Il figlio che non lavora, meglio lasciargli un capitale o un reddito?
Un reddito, che non dipenda dalla farmacia. La liquidità della sua parte, a 1.500 euro al mese, dura 20 anni. I muri pagano lo stesso ogni mese per tutta la vita, senza costare niente in più alla farmacia.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri, CFP® · FMVA®
10/8/202611 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 15 DI 36
Un reddito, che non dipenda dalla farmacia. La liquidità della sua parte, a 1.500 euro al mese, dura 20 anni. I muri pagano lo stesso ogni mese per tutta la vita, senza costare niente in più alla farmacia.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 10 min di lettura
Quando si pensa all'eredità di un figlio che non lavora, la domanda giusta non è quanto lasciargli. È di cosa vivrà, ogni mese, quando il padre non ci sarà più.
È la lezione più delicata del modulo sulle persone. Le ragioni per cui un adulto non ha un reddito proprio sono tante, e quasi sempre sono affari suoi. Qui non le raccontiamo e non le giudichiamo.
Parliamo della situazione. Un adulto che ha delle spese e nessuna entrata, e un padre che, finché c'è, quelle spese le paga.
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
In molte famiglie di titolari c'è un figlio che vive ancora con i genitori, o che dipende da loro per le spese. Se ne parla poco, spesso con imbarazzo, e il piano resta nel cassetto.
Questa lezione serve a mettere i numeri al posto dell'imbarazzo. Per lui la forma in cui arriva l'eredità conta più della cifra. E la forma sbagliata, di solito, è proprio quella che sembra più semplice.
Le consegne, non il magazzino
Nessuna farmacia compra in un giorno la merce di 10 anni. Vive di consegne. Il grossista passa più volte al giorno, e quello che conta non è quanta merce porta, ma che passi sempre.
E conta il motivo per cui passa. Il grossista consegna perché c'è un contratto. Il collega della farmacia vicina ti presta una confezione per cortesia, una volta, 2 volte. Non ci fai il piano degli ordini per 40 anni.
Per un figlio senza un reddito proprio vale lo stesso. Non gli serve un magazzino da far durare. Gli serve una consegna che arrivi ogni mese, da qualcosa che non dipenda dalla cortesia di nessuno.
CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO
●Una famiglia con lo stesso patrimonio di quella del corso, €1.936.000 fra farmacia (€966.000), muri (€420.000), casa (€350.000) e liquidità (€200.000), e 3 figli
●Il padre ha 66 anni ed è vedovo. Il primo, farmacista, prenderà la farmacia
●Il secondo ha 45 anni e da anni non ha un reddito proprio. Vive con il padre nella casa di famiglia
●Le sue spese, circa €1.500 al mese oltre alla casa, oggi le paga il padre
●Il terzo lavora e vive per conto suo. In parti uguali, la parte di ciascuno è di €645.333
Capitale o reddito, il conto
La soluzione più semplice è la parte uguale. Al secondo la casa in cui vive, 350.000 euro. Il resto della sua parte, 295.333 euro, in liquidità, fra i soldi del padre e il conguaglio del primo.
Ipotizziamo un rendimento del 2% annuo, reale e al netto di costi e imposte, come nella lezione 13. E supponiamo che la riceva oggi, a 45 anni. Se ogni mese ne preleva 1.500 euro, la liquidità dura 20 anni. A 65 anni è finita, e gli resta la casa.
Anche con 420.000 euro in liquidità, cioè quanto valgono i muri, alla stessa velocità finirebbe a 76 anni.
I muri invece non finiscono. L'affitto della lezione 8 è di 30.000 euro l'anno lordi. Al netto di IRPEF, addizionali, IMU e spese, con le ipotesi delle fonti, restano circa 18.000 euro l'anno, cioè 1.500 al mese. Ogni mese, per tutta la vita, e i muri restano.
È la differenza fra lasciare un capitale e lasciare un reddito. Un capitale va fatto durare, e chi lo riceve deve decidere ogni mese quanto prenderne. Un reddito arriva da solo.
Grafico 1. Che cosa resta, anno dopo anno, se il secondo figlio ricevesse oggi la sua parte e prelevasse 1.500 euro al mese netti. Liquidità con un rendimento ipotetico del 2% annuo reale netto, muri al netto di imposte, IMU e spese. Simulazione, non previsione.
Da dove arriva il reddito, in 5 voci
01 La casa, il reddito che non si vede
La prima fonte è la casa in cui vive. Non dà soldi, ma toglie la spesa più grande, l'affitto. E da abitazione principale non paga l'IMU.
Per questo, nella maggior parte dei piani, la casa va a lui, intera. Lasciarla a metà con un fratello vorrebbe dire trasformare un tetto in una trattativa, come nella lezione 14.
02 La liquidità, un capitale da far durare
La liquidità è la forma più flessibile, e per chi non ha un reddito è la più fragile. Va investita, va prelevata con disciplina, e ogni anno storto dei mercati pesa su chi non ha un'altra entrata.
Il rischio non è spenderla. Il rischio è che finisca prima di lui, come nel grafico 1.
03 L'assegno del fratello, il reddito che costa alla farmacia
La soluzione che molti padri hanno in testa è un'altra. La farmacia al primo, che ogni mese passa al fratello 1.500 euro. Sembra la più naturale. È la più costosa.
Il primo paga l'assegno con i soldi che gli restano dopo le imposte. Con un'aliquota marginale del 45,5% fra IRPEF e addizionali, per dare 18.000 euro netti l'anno la farmacia ne deve guadagnare 33.028 lordi.
Sono il 24% dell'EBITDA normalizzato della farmacia, 138.000 euro. Con il multiplo di 7 della lezione 11, è come togliere alla farmacia 231.193 euro di valore.
Nel conto della lezione 8, dopo imposte e prelievi della famiglia, la farmacia mette da parte 21.666 euro l'anno. L'assegno se ne prende l'83%. In 5 anni sono 90.000 euro su 108.328.
Grafico 2. Quello che la farmacia del corso mette da parte in 5 anni, con e senza l'assegno al fratello. Prelievi della lezione 8, prima della rata del conguaglio.
E manca ancora la rata del conguaglio, che vedremo nelle lezioni 25 e 26. Con quella, in 5 anni la farmacia non ha più margine per investire. E una farmacia che non investe, anno dopo anno, vale meno.
Poi c'è il costo che non sta nei numeri. Ogni mese un fratello paga e l'altro aspetta. Al primo anno storto, l'assegno diventa una lite, come il fratello cassiere della lezione 13.
04 I muri, un affitto che la farmacia paga già
Con i muri il reddito arriva dalla stessa farmacia, ma per una ragione diversa. La farmacia paga già l'affitto, 30.000 euro l'anno, a prezzo di mercato. Oggi lo paga alla società dei genitori, domani lo pagherebbe al secondo.
Non costa un euro in più. È un costo che la farmacia sosterrebbe con qualunque proprietario, e che riduce le sue imposte. Il secondo non riceve un favore dal fratello. Riceve l'affitto di un bene che è suo.
Il limite è che dipende da un solo inquilino, il fratello farmacista. Il contratto va scritto bene, con l'aggiornamento del canone, come nella lezione 12. E se un giorno i muri si vendono, il fratello ha la precedenza (art. 38 della legge 392 del 1978).
05 L'usufrutto, il reddito a lui e i muri a chi viene dopo
Se il secondo non ha figli, o se il padre vuole che un giorno i muri tornino agli altri, c'è una forma che separa il reddito dal capitale. Al secondo l'usufrutto dei muri, ai fratelli o ai nipoti la nuda proprietà.
Lui incassa l'affitto per tutta la vita. Alla sua morte l'usufrutto si estingue, e i muri diventano interamente di chi ne ha la nuda proprietà. È la forma della voce 02 della lezione 13, usata qui per un motivo diverso, e con lo stesso limite della legittima.
Equo non vuol dire uguale
Casa e muri, insieme, valgono 770.000 euro, cioè 124.667 euro più della parte uguale. Il padre li può lasciare al secondo? Sì, nei limiti della legge.
Con 3 figli e nessun coniuge, a ciascuno spetta la legittima, 430.222 euro, e su quella il padre non può mettere pesi o condizioni (art. 549 del codice civile). Il resto, 645.333 euro, è la parte di cui dispone liberamente.
Grafico 3. La parte del secondo figlio con casa e muri, e quella degli altri 2. Al secondo si può dare fino a 1.075.556 euro, cioè la sua legittima più tutta la disponibile.
Nell'esempio il di più viene dagli altri 2, 62.333 euro a testa, e restano a 583.000 euro, sopra la loro legittima. Per il primo vuol dire un conguaglio più alto, e quanto debito regge lo vediamo nelle lezioni 25 e 26.
Nella lezione 2 abbiamo visto che equità e uguaglianza non sono la stessa cosa. Qui la differenza ha un nome e un numero. Ma una scelta così va spiegata agli altri 2 prima, da vivo, e non fatta trovare nel testamento.
ATTENZIONE
I numeri cambiano con un coniuge in vita, con donazioni fatte in vita o con un numero diverso di figli. Con il coniuge, per esempio, ai figli è riservata la metà del patrimonio (art. 542 del codice civile), e il coniuge è il tema della lezione 17.
Se il figlio ha una disabilità grave, c'è la legge 112 del 2016, detta Dopo di noi. Prevede strumenti dedicati, come trust e vincoli di destinazione, con esenzioni dall'imposta di successione. Vanno valutati con il notaio e con il commercialista.
Le imposte sull'affitto e l'IMU dipendono dal resto del reddito e dal comune. Il conto netto vero lo fa il commercialista.
Il reddito che non va chiesto
C'è un'ultima differenza fra i muri e l'assegno, e non sta nei numeri. Un affitto arriva perché c'è un contratto. Un assegno arriva perché un fratello lo paga.
Il primo non va chiesto a nessuno. Il secondo, ogni mese, un po' va chiesto. E per un adulto che non ha un reddito proprio, non dover chiedere vale quanto la cifra.
IN SINTESI
●Per un figlio senza un reddito proprio conta di cosa vivrà ogni mese, più di quanto riceve.
●La sua parte in liquidità, 295.333 euro oltre alla casa, a 1.500 euro al mese dura 20 anni, con un rendimento ipotetico del 2% annuo reale netto.
●I muri pagano circa 1.500 euro al mese netti per tutta la vita, e restano. L'affitto la farmacia lo paga già.
●Un assegno del fratello da 1.500 euro al mese richiede 33.028 euro di utile lordo l'anno e pesa come 231.193 euro di valore. In 5 anni si prende l'83% del margine della farmacia.
●Al secondo si può dare di più, fino a 1.075.556 euro, rispettando la legittima degli altri. Va spiegato prima.
Cosa fare, prima di scriverlo
Metti per iscritto quanto costa oggi la vita del figlio che non lavora, mese per mese. È il numero da cui parte tutto il piano.
Poi chiediti da dove arriverà quel numero quando non ci sarai. Da un bene che rende, non da un fratello.
Verifica che l'affitto dei muri sia di mercato e scritto bene, e decidi se lasciare i muri in piena proprietà o in usufrutto.
Se pensi di lasciargli di più, parlane prima con gli altri 2. Poi scrivi tutto con il notaio, che verifica legittima e forme nel caso concreto. Le imposte le guarda il commercialista.
Domande e risposte
Non è ingiusto verso gli altri 2?
Dipende da come lo si fa. Se il di più resta nella disponibile e il padre lo spiega da vivo, è una scelta di equità, non un torto. Ingiusto, semmai, è lasciare a un fratello il compito di pagare l'altro per 40 anni.
I fratelli sono obbligati per legge a mantenerlo?
Solo in parte, e per ultimi. Il codice civile prevede l'obbligo degli alimenti, prima per il coniuge, i figli e i genitori, poi anche per i fratelli (art. 433). Fra fratelli è limitato allo stretto necessario (art. 439). È una rete di emergenza, non un piano.
Posso assumerlo in farmacia?
Solo se ci lavora davvero, con la paga di mercato della lezione 10. Uno stipendio senza lavoro è un assegno travestito, e un rapporto di lavoro che non c'è non regge a un controllo.
E se un giorno trova un lavoro?
Tanto meglio, e non c'è niente da rifare. L'affitto dei muri continua ad arrivare, e diventa un'entrata in più. Un piano costruito su un bene funziona in tutti e 2 i casi.
Una cosa che ho notato preparando questa lezione
In farmacia si impara presto che la fiducia sta nelle consegne. Non nel magazzino pieno, ma nel furgone che arriva anche il giorno dopo.
Con un figlio che non ha un reddito proprio, un padre cerca spesso la cifra giusta. Ma una cifra, da sola, prima o poi finisce.
Quello che resta è il modo in cui arriva. Un affitto arriva senza che nessuno debba chiederlo, e senza che nessuno debba concederlo.
Un padre non può lasciare a un figlio un lavoro. Può lasciargli qualcosa che arrivi ogni mese, senza doverlo chiedere a nessuno.
Se in famiglia c'è un figlio senza un reddito proprio e vuoi capire quale forma può reggere per tutta la sua vita, possiamo partire da una diagnosi.
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Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. I numeri del caso sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Testamento, legittima, usufrutto, locazione e legge 112 del 2016 sono materia del notaio e dell'avvocato; imposte sull'affitto, IMU e successione sono materia del commercialista.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP®
Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312
FONTI E NOTE METODOLOGICHE
Capitale o reddito (grafico 1). La parte uguale di ciascun figlio è di 645.333 euro. Oltre alla casa di 350.000 euro, al secondo restano 295.333 euro in liquidità, fra la liquidità del padre e il conguaglio del primo. Con un rendimento ipotetico del 2% annuo reale, netto di costi e imposte, e un prelievo di 18.000 euro a fine anno, la liquidità dura 20,1 anni, fino ai 65 anni di età. Con 420.000 euro dura 31,7 anni, fino ai 76. Si suppone che la riceva oggi, a 45 anni. Il 2% è un'ipotesi per mostrare l'ordine di grandezza, non una previsione.
Il netto dei muri. Canone di 30.000 euro l'anno lordi (lezione 8). Reddito fondiario imponibile al 95%, 28.500 euro. IRPEF con gli scaglioni 2026 del 23% fino a 28.000 euro e del 33% oltre (legge 199 del 2025), 6.605 euro. Addizionali ipotizzate al 2,5%, 713 euro. IMU di un negozio (categoria C/1) con una rendita catastale ipotetica di 6.000 euro, rivalutata del 5%, moltiplicata per 55 e con l'aliquota dell'1,06%, 3.673 euro. Spese e manutenzione a carico del proprietario, ipotesi di 1.000 euro. Restano 18.010 euro l'anno, 1.501 al mese, il 4,3% annuo netto del valore dei muri. Si suppone che il secondo non abbia altri redditi.
L'assegno (grafico 2). 18.000 euro netti l'anno pagati dal titolare con il reddito dopo le imposte. Aliquota marginale del 45,5%, cioè il 43% di IRPEF più il 2,5% di addizionali, come nella lezione 8, quindi 33.028 euro di utile lordo, il 23,9% dell'EBITDA normalizzato di 138.000 euro (lezioni 4 e 11). Con il multiplo di 7 della lezione 11 equivale a 231.193 euro di valore. Nel conto della lezione 8 la farmacia mette da parte 21.666 euro l'anno, dopo imposte, ENPAF e 84.000 euro di prelievi della famiglia, cioè 108.328 euro in 5 anni. Il trattamento fiscale dell'assegno per chi lo riceve va verificato con il commercialista.
L'affitto dei muri. Nel caso del corso i muri sono di una società semplice dei genitori, a cui la farmacia paga 30.000 euro l'anno di canone di mercato, già compreso nel conto economico della farmacia (lezione 8). Qui sono trattati come un immobile che passa al secondo, e come si trasferiscono è materia del notaio. L'inquilino di un immobile in cui svolge un'attività aperta al pubblico ha diritto di prelazione se l'immobile viene venduto (art. 38, L. 392/1978, con le esclusioni degli artt. 35 e 41).
La legittima (grafico 3). Con 3 figli e nessun coniuge la legittima è di 2/3 del patrimonio, in parti uguali (art. 537 c.c.), 430.222 euro a testa, e la disponibile è di 645.333 euro. Sulla legittima non si possono imporre pesi o condizioni (art. 549). Il massimo che può ricevere un figlio è la sua legittima più la disponibile, 1.075.556 euro. Con casa e muri il secondo riceve 770.000 euro, il primo e il terzo 583.000 a testa. Calcolo semplificato, senza debiti né donazioni in vita.
Usufrutto. Artt. 978 e seguenti del codice civile. La durata dell'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario (art. 979). Se l'usufrutto grava sulla nuda proprietà lasciata ad altri legittimari, valgono le regole dell'art. 550, da verificare con il notaio.
Alimenti. All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine, il coniuge, i figli, i genitori, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle (art. 433 c.c.). Fra fratelli e sorelle gli alimenti sono dovuti nella misura dello stretto necessario (art. 439).
Dopo di noi. Legge 22 giugno 2016 n. 112, per le persone con disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge 104 del 1992. Prevede trust, vincoli di destinazione e contratti di affidamento fiduciario con finalità assistenziali, ed esenzioni dall'imposta di successione e donazione, a condizioni precise. Non deroga ai diritti dei legittimari.
IMU sull'abitazione principale. L'abitazione principale non paga l'IMU, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9 (legge 160 del 2019).
Il caso è illustrativo e non si riferisce a persone reali. Differenze di un euro nei totali sono dovute agli arrotondamenti.






