quasi mai.

Una lista scritta dal padre non toglie niente a nessuno. Toglie ai figli il compito di ricostruire, ciascuno da solo, la storia di tutti.

Un padre non può dare a tutti i figli la stessa memoria. Può lasciare a tutti la stessa lista.

Se in famiglia qualcuno ha già avuto di più e vuoi decidere come contarlo prima che lo decida qualcun altro, possiamo partire da una diagnosi.

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Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. I numeri del caso sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Collazione, dispensa, validità delle donazioni, prestiti, impresa familiare e testamento sono materia del notaio e dell'avvocato; le imposte sono materia del commercialista.

Luca Petri

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FONTI E NOTE METODOLOGICHE

Collazione. I figli, i loro discendenti e il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi quello che hanno ricevuto dal defunto per donazione, direttamente o indirettamente, salvo che il defunto li abbia dispensati. La dispensa ha effetto solo nei limiti della disponibile (art. 737 c.c.). Nel caso la collazione si fa per imputazione, cioè sottraendo il valore dalla parte di chi ha ricevuto.

Spese escluse (voce 01). Non si conferiscono le spese di mantenimento e di educazione, quelle per malattia e quelle ordinarie per abbigliamento o nozze. Il corredo nuziale e l'istruzione artistica o professionale si conferiscono solo per quanto eccedono notevolmente la misura ordinaria, tenuto conto delle condizioni economiche del defunto. Non si conferiscono le liberalità d'uso (art. 742 c.c.). Le donazioni fatte insieme ai 2 coniugi, se uno solo è discendente di chi dona, si conferiscono solo per la parte donata a lui (art. 739). Si conferiscono invece le assegnazioni a causa di matrimonio, le spese per avviare un figlio a un'attività produttiva o professionale, i premi di assicurazioni sulla vita a suo favore e i debiti pagati per lui (art. 741).

La casa (voce 02). Quando il genitore paga con denaro proprio il prezzo di un immobile intestato al figlio, c'è una donazione indiretta dell'immobile e non del denaro, e in collazione si conferisce l'immobile (Cass. Sezioni Unite, sentenza 9282 del 5 agosto 1992). Il valore è quello al tempo dell'apertura della successione (art. 747 c.c.). Se il genitore paga solo una parte del prezzo, la giurisprudenza non è uniforme (Cass. 10759 del 2019 e 2149 del 2014). Dal 2006 l'atto di compravendita riporta in modo analitico le modalità di pagamento del prezzo (art. 35, comma 22, del decreto legge 223 del 2006). Il valore di 110.000 euro è un'ipotesi del caso.

Il bonifico (voce 03). La collazione del denaro si fa prendendo meno denaro dall'eredità, secondo il valore legale della moneta (art. 751 c.c.), con il principio nominalistico e senza rivalutazione (Cass. 26486 del 17 ottobre 2019). Il cliente della banca e chi gli succede a qualunque titolo hanno diritto di ottenere, a proprie spese ed entro 90 giorni, copia della documentazione sulle singole operazioni degli ultimi 10 anni (art. 119, comma 4, del Testo unico bancario).

Inflazione. Indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), medie annue in base 2015 pari a 100. Nel 2013 l'indice vale 99,9 (107,0 in base 2010, con il coefficiente di raccordo di 1,071), nel 2025 vale 121,4. L'aumento cumulato è del 21,5%, quindi 38.000 euro del 2013 equivalgono a circa 46.175 euro del 2025.

Bonifici senza atto pubblico. Per le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 18725 del 27 luglio 2017) il trasferimento di strumenti finanziari eseguito dalla banca su ordine di chi vuole regalarli è una donazione diretta, che richiede l'atto pubblico salvo che sia di modico valore. Senza l'atto la donazione è nulla. La Cassazione ha poi applicato lo stesso principio ai trasferimenti di denaro (ordinanza 32677 del 16 dicembre 2024). Il modico valore si valuta anche rispetto alle condizioni economiche di chi dona (art. 783 c.c.). L'azione per la restituzione si prescrive in 10 anni dal pagamento.

L'auto (voce 04). La collazione dei mobili si fa per imputazione, sul valore che avevano al tempo dell'aperta successione, e per le cose che si deteriorano con l'uso si tiene conto del loro stato in quel momento (art. 750 c.c.). Il valore di 2.000 euro è un'ipotesi del caso.

Il lavoro (voce 05). Impresa familiare, art. 230-bis c.c. Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nell'impresa familiare ha diritto al mantenimento e partecipa agli utili, ai beni acquistati con essi e agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato. Il diritto si può liquidare in denaro alla cessazione del lavoro o in caso di alienazione dell'azienda. Con un contratto di lavoro subordinato vale il contratto. La Corte costituzionale (sentenza 148 del 2024) ha esteso la tutela al convivente di fatto.

La divisione (grafico 2). Patrimonio di 1.936.000 euro più 150.000 euro di donazioni conferite, cioè 2.086.000 euro, diviso per 3, 695.333 euro a testa. Il primo riceve dall'eredità 545.333 euro. Con la farmacia valutata 966.000 euro (lezione 11), il conguaglio è di 420.667 euro, contro 320.667 senza collazione. Con la dispensa, la legittima di ciascun figlio calcolata riunendo le donazioni al patrimonio (artt. 537 e 556 c.c.) è di 463.556 euro, e la disponibile è di 695.333. Calcolo semplificato, senza debiti.

Prestiti. Ciascun coerede deve imputare alla sua quota le somme di cui era debitore verso il defunto (art. 724 c.c.).

Lo studio sulla memoria. M. Ross e F. Sicoly, Egocentric biases in availability and attribution, Journal of Personality and Social Psychology, 1979, vol. 37, n. 3, pagine da 322 a 336. 37 coppie sposate stimarono la propria parte in 20 attività della vita di casa. In 27 coppie su 37 la somma delle 2 stime superava il totale.

Il caso è illustrativo e non si riferisce a persone reali. Differenze di un euro nei totali sono dovute agli arrotondamenti.



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