Divisione dell'eredità con la farmacia, quanto deve ai fratelli chi la prende?
Il conto completo sulla famiglia del corso, in 5 voci. Il patrimonio, la storia, le parti, i lotti e l'eccedenza, con il TFR dentro. E la riga che quasi nessuno scrive, se i contanti per pagare ci sono davvero.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri CFP® · FMVA® · FPWMP®
10/22/202614 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 25 DI 36
Il conto completo sulla famiglia del corso, in 5 voci. Il patrimonio, la storia, le parti, i lotti e l'eccedenza, con il TFR dentro. E la riga che quasi nessuno scrive, se i contanti per pagare ci sono davvero.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 14 min di lettura
Nella divisione dell'eredità con la farmacia, prima o poi qualcuno fa la domanda che conta. Quanto deve ai fratelli chi la prende?
Nella famiglia del corso, la risposta che abbiamo visto è di 320.667 euro. Il conto completo dice 34.718 euro.
Non è uno sconto, e non è un trucco. Il primo numero guarda solo i beni. Il secondo guarda anche i debiti che passano con la farmacia, e quello che ognuno dei 3 figli ha già dato o ricevuto.
Questa lezione apre il modulo sul denaro, e mette in fila tutto quello che abbiamo visto finora, voce per voce. In fondo c'è la riga che quasi nessuno scrive. I contanti per pagare ci sono davvero?
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
Ogni pezzo di questo conto lo abbiamo già visto da solo. Il valore della farmacia, il lavoro già messo dal figlio, l'aiuto per la casa, il TFR. Mai tutti insieme, e mai nell'ordine giusto.
L'ordine conta, perché ogni voce sposta le altre. Un conto giusto fatto nell'ordine sbagliato dà un numero sbagliato, e in famiglia un numero sbagliato non resta mai solo un numero.
La titolazione
In laboratorio, per sapere quanto principio attivo c'è in un campione, si fa una titolazione. Si riempie la buretta con una soluzione a titolo noto e la si fa scendere goccia a goccia, finché l'indicatore vira. Il volume usato dice quanto ce n'era.
Chi l'ha fatta all'università ricorda 3 cose. Il campione va pesato bene, perché un errore all'inizio si porta fino alla fine. Spesso la Farmacopea chiede anche una prova in bianco, la stessa titolazione senza campione, per togliere quello che consumano i reattivi da soli.
E prima di cominciare si controlla che il titolante nella buretta basti ad arrivare al viraggio.
La divisione dell'eredità funziona allo stesso modo. Il campione è il patrimonio. La prova in bianco è la storia della famiglia, quello che è già passato fra il padre e i figli. Il punto di equivalenza è il momento in cui ognuno ha esattamente la sua parte.
Il titolante sono i contanti, il conguaglio che porta i lotti all'equivalenza. Se la buretta si svuota prima del viraggio, il conto può essere perfetto e la divisione non stare in piedi.
CASO · ESEMPIO ILLUSTRATIVO
●La famiglia del corso, con un patrimonio di €1.936.000. Farmacia €966.000, muri €420.000, casa €350.000, liquidità €200.000
●Il padre è vedovo, quindi gli eredi sono 3. Con la moglie in vita le parti cambiano (lezione 17)
●Il primo figlio, farmacista, ha lavorato 15 anni pagato meno del mercato. Al 4% annuo nominale sono €243.583 (lezione 9)
●Il secondo ha ricevuto €120.000 per la casa 12 anni fa. Al 4% annuo nominale oggi sono €192.124 (lezioni 2 e 9)
●Il terzo non ha né dato né ricevuto
●In farmacia lavorano 4 collaboratori, con €89.278 di TFR maturato (lezione 22)
Il conto completo, in 5 voci
01 Il campione, il patrimonio a valori veri
Si parte dall'inventario, e ogni bene entra con il suo valore di oggi. Non quello che si dice in paese, non il prezzo di 10 anni fa, non il fatturato.
La farmacia vale 966.000 euro, 7 volte l'EBITDA normalizzato annuo di 138.000 (lezione 5). I muri e la casa valgono quello che dice una perizia, nel caso 420.000 e 350.000 euro. La liquidità è quella dell'estratto conto, 200.000.
Poi si pesa il netto, non il lordo. Ogni debito che passa con un bene ne abbassa il valore. Un mutuo sui muri si toglie dai muri, un finanziamento della farmacia si toglie dalla farmacia.
Nel caso c'è un debito solo, e non sta in nessun estratto conto. È il TFR dei 4 collaboratori, 89.278 euro (lezione 22). Passa con la farmacia, e la farmacia vale 876.722 euro.
€1.846.722
IL PATRIMONIO DA DIVIDERE, CON IL TFR TOLTO DALLA FARMACIA
Da sola, la farmacia vale il 47% del patrimonio netto. Con 3 figli e nessuna storia, appena la farmacia vale più di un terzo del patrimonio, chi la prende deve qualcosa agli altri. Quanto, lo dicono le voci che seguono.
02 La prova in bianco, quello che è già successo
Prima di dividere si toglie e si aggiunge quello che è già passato fra il padre e i figli. Nella famiglia del corso sono 2 voci, e vanno in direzioni opposte.
Il lavoro già messo dal primo si toglie. Per 15 anni ha preso meno del mercato, e la differenza è rimasta in farmacia. Al 4% annuo nominale vale 243.583 euro, e nella divisione si tratta come un debito del patrimonio verso di lui (lezione 9).
L'aiuto per la casa si aggiunge. I 120.000 euro dati al secondo 12 anni fa erano una parte della sua quota, incassata prima. Con lo stesso metro oggi valgono 192.124 euro, e tornano nella massa.
La massa da dividere diventa di 1.795.263 euro. Il metro è uno solo per tutti, il 4% annuo nominale, scelto prima di sapere a chi conviene (lezione 2).
Grafico 1. Dal patrimonio della famiglia del corso alla parte di ciascuno, con il TFR, il lavoro già messo dal primo e l'aiuto per la casa. Caso illustrativo.
In una famiglia in cui nessuno ha dato o ricevuto niente, la prova in bianco vale zero, e si passa alla voce successiva. Con un figlio in farmacia da anni, però, è raro che valga zero.
03 Il punto di equivalenza, la parte di ciascuno
Diviso 3, fa 598.421 euro a testa. Poi a ciascuno si restituisce o si toglie la sua voce della prova in bianco.
Il primo riceve la sua parte più il lavoro già messo, 842.004 euro. Il secondo la sua parte meno l'aiuto già avuto, 406.297. Il terzo la sua parte, 598.421.
La somma dei 3 fa 1.846.722 euro, il patrimonio netto da cui eravamo partiti. È la verifica da fare alla fine di ogni conto di questo tipo. Se la somma non torna, qualcuno ha contato 2 volte la stessa cosa, o ne ha dimenticata una.
Il secondo sembra ricevere meno degli altri, ma non è così. Una parte l'ha già avuta 12 anni fa, e contando l'aiuto arriva anche lui a 598.421 euro, come il terzo.
04 I lotti, chi prende cosa
Adesso i beni. La farmacia va intera al primo, l'unico farmacista. Fino alla divisione è di tutti e 3, e la gestisce chi ha i requisiti (Cassazione, ordinanza 24361 del 2023). Una farmacia non si spezza in 3, come una compressa senza linea di frattura.
Per gli altri 2 ha già scelto l'aritmetica. La parte del secondo, 406.297 euro, è più piccola dei muri. Può prendere solo la casa, 350.000 euro, più 56.297 euro di liquidità. Al terzo vanno i muri, 420.000 euro, e la liquidità che resta, 143.703.
Sono i lotti del piano B della lezione 12, ogni bene intero a una persona sola. Nessuna comproprietà fra fratelli, e un solo legame che resta, l'affitto dei muri fra il primo e il terzo.
05 L'eccedenza, quanto deve chi prende la farmacia
Il primo riceve una farmacia da 876.722 euro, e la sua parte è di 842.004. L'eccedenza è di 34.718 euro, e la paga al terzo come conguaglio.
Il terzo arriva così a 598.421 euro, fra muri, liquidità e conguaglio. Il secondo a 406.297, più quello che ha già avuto. Il primo a 842.004.
Grafico 2. I lotti della famiglia del corso, ogni bene intero a una persona sola. Il conguaglio va dal primo al terzo, in una volta. Caso illustrativo.
La parola viene dal codice civile. Per gli immobili non comodamente divisibili prevede l'assegnazione intera a uno degli eredi, «con addebito dell'eccedenza» (art. 720). Per la farmacia la Cassazione ragiona allo stesso modo, e chi la riceve deve agli altri un conguaglio (ordinanza 24361 del 2023).
Con il conto che si fa di solito, la farmacia lorda contro un terzo del patrimonio lordo, l'eccedenza sarebbe di 320.667 euro (lezioni 4 e 5). Il TFR la porta a 261.148, perché il debito passa tutto al primo, mentre la sua parte scende solo di un terzo del debito.
L'aiuto per la casa la porta a 197.106. Il lavoro già messo, a 34.718.
Nessuno ha ceduto niente. Si è solo guardato quello che c'era già.
La buretta, il vincolo di liquidità
Fin qui la carta. Adesso i contanti, perché il conguaglio non si paga con un bene. «L'ineguaglianza in natura nelle quote ereditarie si compensa con un equivalente in danaro» (art. 728 del codice civile).
Il vincolo di liquidità è una domanda sola. Il giorno dell'atto, i soldi per pagare l'eccedenza ci sono? Sulla carta la divisione torna al centesimo con qualunque numero. Nella realtà torna solo se qualcuno ha in mano quei contanti.
La liquidità del padre non paga il conguaglio. È la sorpresa più frequente. I 200.000 euro sul conto del padre sembrano fatti apposta, ma sono già nei lotti degli altri 2, 56.297 al secondo e 143.703 al terzo. Servono a pareggiare la casa e i muri, che non valgono uguale.
Darli al primo perché paghi non cambierebbe niente, la sua eccedenza crescerebbe della stessa cifra. Il conguaglio esce dalle sue tasche. Dai suoi risparmi, da un finanziamento, o da un accordo con il terzo per pagarlo nel tempo.
Quanto pesa, in volte l'EBITDA. Per farsi un'idea veloce, il conguaglio si confronta con l'EBITDA normalizzato di un anno, 138.000 euro. Con il conto completo, 34.718 euro sono un quarto di un anno. Si pagano con i risparmi, o con un finanziamento piccolo.
Ma la buretta dipende da una firma. Il lavoro già messo dal primo non lo conta nessuna legge al posto vostro (lezione 9). Esiste se la famiglia lo mette per iscritto mentre il padre c'è. Oppure se il padre ne tiene conto nel testamento, nei limiti di quello di cui può disporre.
Senza quello scritto, il conguaglio torna a 197.106 euro, 1,4 volte l'EBITDA normalizzato di un anno. Quasi 6 volte di più.
I lotti cambiano la buretta. Se il primo volesse anche i muri, per non pagare l'affitto a un fratello (lezione 27), l'eccedenza salirebbe a 454.718 euro. Sono 3,3 volte l'EBITDA normalizzato di un anno.
Nella lezione 4 l'avevamo detto. Oltre 3 o 4 volte, la farmacia lavora per pagare i fratelli.
Grafico 3. Il conguaglio che il primo paga in contanti il giorno dell'atto, con il conto via via più completo, e in volte l'EBITDA normalizzato di un anno. Caso illustrativo.
C'è poi un debito che non scade il giorno dell'atto. Con la farmacia il primo prende anche gli 89.278 euro di TFR. Non si pagano subito, si pagano quando finisce ciascun rapporto di lavoro, ma si pagano in contanti anche loro.
Nel conto completo, il debito più grande del primo non è verso i fratelli. È verso chi lavora in farmacia.
Rimandare non svuota il conto. Per la Cassazione il conguaglio di chi riceve la farmacia è un debito di valore, che nasce con la divisione (ordinanza 24361 del 2023). Se si paga dopo, si rivaluta.
E se la buretta è vuota e i fratelli non trovano un accordo, per gli immobili il codice ha già scritto la fine. Se nessuno degli eredi è disposto a prenderli con l'addebito dell'eccedenza, si vendono all'incanto (art. 720). È il modo più costoso di scoprire che il vincolo di liquidità esisteva.
Quanto debito regge davvero la farmacia, con la rata, gli interessi e le imposte, lo vediamo nella prossima lezione. E come si riempie la buretta prima, nella lezione 28.
Il conto è uno, la forma no
Il conto di questa lezione resta lo stesso, comunque si faccia la divisione. Il padre può scriverla nel testamento, assegnando i beni a ciascuno (art. 734, lezione 12). I figli possono firmarla dopo, d'accordo. Oppure la fa un giudice, con i suoi tempi.
Cambia chi decide le voci che la legge non conta da sola, come il lavoro già messo dal primo. E cambia la tenuta, perché una divisione scritta dal padre deve rispettare la parte che la legge riserva a ciascun figlio (art. 735).
Il patto di famiglia fa un conto diverso. Riguarda la sola farmacia, e chi la riceve liquida gli altri con il valore delle loro quote di legittima (art. 768-quater, lezioni 18 e 24).
Poi c'è il fisco. Per l'imposta di registro, una divisione con conguaglio può valere in parte come una vendita, con le imposte di una vendita. Le imposte di tutto il passaggio le vediamo nella lezione 29.
Divisioni, testamenti, legittima e patto di famiglia sono materia del notaio, come in tutto il corso. Le divisioni contestate sono materia dell'avvocato, le imposte del commercialista, il TFR e i rapporti di lavoro del consulente del lavoro. Qui c'è il conto che serve per arrivarci con un foglio solo, invece che con 5 numeri sparsi.
IN SINTESI
●La divisione si costruisce in 5 voci, sempre nello stesso ordine. Il patrimonio, la storia, le parti, i lotti, l'eccedenza.
●Il patrimonio entra al netto. Nel caso il TFR toglie 89.278 euro alla farmacia, e il patrimonio da dividere scende a 1.846.722 euro.
●Quello che i figli hanno già dato o ricevuto si conta prima di dividere, con un metro solo. Nel caso la parte di ciascuno è di 598.421 euro.
●L'eccedenza di chi prende la farmacia passa da 320.667 euro con il conto incompleto a 34.718 con il conto completo.
●Il conguaglio si paga in contanti, e la liquidità del padre non serve a pagarlo, perché finisce nei lotti degli altri.
●Senza il lavoro del primo riconosciuto per iscritto, il conguaglio torna a 197.106 euro. Se il primo prende anche i muri, sale a 454.718.
Cosa fare, prima di andare dal notaio
Scrivi il campione. Ogni bene su una riga, con il valore e da dove viene, una perizia, il bilancio, l'estratto conto. Accanto, i debiti che passano con lui. Il TFR lo trovi nel bilancio della farmacia, nel passivo, alla voce del trattamento di fine rapporto.
Poi fai la prova in bianco. Tutto quello che ogni figlio ha già dato o ricevuto, con un importo, un anno e un metro solo per tutti. Le lezioni 9, 10 e 16 hanno il metodo voce per voce.
Solo alla fine forma i lotti e calcola l'eccedenza. Poi guarda la buretta. Quanto contante serve, a chi, e da dove arriva. Se non arriva da nessuna parte, cambia i lotti o i tempi. Il conto, no.
Domande e risposte
Non basta dividere tutto in parti uguali?
Basta quando nessuno ha dato o ricevuto niente, e i beni si dividono facilmente, come la liquidità (lezione 2). Con una farmacia dentro, le parti uguali si possono fare, i lotti uguali quasi mai. Serve un conguaglio, e serve sapere chi lo paga.
Il conguaglio si può pagare a rate?
Sì, se chi lo riceve è d'accordo e lo si scrive, con gli interessi e una garanzia. La legge dà ai fratelli un'ipoteca legale per i conguagli, ma solo sugli immobili assegnati a chi deve pagare (art. 2817). Chi riceve solo la farmacia non ha immobili da ipotecare, e la garanzia va costruita a parte.
Chi decide quanto vale la farmacia nella divisione?
Se i figli sono d'accordo, loro, meglio con una perizia. Davanti al giudice, un consulente tecnico. Per la Cassazione nella stima conta l'apporto del solo coerede farmacista, con riferimento al valore all'apertura della successione (ordinanza 24361 del 2023). Il metodo del corso è quello della lezione 5, meno i debiti che passano con lei.
La divisione del corso rispetta la legittima?
Nel caso sì. Con 3 figli e nessun coniuge, a ciascuno la legge riserva 2 noni del patrimonio, debiti tolti e donazioni comprese (artt. 537 e 556). Nel caso sono meno di 440.000 euro, e ognuno riceve di più, il secondo contando l'aiuto già avuto. La verifica sul caso reale la fa il notaio.
E se la farmacia è in società?
Allora si dividono le quote, ma il conto è lo stesso. Il valore delle quote con i debiti della società già dentro, la parte di ciascuno, l'eccedenza. Se invece la società resta di tutti e 3, come nelle lezioni dalla 19 alla 24, la farmacia non si divide, si divide l'utile.
Una cosa che ho notato
Facendo questo conto, mi ha colpito l'ordine in cui le famiglie lo affrontano. Si comincia dalla fine.
«Quanto deve dare ai fratelli?» È la prima domanda, e la più accesa. Ma il conguaglio è l'ultima riga. Arriva dopo il valore della farmacia, dopo i debiti, dopo quello che ognuno ha già dato o ricevuto.
Discuterlo per primo vuol dire discutere un numero che ancora non esiste. Ognuno ne ha in testa uno, costruito con le righe che gli fanno comodo.
Nella famiglia del corso quel numero passa da 320.667 a 34.718 euro senza che nessuno ceda niente. Basta scrivere le righe che vengono prima.
In laboratorio nessuno legge il risultato prima di aver pesato il campione. In famiglia succede quasi sempre, e poi ci si stupisce che il risultato non torni.
Se vuoi fare il conto completo sulla tua famiglia, buretta compresa, partiamo da un colloquio preliminare per il percorso Titolare per Scelta.
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Aiuto il farmacista titolare a costruire un patrimonio che gli permetta di non dipendere per sempre dalla farmacia.
Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o notarile personalizzata, né raccomandazione d'investimento. Il caso e i numeri sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Divisioni, testamenti, legittima e patto di famiglia sono materia del notaio. Divisioni contestate e successioni giudiziali sono materia dell'avvocato. Imposte e bilancio sono materia del commercialista, TFR e rapporti di lavoro del consulente del lavoro.
Luca Petri
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FONTI E NOTE METODOLOGICHE
La divisione. Art. 720 c.c., gli immobili non comodamente divisibili vanno preferibilmente per intero nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o di più coeredi che ne chiedono insieme l'attribuzione, con addebito dell'eccedenza, e se nessuno è disposto si vendono all'incanto. Art. 728 c.c., l'ineguaglianza in natura nelle quote ereditarie si compensa con un equivalente in danaro. Artt. 734 e 735 c.c., la divisione fatta dal testatore, che deve comprendere tutti i legittimari, e l'azione di riduzione del coerede leso nella quota di riserva.
La farmacia nella divisione. Cassazione, sezione II, ordinanza 24361 del 10 agosto 2023. Se nell'eredità c'è una farmacia, la proprietà resta in comune fra i coeredi fino alla divisione e la gestione spetta a chi ha i requisiti di legge. Nella stima si considera l'apporto del solo coerede farmacista, con riferimento al valore all'apertura della successione. Il conguaglio a carico dell'assegnatario è un debito di valore, che sorge con lo scioglimento della comunione. Sul conguaglio come debito di valore anche Cassazione 10624 del 2010.
L'ipoteca legale. Art. 2817, n. 2, c.c. Hanno ipoteca legale i coeredi, i soci e gli altri condividenti per il pagamento dei conguagli, sopra gli immobili assegnati ai condividenti ai quali incombe tale obbligo.
La legittima. Art. 537 c.c., se i figli sono più di uno e non c'è il coniuge, è loro riservata la quota dei 2 terzi, da dividere in parti uguali. Art. 556 c.c., la quota disponibile si calcola sui beni del defunto al tempo della morte, tolti i debiti, più le donazioni riunite fittiziamente.
Il patto di famiglia. Art. 768-quater c.c. Gli assegnatari dell'azienda liquidano gli altri partecipanti con una somma corrispondente al valore delle loro quote di legittima, anche in natura, salvo che vi rinuncino.
L'imposta di registro. Art. 38 del testo unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123 del 2025), che riprende l'art. 34 del DPR 131 del 1986. La divisione con cui a un condividente vanno beni per un valore superiore a quello che gli spetta sulla massa comune è considerata vendita per la parte eccedente, e i conguagli superiori al 5% del valore della quota di diritto pagano l'imposta dei trasferimenti (circolare 18/E del 2013). Il calcolo sul caso lo fanno il notaio e il commercialista.
Il valore e il TFR. Farmacia a 7 volte l'EBITDA normalizzato annuo di 138.000 euro, lezione 5. TFR maturato dai 4 collaboratori di 89.278 euro, lezione 22 (art. 2120 c.c.). La soglia delle 3 o 4 volte l'EBITDA normalizzato annuo è la regola pratica della lezione 4.
Il metro. Lavoro già messo dal primo, 12.165 euro l'anno per 15 anni rivalutati al 4% annuo nominale, 243.583 euro. Aiuto per la casa di 120.000 euro rivalutato al 4% annuo nominale per 12 anni, 192.124 euro (lezioni 2 e 9).
Il caso. Patrimonio della lezione 1, 1.936.000 euro, con farmacia da 966.000, muri da 420.000, casa da 350.000 e liquidità per 200.000. Padre vedovo, 3 figli. Con il TFR la farmacia vale 876.722 euro e il patrimonio 1.846.722, e la farmacia ne è il 47%. Massa da dividere 1.795.263 euro, 598.421 a testa. Parti di 842.004 euro al primo, 406.297 al secondo e 598.421 al terzo. Lotti con la farmacia al primo, la casa e 56.297 euro di liquidità al secondo, i muri, 143.703 euro di liquidità e 34.718 di conguaglio al terzo. Eccedenza di 320.667 euro senza correzioni, 261.148 con il TFR, 197.106 con l'aiuto per la casa e 34.718 con il lavoro già messo dal primo. Senza il lavoro già messo, parti di 679.615 euro al primo e al terzo e di 487.491 al secondo, con la casa e 137.491 euro di liquidità al secondo e i muri, 62.509 euro di liquidità e 197.106 di conguaglio al terzo. Con i muri al primo l'eccedenza sarebbe di 454.718 euro. Legittima di ciascun figlio di 437.049 euro con l'aiuto a valore nominale, 382.920 se il lavoro già messo fosse un debito riconosciuto.






