Fondo patrimoniale o patto di famiglia, cosa protegge davvero i figli?
Dipende da cosa li vuoi proteggere. I rischi sono 4, e nessuno strumento li copre tutti. La mappa per scegliere, con i conti del caso e le controindicazioni.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri CFP® · FMVA® · FPWMP®
10/21/202615 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 24 DI 36
Dipende da cosa li vuoi proteggere. I rischi sono 4, e nessuno strumento li copre tutti. La mappa per scegliere, con i conti del caso e le controindicazioni.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 14 min di lettura
In farmacia nessuno consegna un antibiotico a chi chiede «qualcosa per stare meglio». Prima si chiede per cosa, da quando, e se prende altro.
Con il patrimonio succede il contrario. Il titolare chiede come mettere al sicuro i figli, e la risposta arriva prima della domanda. «Fondo patrimoniale.»
La domanda giusta, invece, è la stessa del banco. Al sicuro da cosa?
Il fondo patrimoniale è lo strumento più cercato da chi ha una farmacia e dei figli, insieme al patto di famiglia. Sono 2 ottimi farmaci, ma curano malattie diverse.
Il caso è sempre quello del corso. Una farmacia da 966.000 euro, i muri da 420.000, la casa da 350.000 e 200.000 euro di liquidità. In tutto 1.936.000 euro.
La farmacia passa alla srl dei 3 figli in parti uguali (lezioni dalla 19 alla 23). Il primo la dirige ed è sposato in comunione dei beni. Il secondo ha un'attività sua, con i suoi debiti. Il terzo è dipendente.
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
«Come metto al sicuro i figli» è la domanda che torna più spesso nel passaggio generazionale. È anche quella con più risposte sbagliate date con sicurezza.
Questa lezione non promette protezione. Promette un metodo per capire da cosa serve, e con cosa. Lo strumento che protegge da tutto esiste solo nelle brochure.
Prima l'antibiogramma
L'antibiotico giusto si sceglie dopo l'antibiogramma. Nella protezione del patrimonio l'antibiogramma è una domanda sola, da fare 4 volte. Da cosa, esattamente?
I rischi sono 4, e hanno poco in comune.
Il rischio della farmacia. I debiti dell'azienda che arrivano fino alla casa di chi ci ha messo una firma.
I creditori. Quelli di un figlio, per esempio del secondo, che un giorno potrebbero pignorare quello che riceve.
Le loro scelte. Un matrimonio in comunione dei beni, una separazione, un capitale speso più in fretta del previsto.
I litigi fra fratelli. Chi ha avuto di più, chi decide, chi esce e a che prezzo.
Per ognuno funzionano strumenti diversi. E quasi ogni strumento, usato per il rischio sbagliato, fa l'effetto dell'antibiotico sul raffreddore. Non fa niente, ma tutti si sentono più tranquilli.
Grafico 1. I 4 rischi da cui si proteggono i figli, gli strumenti che funzionano per ciascuno e quello che si usa spesso senza coprirlo. Caso illustrativo.
Sotto la riga c'è lo strumento che si usa più spesso per quel rischio, e che non lo copre. Il fondo patrimoniale, per esempio, compare 2 volte. In una colonna funziona, nell'altra no.
Il rischio della farmacia, e il buco nell'ombrello
Il primo strumento la famiglia lo ha già. Finché la farmacia era una ditta individuale, il padre rispondeva dei debiti con tutti i suoi beni, presenti e futuri (art. 2740 del codice civile).
Con la srl, dei debiti della farmacia risponde soltanto la società, con il suo patrimonio (art. 2462). I soci rischiano la quota, cioè 322.000 euro a testa. Non la casa.
La srl è un ombrello. Poi arriva la banca, e chiede una firma che ci fa un buco in mezzo. Si chiama fideiussione.
Nel caso la srl chiede 300.000 euro per rifare la farmacia. La banca li concede, ma vuole la fideiussione di tutti e 3 i soci, ciascuno fino a 360.000 euro, cioè il debito più interessi e spese.
La fideiussione è l'unico contratto che si firma in 30 secondi e si legge per intero il giorno in cui arriva la raccomandata.
Il fideiussore risponde insieme alla srl, e la banca non deve chiedere prima a lei, salvo patto contrario (art. 1944). Con più fideiussori, ognuno risponde per l'intero debito (art. 1946).
Tradotto, la banca sceglie da chi cominciare. E il fratello che il robot nuovo non l'ha mai visto lo garantisce tutto, bulloni compresi.
Grafico 2. Il massimo che ciascuno dei 3 fratelli può perdere, fra la quota di srl e la garanzia personale. Caso illustrativo.
Senza fideiussione, ogni fratello rischia al massimo la sua quota, 322.000 euro. Con la fideiussione di tutti per tutto, fino a 682.000. In tutto sono 1.080.000 euro di garanzie personali, per un debito di 300.000.
Il rimedio non è il fondo patrimoniale, e vedremo fra poco perché. Si chiama trattativa, e ha 3 righe.
La prima è un tetto basso e scritto. La seconda è una fideiussione per quel finanziamento soltanto, e non una omnibus che copre tutto quello che la srl dovrà alla banca in futuro. Per i debiti futuri la legge chiede comunque un importo massimo (art. 1938).
La terza è il beneficio della divisione. Ognuno garantisce la sua parte, e la banca deve ridurre la richiesta a quella (art. 1947). Nel caso un terzo a testa, 120.000 euro, e il massimo che ognuno rischia scende a 442.000.
La banca può dire di no. Ma chiedere costa una riunione, e non chiedere può costare una casa.
Poi c'è il rimedio più noioso e più efficace. Una cassa fuori dalla farmacia, che non dipende dalla farmacia. Ne parliamo nella lezione 28.
I creditori, e il vaccino fatto con la febbre
Il secondo rischio sono i creditori. Lo strumento più famoso è il fondo patrimoniale, il lucchetto più venduto d'Italia. Funziona, ma bisogna leggere il bugiardino.
Lo costituiscono i coniugi, o un terzo, con atto pubblico. Ci vanno immobili, beni mobili registrati e titoli di credito, non il denaro e non la farmacia (art. 167).
I beni del fondo servono ai bisogni della famiglia, e i creditori non possono pignorarli per debiti che sapevano estranei a quei bisogni (art. 170). Sembra uno scudo. Il bugiardino però ha 3 avvertenze.
La prima è la prova. Tocca a chi ha fatto il fondo dimostrare che il debito era estraneo ai bisogni della famiglia, e che il creditore lo sapeva. Che sia un debito d'impresa, da solo, non basta (Cassazione, ordinanza 16247 del 2024).
Se è la farmacia a mantenere la famiglia, i suoi debiti possono rientrare proprio fra i bisogni della famiglia. Ecco perché nella mappa, contro il rischio della farmacia, il fondo sta sotto la riga.
La seconda è il tempo. Il creditore che c'era già, nel primo anno dalla trascrizione, pignora i beni del fondo senza dover prima chiedere la revocatoria (art. 2929-bis, dal 2015). Fino al quinto può chiedere la revocatoria (artt. 2901 e 2903).
Grafico 3. Quando il fondo patrimoniale ferma i creditori, in anni dalla trascrizione dell'atto. Caso illustrativo.
Il fondo patrimoniale funziona come un vaccino. Fatto prima del contagio protegge. Fatto con la febbre a 39 serve soprattutto a dare lavoro all'avvocato del creditore.
La terza è la durata. Il fondo finisce con il matrimonio, anche quando si scioglie per la morte di uno dei coniugi. Dura di più solo se ci sono figli minorenni, fino alla maggiore età dell'ultimo (art. 171).
Per i figli grandi di un titolare, quindi, il fondo dei genitori è un ombrello che si chiude da solo nel momento in cui servirebbe di più.
Poi ci sono i creditori del secondo figlio. Se un giorno la sua attività va male, possono pignorare quello che ha ricevuto, compresa la sua quota della srl (art. 2471).
Qui lo strumento è lo statuto. Se le quote non sono liberamente trasferibili e la quota va all'asta, la srl ha 10 giorni dall'aggiudicazione per presentare un altro acquirente allo stesso prezzo (art. 2471).
Tradotto, i fratelli possono evitare di ritrovarsi in società con il miglior offerente. Basta che lo statuto lo preveda, e che qualcuno trovi i soldi in 10 giorni.
E la polizza vita? Le somme dovute dall'assicuratore non si possono pignorare né sequestrare (art. 1923). Ma la Cassazione guarda la sostanza, non l'etichetta.
Se la polizza è in realtà un investimento, come una unit linked pura senza un vero rischio legato alla vita, le somme si possono pignorare. Lo stesso vale per quelle riscattate (ordinanze 2262 e 2358 del 2026).
E c'è un dettaglio che il depliant non stampa mai. La legge protegge le somme dovute dall'assicuratore. Il giorno in cui arrivano sul conto del figlio, sono soldi come gli altri. La protezione dura fino al bonifico.
Resta il trust. Per un patrimonio come questo costa più di quanto risolve, e nemmeno lui sfugge alla regola del primo anno (art. 2929-bis). È come sterilizzare un cerotto in autoclave. Funziona, ma il conto lo paga il paziente.
Le loro scelte, dove arriva il notaio e dove no
Il terzo rischio è il più delicato, perché riguarda le scelte dei figli. E le scelte dei figli non si firmano dal notaio.
Il primo figlio è sposato in comunione dei beni. Quello che riceve per donazione o in eredità resta suo, e non entra nella comunione (art. 179).
Se invece la sua parte la comprasse durante il matrimonio, il discorso cambierebbe. Nella lezione 18, con la farmacia intera al primo figlio, la forma del passaggio spostava fino a 483.000 euro.
La forma del passaggio la sceglie il padre, e da sola vale più di molti strumenti sofisticati. Il regime patrimoniale, invece, lo sceglie il figlio, e nessun atto del padre lo può scegliere al posto suo.
Per un capitale che rischia di andarsene in fretta, lo strumento è il tempo. Un flusso invece di un capitale, con una rendita o un'erogazione periodica, come nella lezione 13.
Con un limite fissato dalla legge. La legittima spetta piena, e chi riceve una forma strutturata al suo posto può rifiutarla e chiederla (art. 551, lezione 13).
I fratelli, e la legittima che si paga in euro
Il quarto rischio è il più antico. Chi ha avuto di più, e chi decide.
Per chi decide, gli strumenti li abbiamo già scritti. Lo statuto con le regole di uscita e di prelazione (lezione 20), le deleghe e il patto fra soci (lezione 21).
Per chi ha avuto di più c'è la legittima. Con la madre e 3 figli la legge riserva a ciascun figlio un sesto di tutto, nel caso 322.667 euro, e alla madre un quarto. Un quarto resta disponibile (art. 542).
La legittima è una regola paziente. Non si fa vedere quando si dona. Si presenta alla successione, con il conto di tutte le donazioni fatte in vita.
Dal 18 dicembre 2025 quel conto si paga in un altro modo. Se una donazione lede la legittima di un fratello, chi l'ha ricevuta lo compensa in denaro. E chi ha comprato il bene dal donatario non rischia più di doverlo restituire (legge 182 del 2025, art. 44).
Prima il fratello leso poteva arrivare fino a chi aveva comprato la casa donata, e per 20 anni nessuna banca dormiva tranquilla. Adesso la casa donata si vende, e la legittima si paga in euro, non in mattoni.
La riforma sposta il problema dalla proprietà alla liquidità. La domanda non è più chi si tiene la casa. È chi avrà i contanti per pagare il fratello, e quando.
Lo strumento che chiude la questione prima si chiama patto di famiglia. Il titolare trasferisce l'azienda o le quote ai discendenti, con atto pubblico, insieme al coniuge e a tutti quelli che sarebbero legittimari (artt. 768-bis e 768-quater).
Chi riceve liquida gli altri, salvo che rinuncino. E quello che si riceve con il patto non torna più in discussione alla successione, né con la collazione né con la riduzione (art. 768-quater).
Nel caso, con la farmacia ai 3 figli in parti uguali, l'unica da liquidare sarebbe la madre. Un quarto del valore, 241.500 euro, se non rinuncia. Il calcolo esatto lo fa il notaio.
È l'unico contratto che vuole tutta la famiglia allo stesso tavolo, d'accordo, nello stesso giorno. Per questo si fa poco. Ma quando si fa, regge.
E attenzione, perché anche gli strumenti hanno le loro interazioni, come i farmaci. Una donazione fatta per togliere un bene ai creditori di un figlio può svegliare la legittima di un altro. Prima di prescrivere, si guarda tutta la terapia.
Cosa fa il consulente, e dove comincia il notaio
Il notaio è il farmacista del diritto. Non inventa i farmaci, sceglie quello giusto dal prontuario, lo prepara e controlla le interazioni.
Fondo patrimoniale, donazioni, patto di famiglia, statuti e procure sono suoi. I patti fra soci e le cause sono dell'avvocato. Le imposte sono del commercialista, e le vedremo nella lezione 29.
Il consulente finanziario fa un'altra cosa, prima e dopo. Prima fa l'antibiogramma, cioè la mappa dei rischi con i numeri. Quanto rischia ognuno, da cosa, e quanto costa coprirlo.
Dopo controlla che la terapia regga negli anni. Le fideiussioni da rinegoziare, la liquidità per pagare un fratello, le polizze lette sui documenti informativi e non sulle brochure.
Nessuno dei 2 può fare il lavoro dell'altro. E nessuno dei 2, se è serio, promette che i figli saranno al sicuro da tutto.
Cosa succede quando non è così
Il padre mette la casa in un fondo patrimoniale, convinto che basti. Qualche mese prima aveva firmato anche lui una fideiussione per la srl, per far contenta la banca.
Due anni dopo la srl salta 3 rate, e la banca chiede i soldi ai fideiussori. Il fondo non ferma niente. Il credito era nato prima dell'atto, e la banca chiede la revocatoria. E per l'art. 170, comunque, la prova toccherebbe a lui.
Intanto il secondo figlio ha i suoi problemi, e un creditore pignora la sua quota della srl. Lo statuto non ha limiti al trasferimento, e all'asta la quota la compra una catena.
Nessuno ha fatto niente di illegale, né di strano. Hanno usato buoni farmaci per le malattie sbagliate.
ATTENZIONE
Fondo patrimoniale, donazioni, patto di famiglia, statuti e procure sono materia del notaio. Patti fra soci, revocatorie e cause sono materia dell'avvocato. Le imposte di ciascuno strumento le valuta il commercialista.
Un atto fatto quando i debiti ci sono già può essere aggredito dai creditori, con il pignoramento diretto nel primo anno o con la revocatoria. Proteggere il patrimonio non vuol dire sottrarlo a chi ha già un credito.
Le polizze vita vanno lette sui documenti informativi. Quelle che sono soprattutto un investimento possono perdere la protezione dai creditori.
Le cifre della fideiussione sono un'ipotesi del caso, e ogni banca ha le sue condizioni.
IN SINTESI
●Prima si chiede da cosa, poi con cosa. I rischi sono 4, la farmacia, i creditori, le loro scelte e i fratelli, e nessuno strumento li copre tutti.
●La srl limita il rischio alla quota. Con la fideiussione di tutti per tutto, nel caso, ogni fratello rischia fino a 682.000 euro invece di 322.000.
●Il fondo patrimoniale protegge solo se fatto prima, solo dai debiti estranei ai bisogni della famiglia, e finisce con il matrimonio.
●Lo statuto può tenere fuori dalla srl chi compra all'asta la quota di un fratello. La polizza vita protegge finché è davvero una polizza, e fino al bonifico.
●Dal 18 dicembre 2025 la legittima lesa da una donazione si paga in denaro. Il patto di famiglia chiude i conti prima, con tutta la famiglia al tavolo.
Cosa fare, prima di andare dal notaio
Scrivi i 4 rischi su un foglio, e accanto a ciascuno chi della famiglia ne è esposto, e per quanto. È l'antibiogramma, e una pagina basta.
Poi chiedi alla banca l'elenco delle fideiussioni in essere, con l'importo massimo di ciascuna. Spesso è la prima volta che qualcuno le rilegge.
Infine porta la mappa al notaio, e chiedi quale strumento copre quale riga. Se uno strumento sembra coprirle tutte e 4, rileggi il bugiardino.
I figli al sicuro da tutto non li mette nessuno. Al sicuro dai rischi che hanno un nome, sì.
Domande e risposte
Il fondo patrimoniale protegge la farmacia?
No. Nel fondo vanno immobili, beni mobili registrati e titoli di credito, non l'azienda (art. 167). E i debiti della farmacia possono rientrare nei bisogni della famiglia, se è la farmacia a mantenerla.
Se intesto subito la casa ai figli, è al sicuro?
Cambia soltanto rischio. Esce dai creditori del padre, se non ce ne sono già, ed entra fra i beni che possono pignorare i creditori dei figli. Alla successione, poi, entra nel conto della legittima.
Una polizza vita è impignorabile?
Le somme dovute dall'assicuratore sì, per legge (art. 1923). Ma non se la polizza è in sostanza un investimento, come una unit linked pura, e non dopo il riscatto. E una volta pagate al beneficiario, sono soldi come gli altri.
Serve un trust?
Con un patrimonio come questo, quasi mai. Costa da istituire e da gestire ogni anno. E una dotazione fatta quando i debiti ci sono già si può pignorare nel primo anno, come una donazione (art. 2929-bis).
Basta un testamento?
Il testamento decide chi riceve cosa, nei limiti della legittima. Non protegge dai creditori, né dal rischio della farmacia, né dalle scelte di chi riceve. È uno strumento ottimo, per una riga sola della mappa.
Una cosa che ho notato
Tutti i titolari vorrebbero mettere i figli al sicuro. Ma al sicuro da tutto non ci si mette nessuno, nemmeno con il notaio migliore.
Si può fare una cosa più modesta, e più utile. Togliere i rischi che si possono togliere, e chiamare per nome quelli che restano.
Un figlio che sa cosa ha firmato, cosa ha ricevuto e cosa può succedere è più al sicuro di uno che ha ricevuto tutto, e non sa niente.
La protezione migliore che un padre lascia non è uno strumento. È una mappa, con i nomi scritti sopra e una formazione ad ampio spettro.
Se vuoi fare l'antibiogramma del tuo patrimonio prima di scegliere gli strumenti, partiamo da un colloquio preliminare per il percorso Titolare per Scelta.
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Aiuto il farmacista titolare a costruire un patrimonio che gli permetta di non dipendere per sempre dalla farmacia.
Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o notarile personalizzata, né raccomandazione d'investimento o assicurativa. Il caso e i numeri sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Fondo patrimoniale, donazioni, patto di famiglia, statuti e trust sono materia del notaio. Fideiussioni, patti fra soci, revocatorie e successioni contestate sono materia dell'avvocato. Imposte e bilancio sono materia del commercialista.
Luca Petri
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FONTI E NOTE METODOLOGICHE
La responsabilità. Art. 2740 c.c., il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Art. 2462 c.c., nella srl per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio.
La fideiussione. Art. 1938 c.c., la fideiussione per obbligazioni future vale solo se indica l'importo massimo garantito. Art. 1944, il fideiussore è obbligato in solido con il debitore principale, salvo il patto che lo tenga a pagare solo dopo l'escussione del debitore. Art. 1946, più fideiussori dello stesso debito sono obbligati ciascuno per l'intero, salvo il beneficio della divisione. Art. 1947, con il beneficio della divisione ciascuno può chiedere che il creditore riduca l'azione alla parte da lui dovuta.
Il fondo patrimoniale. Artt. 167, 170 e 171 c.c. Lo costituiscono uno o entrambi i coniugi per atto pubblico, o un terzo anche per testamento, con immobili, beni mobili registrati e titoli di credito, esclusi il denaro e l'azienda. L'esecuzione sui beni del fondo non può avere luogo per debiti che il creditore conosceva come contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Il fondo termina con l'annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, e se ci sono figli minori dura fino alla maggiore età dell'ultimo. Cassazione, sezione III, ordinanza 16247 dell'11 giugno 2024. L'onere di provare l'estraneità del debito ai bisogni della famiglia, e la consapevolezza del creditore, grava sul debitore, e la sola natura d'impresa del debito non basta.
Il creditore che c'era già. Art. 2929-bis c.c., introdotto nel 2015. Il creditore anteriore all'atto, con un titolo esecutivo, può pignorare i beni oggetto di vincoli di indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito, come il fondo patrimoniale e la dotazione di un trust, se trascrive il pignoramento entro un anno dalla trascrizione dell'atto, senza prima ottenere la revocatoria. Artt. 2901 e 2903 c.c., l'azione revocatoria si prescrive in 5 anni dalla data dell'atto.
Le quote di srl. Art. 2471 c.c. La partecipazione può essere espropriata. Se non è liberamente trasferibile e creditore, debitore e società non si accordano sulla vendita, si vende all'incanto, ma la vendita è priva di effetto se entro 10 giorni dall'aggiudicazione la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo.
Le polizze vita. Art. 1923 c.c., le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare, salve per i premi pagati le norme sulla revocazione degli atti in pregiudizio dei creditori e su collazione, imputazione e riduzione delle donazioni. Cassazione, ordinanze 2262 e 2358 del 2026, come riportate da BusinessOnline il 30 agosto 2026. La tutela segue la sostanza del contratto, e non vale per le polizze unit linked prive di una reale componente demografica né per le somme riscattate.
La comunione dei beni. Art. 179, lettera b, c.c. Non entrano nella comunione i beni acquisiti dopo il matrimonio per donazione o successione, se l'atto o il testamento non li attribuisce alla comunione. Il credito fino a 483.000 euro è il caso della lezione 18, con la farmacia intera al primo figlio (art. 178 c.c. e Cassazione, sezioni unite, sentenza 15889 del 2022).
La legittima. Art. 542 c.c., con il coniuge e più figli, al coniuge spetta un quarto del patrimonio e ai figli la metà, divisa in parti uguali, e un quarto resta disponibile. Art. 551 c.c., il legato in sostituzione di legittima, a cui il legittimario può rinunciare per chiedere la legittima.
La riforma delle donazioni. Legge 182 del 2025, art. 44, in vigore dal 18 dicembre 2025, che riscrive gli artt. 561 e 563 c.c. La riduzione delle donazioni non pregiudica più i terzi che hanno acquistato dal donatario, e il donatario compensa in denaro i legittimari nei limiti necessari a integrare la quota riservata. Le ipoteche e i pesi costituiti dal donatario restano efficaci. Per le successioni aperte prima, l'azione verso i terzi restava possibile solo con una domanda o un'opposizione trascritta entro il 18 giugno 2026.
Il patto di famiglia. Artt. 768-bis, 768-ter e 768-quater c.c. L'imprenditore trasferisce in tutto o in parte l'azienda, o il titolare di partecipazioni le sue quote, a uno o più discendenti, con atto pubblico. Al contratto partecipano il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se in quel momento si aprisse la successione. Gli assegnatari liquidano gli altri partecipanti con una somma pari al valore delle loro quote di legittima, anche in natura, salvo che vi rinuncino, e quanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione o a riduzione.
Il trust. Legge 364 del 1989, che ratifica la Convenzione dell'Aja del 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento.
Il caso. Patrimonio della lezione 1, 1.936.000 euro, con farmacia da 966.000, muri da 420.000, casa da 350.000 e liquidità per 200.000. La madre è in vita (lezione 17). La farmacia è della srl dei 3 figli in parti uguali, 322.000 euro a testa (lezioni dalla 19 alla 23). Finanziamento ipotetico di 300.000 euro, con fideiussione di ciascun socio fino a 360.000 euro, il 120% del debito. Esposizione massima per fratello di 322.000 euro senza fideiussione, 682.000 con la fideiussione di tutti per tutto, 442.000 con un terzo a testa e il beneficio della divisione. Garanzie personali complessive di 1.080.000 euro. Legittima con il coniuge e 3 figli di 322.667 euro per ciascun figlio e di 484.000 per la madre, con 484.000 disponibili. Nel patto di famiglia con i 3 figli assegnatari, alla madre spetterebbe un quarto del valore della farmacia, 241.500 euro, salvo rinuncia.






