Direttore di farmacia non socio, cosa scrivere nel contratto?
Compenso e autonomia si scrivono in un pomeriggio. Cosa succede se se ne va, quasi mai. Ed è la clausola che decide se la farmacia apre.
LA FILOSOFIA D'INVESTIMENTO DELLA FARMACIA
Luca Petri CFP® · FMVA® · FPWMP®
10/20/202615 min read


IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN FARMACIA · LEZIONE 23 DI 36
Compenso e autonomia si scrivono in un pomeriggio. Cosa succede se se ne va, quasi mai. Ed è la clausola che decide se la farmacia apre.
Luca Petri
CFP® · FMVA® · FPWMP® · Consulente Finanziario Autonomo · OCF n. 637312 · 14 min di lettura
La lettera è di 3 righe. Il figlio che dirige la farmacia lascia la direzione e resta socio. Da quel giorno la srl dei 3 fratelli cerca un direttore di farmacia non socio.
I motivi sono suoi, e qui non contano. Conta la data in fondo alla lettera.
Nella lezione 21 lo avevamo messo in conto. Chi dirige a un certo punto può stancarsi, o cambiare strada. Il compenso va con il camice, la quota resta (lezione 20).
Il caso è sempre quello del corso. La farmacia è della srl dei 3 figli, e il primo la dirigeva con un compenso di mercato. Adesso serve qualcuno che non è di famiglia.
PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO
Nel passaggio generazionale si discute di chi prende la farmacia. Di chi la dirige si parla come se fosse la stessa domanda. Dal 2017 non lo è più.
Quando il direttore non è di famiglia, di solito si scrivono il compenso e, a volte, l'autonomia. Quasi mai cosa succede se se ne va. Ed è l'unica clausola che decide se la farmacia apre.
Chi può dirigere la farmacia di una srl
Dal 2017 la direzione di una farmacia di società si può affidare a un farmacista che non è socio. Basta che sia idoneo, e della farmacia risponde lui (art. 7 della legge 362 del 1991, come modificato dalla legge 124 del 2017).
L'idoneità si ottiene in un concorso per sedi farmaceutiche, oppure con almeno 2 anni di pratica professionale certificata dall'autorità sanitaria (art. 12 della legge 475 del 1968).
Gli anni al banco, quindi, contano se qualcuno li ha certificati. Il titolare comunica all'autorità sanitaria l'inizio e la fine della pratica, che finiscono in un registro. Prima di contare su qualcuno, il certificato va chiesto.
Poi ci sono 2 regole che pesano più di quanto sembri. Per il Ministero della Salute il direttore di una farmacia di società garantisce una presenza piena e ininterrotta. Niente part-time, e una farmacia sola (nota del 14 giugno 2019).
Vuol dire che un direttore non si divide. Chi dirige un'altra farmacia può dirigere la tua solo dal giorno dopo averla lasciata.
Infine il cambio va comunicato all'ASL, e in diverse regioni anche al Comune, con i documenti e i tempi che fissa la regione. In alcune almeno 15 giorni prima.
Nel caso, in farmacia lavorano 3 farmacisti che non sono di famiglia. La collaboratrice storica della lezione 22 è idonea, ma dirigere non le interessa. Gli altri 2 non se la sentono.
La srl cerca fuori, e trova Elisa. È la direttrice della lezione 6, ha 45 anni e oggi dirige un'altra farmacia, a 20 minuti di strada.
Il compenso, quasi lo stesso numero
Nella lezione 6 avevamo letto la sua busta paga. 45.000 euro lordi l'anno su 14 mensilità, livello Q1, quello del direttore nel contratto delle farmacie private.
Alla farmacia costa 61.787 euro l'anno, fra contributi stimati al 30% della retribuzione lorda, TFR e welfare del contratto. Il figlio, con il compenso di mercato della lezione 20, ne costava 62.000.
€213
LA DIFFERENZA IN UN ANNO FRA IL COSTO DI ELISA E QUELLO DEL FIGLIO
Sono 213 euro in un anno. La tara della lezione 5 era giusta. Chi dirige va pagato come un direttore, e quando il figlio lascia la direzione il conto della farmacia non cambia.
C'è però un dettaglio che con il figlio non c'era. Il contratto lega gli scatti di anzianità agli anni maturati presso la stessa farmacia (art. 56). Nella srl, salvo accordi diversi, per Elisa ripartono da zero.
Nella farmacia di prima aveva 3 scatti da 25,82 euro al mese. Se accetta solo a parità di lordo, il superminimo deve salire da 792,19 a 869,65 euro al mese, su 14 mensilità.
E dal 7 giugno 2026 l'annuncio deve indicare la retribuzione iniziale o la fascia. Al colloquio non si può nemmeno chiedere quanto prende adesso (D.Lgs. 96 del 2026).
Elisa può dirlo di sua iniziativa, se vuole. Il colloquio, insomma, comincia dalla cifra della srl. È più onesto, e anche più veloce.
Resta una differenza con il figlio. Da socio aveva un motivo in più per far andare bene la farmacia, Elisa no. Conviene darglielo, con un premio legato al budget della lezione 21.
Nel caso il premio è il 10% di quello che l'EBITDA dell'anno supera il budget di 200.000 euro, fino a 3.000 euro lordi. Il tetto si tocca a 230.000, il bordo alto della banda della lezione 21.
Al massimo costa alla farmacia 4.109 euro in un anno, perché ogni euro lordo in più ne costa circa 1,37 fra contributi e TFR. Come si scrive e come si tassa lo dice il consulente del lavoro.
L'autonomia, cosa firma Elisa
Con il figlio l'autonomia passava per la delega del consiglio, con un diritto particolare a proteggerla (lezione 21). Elisa non è socia e non siede nel consiglio. Lo strumento cambia, la regola no.
Una parte delle responsabilità gliela dà la legge, e non si toglie con un verbale. Il regolare esercizio della farmacia, i registri, gli stupefacenti, la conservazione dei farmaci, i turni fissati dall'autorità.
I poteri, invece, glieli danno gli amministratori, con una procura. Ordini e acquisti dentro il budget, turni e ferie del personale, le spese fuori budget fino alle soglie della lezione 21.
Grafico 1. Le responsabilità che la legge dà alla direttrice, i poteri che le dà la procura e le decisioni che restano alla srl. Caso illustrativo.
Il resto resta alla srl. Il budget, le assunzioni, gli investimenti sopra la soglia e il compenso di chi dirige. Una procura si può revocare in un giorno, una responsabilità di legge no.
Per questo le prime 2 colonne devono combaciare. Se Elisa risponde di come si conservano i farmaci ma per cambiare il frigorifero deve chiedere, ha la responsabilità senza l'autonomia.
È la regola d'oro della lezione 21, con un altro nome sul camice.
La clausola che quasi nessuno scrive
Compenso e autonomia si scrivono in un pomeriggio. Poi c'è la clausola che quasi nessuno scrive. Cosa succede se il direttore se ne va.
Per vederla basta rifare il caso con i calendari veri. Si parte dalla lettera del figlio.
Se è assunto come direttore, il contratto gli chiede 90 giorni di preavviso. Se è pagato come amministratore, il contratto delle farmacie non c'entra. Il preavviso è quello che qualcuno ha scritto, cioè spesso nessuno.
La srl si muove subito. Annuncio, colloqui, risposta, e in 60 giorni Elisa dice sì. È un'ipotesi ottimista, perché i laureati in farmacia sono scesi da 5.095 nel 2017 a poco più di 4.000 nel 2023.
Ma anche Elisa ha un preavviso, nella farmacia che dirige. Altri 90 giorni. Può chiedere di essere lasciata andare prima, ma la sua farmacia può dire di no. E di solito, se cerca un direttore anche lei, dice di no.
Grafico 2. I giorni dalla lettera del figlio, senza un piano. Ricerca ipotetica di 60 giorni, preavvisi e prova di 90 giorni. Caso illustrativo.
Il preavviso del figlio finisce il giorno 90. Elisa può arrivare il giorno 150. In mezzo ci sono 60 giorni in cui la farmacia non ha un direttore, e una farmacia senza direttore non apre.
60 giorni
LA FARMACIA SENZA DIRETTORE FRA I 2 PREAVVISI, NEL CASO
Possono diventare 75, perché nel contratto il preavviso decorre dalla metà o dalla fine del mese. Per 60 giorni, o 75, serve un altro farmacista idoneo.
Può essere la collaboratrice storica, che aveva detto di no. Oppure un sostituto trovato in fretta, alle condizioni che si accettano quando non c'è scelta.
Chi lavora in farmacia conosce la catena del freddo. Un vaccino non chiede di stare al freddo quasi sempre. Chiede di stare fra 2 e 8 gradi sempre, dal produttore al frigorifero.
Basta una rottura, anche breve, e il lotto può andare perso, anche se poi torna al freddo. La direzione funziona allo stesso modo. Non conta quanti giorni c'è un direttore. Conta che non ci sia un giorno senza.
E il rischio non finisce quando Elisa arriva. Comincia un altro orologio, la prova. Per i quadri dura 90 giorni, e in prova ciascuno può andarsene senza preavviso (art. 7 del contratto).
Se in prova Elisa riceve un'offerta migliore, la srl torna al giorno zero. Con il figlio già uscito.
Anche dopo la prova il preavviso può accorciarsi. Chi si dimette perché ha vinto un concorso per una sede, o un posto in ASL o in una farmacia comunale, può darne 30. Basta che non possa aspettare i 90.
Poi ci sono i soldi. Se un direttore se ne va senza preavviso, la farmacia può trattenergli l'indennità sostitutiva, per Elisa 3 mesi di retribuzione, cioè 11.250 euro (art. 2118 del codice civile).
Ma 11.250 euro non aprono la farmacia. Un direttore che esce senza preavviso, in una farmacia senza un altro idoneo pronto, è un problema di continuità, non solo di personale.
Il piano, 4 righe scritte prima
Il piano non costa molto. Costa soprattutto pensarci prima della lettera. Sono 4 righe.
01 Il preavviso lungo di chi dirige
Nel patto fra soci, chi dirige si impegna a dare 6 mesi di avviso prima di lasciare la direzione. Il patto lo scrive l'avvocato.
Non è un'idea strana. Per uscire da una srl a tempo indeterminato, la legge chiede al socio almeno 180 giorni di preavviso (art. 2473, lezione 20). Per uscire dalla direzione, oggi, ne bastano 90, o nessuno.
02 Un mese insieme
Con 6 mesi di avviso la ricerca parte subito, ed Elisa arriva un mese prima che il figlio esca. Un mese di affiancamento costa un mese di Elisa, 5.149 euro.
È il passaggio delle consegne vero, come nella lezione 22. I fornitori, le abitudini, il raccoglitore che il gestionale ha dimenticato.
03 La vice
La collaboratrice storica non vuole dirigere per sempre. Fare da ponte per qualche settimana, con le carte pronte e una cifra accanto, è un'altra cosa.
Nel caso un'indennità di 100 euro lordi al mese, su 14 mensilità. Per la farmacia sono 1.917 euro l'anno.
La vice serve comunque. Quando Elisa va in ferie o si ammala, la legge chiede un sostituto idoneo, comunicato all'ASL (art. 11 della legge 475 del 1968). E serve se Elisa esce durante la prova.
Nel caso il figlio esce il giorno 180 e la prova di Elisa finisce il giorno 240. Sono 60 giorni in cui la vice deve essere pronta, con il certificato di idoneità e i documenti per l'ASL già in un cassetto.
04 Il patto di stabilità
Finita la prova, Elisa e la srl si impegnano a restare insieme per 24 mesi, salvo giusta causa. Per la Cassazione si può fare, se il vincolo è limitato nel tempo e ha un corrispettivo (sentenza 14457 del 2017).
Il corrispettivo può essere la reciprocità dell'impegno, o una maggiorazione che non sia simbolica. Nel caso ci sono tutti e 2, con 150 euro lordi al mese su 14 mensilità. Per la farmacia sono 2.876 euro l'anno, 5.752 in 24 mesi.
Se Elisa se ne va prima, paga una penale. Nel caso 3 mesi di retribuzione, 11.250 euro, che il giudice può ridurre se è manifestamente eccessiva (art. 1384 del codice civile).
Il patto vale anche per la srl. Se è lei a interrompere il rapporto senza giusta causa, di solito deve risarcire Elisa con le retribuzioni fino alla scadenza. Un vincolo che pesa su tutti e 2 regge meglio, anche davanti a un giudice.
Messo in fila, il piano è questo.
Grafico 3. Il cambio di direzione con il piano, dall'avviso del figlio alla fine della prova. Caso illustrativo.
Quanto costa in tutto? Nei primi 2 anni 14.736 euro, fra l'affiancamento, la vice e i 24 mesi del patto. Cioè 7.368 euro l'anno, il 3,7% dell'EBITDA di un anno.
Con l'80% dell'utile distribuito, come nelle lezioni 19 e 21, ognuno dei 3 fratelli riceve circa 1.965 euro l'anno in meno, prima delle imposte. Sui 32.800 euro di ciascuno.
Non è gratis, e va detto. Se l'indennità della vice diventa un costo fisso per sempre, con il multiplo di 7 della lezione 5 toglie al valore della farmacia 13.422 euro.
Ma la lezione 22 lo diceva già. Una farmacia che dipende da una persona sola vale meno. E una farmacia che può restare 60 giorni senza direttore è il caso più puro di dipendenza da una persona sola.
Cosa succede quando non è così
Il figlio consegna la lettera il primo ottobre. A fine novembre Elisa dice sì e consegna il suo preavviso. Il figlio esce a fine dicembre, Elisa arriva a marzo.
Gennaio e febbraio li copre la collaboratrice storica, che aveva detto di no. Accetta per lealtà, senza indennità e senza le carte pronte, e i documenti per l'ASL si preparano di corsa.
A maggio, ancora in prova, Elisa riceve l'offerta di una catena e se ne va senza preavviso. La prova lo consente.
La srl ricomincia da capo, con il figlio fuori da 4 mesi e una vice che nessuno aveva mai nominato. Nessuno ha sbagliato qualcosa di preciso. Mancavano 4 righe scritte prima.
ATTENZIONE
Contratto, inquadramento, premio, patto di stabilità e preavvisi sono materia del consulente del lavoro e, se serve, dell'avvocato giuslavorista. Il patto fra soci lo scrive l'avvocato, la procura si fa con il notaio.
Il cambio di direttore va comunicato all'ASL, e in diverse regioni anche al Comune, con documenti e tempi fissati dalla regione. Conviene chiederli prima, non il giorno della lettera.
Il patto di stabilità vale se è limitato nel tempo e ha un corrispettivo vero, e la penale il giudice può ridurla. Le cifre del caso sono un esempio, non una tariffa.
Il contratto delle farmacie private è scaduto il 31 agosto 2024 e si applica fino al rinnovo. Preavvisi, prova e minimi possono cambiare con il nuovo testo.
IN SINTESI
●Dal 2017 la farmacia di una srl può essere diretta da un farmacista idoneo che non è socio. Ne risponde lui, a tempo pieno e in una farmacia sola.
●Nel caso Elisa costa alla farmacia 61.787 euro l'anno, 213 euro meno del figlio. Ma gli scatti ripartono da zero, e il superminimo li deve coprire.
●Le responsabilità gliele dà la legge, i poteri una procura degli amministratori. Le 2 cose devono combaciare.
●Fra il preavviso del figlio e quello di Elisa la farmacia resta 60 giorni senza direttore. Poi ci sono 90 giorni di prova.
●Il piano ha 4 righe. 6 mesi di avviso, un mese insieme, una vice pronta e un patto di stabilità di 24 mesi. Costa 7.368 euro l'anno nei primi 2 anni.
Cosa fare, prima che arrivi la lettera
Scrivi nel patto fra soci quanti mesi di avviso deve dare chi dirige prima di lasciare la direzione. 6 sono un buon punto di partenza.
Poi fai l'elenco di chi in farmacia è idoneo, e chiedi all'ASL il certificato della pratica di ciascuno. Il giorno in cui serve è tardi per scoprire che manca.
Infine prepara con il consulente del lavoro l'annuncio con la fascia, il patto di stabilità e l'indennità della vice. Restano in un cassetto, che è il loro posto finché non servono.
La lettera prima o poi arriva. Meglio che trovi le risposte già scritte.
Domande e risposte
Il direttore può lavorare part-time, o dirigere 2 farmacie?
No. Per il Ministero della Salute il direttore di una farmacia di società garantisce una presenza piena e ininterrotta. E non può dirigere più farmacie (nota del 14 giugno 2019).
Posso chiedere al candidato quanto guadagna adesso?
No. Dal 7 giugno 2026 non si possono chiedere le retribuzioni attuali o passate, e l'annuncio deve indicare la retribuzione iniziale o la fascia (D.Lgs. 96 del 2026). Il divieto vale anche per chi seleziona per conto della farmacia.
Serve anche un patto di non concorrenza?
È un'altra cosa. Il patto di stabilità tiene il direttore durante il rapporto, quello di non concorrenza limita cosa fa dopo. Va scritto, pagato a parte e limitato per oggetto, tempo e luogo (art. 2125 del codice civile).
Per chi non è dirigente dura al massimo 3 anni. Ha senso se la farmacia concorrente è a 2 strade, e i clienti seguono le persone più delle insegne.
Il figlio che lascia la direzione può lavorare altrove e restare socio?
Come socio che ha solo le quote, sì. Per la Corte costituzionale l'incompatibilità con un rapporto di lavoro non vale per chi non partecipa in alcun modo alla gestione (sentenza 11 del 2020).
Se resta nel consiglio di amministrazione la questione cambia, e va valutata caso per caso con l'avvocato.
E se il direttore chiede di entrare in società?
Si può. Una quota lega più di un patto di stabilità, ma si scioglie anche con più fatica. Prima di offrirla conviene rileggere le regole di uscita della lezione 20, e farle valere anche per lui.
Una cosa che ho notato preparando questa lezione
Il figlio ha fatto una cosa che il padre, in 28 anni, non ha mai potuto fare. Ha lasciato la direzione e ha tenuto la sua parte di farmacia.
Il padre non poteva. Il titolare e il direttore erano la stessa persona, e se si fermava lui si fermava la farmacia.
Una srl con un direttore assunto serve anche a questo. A rendere possibile andarsene senza spegnere la luce.
Ma una libertà che nessuno ha messo per iscritto, il giorno in cui la usi, diventa un buco di 60 giorni.
La libertà di chi dirige e la continuità della farmacia non sono nemiche. Si scrivono nella stessa clausola.
Se vuoi che la farmacia vada avanti anche il giorno in cui chi la dirige si ferma, partiamo da un colloquio preliminare per il percorso Titolare per Scelta.
CONTATTAMI
Aiuto il farmacista titolare a costruire un patrimonio che gli permetta di non dipendere per sempre dalla farmacia.
Il contenuto ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale, legale o del lavoro personalizzata, né raccomandazione d'investimento. Il caso e i numeri sono illustrativi e non si riferiscono a persone reali. Contratti di lavoro, inquadramento, premi, patti di stabilità e preavvisi sono materia del consulente del lavoro e dell'avvocato giuslavorista. Patti fra soci e patti di non concorrenza sono materia dell'avvocato. Procure e statuti sono materia del notaio. Bilancio, valore della farmacia e imposte sono materia del commercialista.
Luca Petri
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FONTI E NOTE METODOLOGICHE
La direzione della farmacia di società. Art. 7 della legge 362 del 1991, come modificato dall'art. 1, comma 157, della legge 124 del 2017. La direzione della farmacia gestita da una società è affidata a un farmacista in possesso dell'idoneità prevista dall'art. 12 della legge 475 del 1968, che ne è responsabile, anche se non è socio.
L'idoneità. Art. 12 della legge 475 del 1968. È idoneo il farmacista che ha conseguito l'idoneità in un precedente concorso, oppure che ha almeno 2 anni di pratica professionale certificata dall'autorità sanitaria competente. Il titolare comunica all'autorità sanitaria le generalità del praticante e le date di inizio e di fine della pratica, che vengono annotate in un registro.
La presenza del direttore. Ministero della Salute, nota 0035043 del 14 giugno 2019, su quesito della FOFI. Nelle farmacie gestite da società l'incarico di direttore richiede una presenza piena e ininterrotta, non è compatibile con il tempo parziale e non consente di dirigere più farmacie.
Sostituzione temporanea e cambio di direttore. Art. 11 della legge 475 del 1968 sui casi di sostituzione temporanea, fra cui infermità, gravi motivi di famiglia e ferie. Le procedure per il cambio di direttore nelle farmacie di società sono regionali. Per esempio l'ASL di Frosinone chiede la domanda almeno 15 giorni prima del cambio, con l'atto di nomina e accettazione, e il Comune ne prende atto con un decreto.
Il contratto delle farmacie private. CCNL Federfarma del 7 settembre 2021, scaduto il 31 agosto 2024 e applicato fino al rinnovo, che a fine settembre 2026 non risultava ancora firmato. Il direttore responsabile è inquadrato nell'area quadri Q1. Per i quadri il periodo di prova è di 90 giorni di calendario, durante i quali ciascuna parte può recedere senza preavviso. Il preavviso è di 90 giorni di calendario, per dimissioni e licenziamento, e decorre dalla metà o dalla fine del mese. Il farmacista che si dimette per aver vinto un concorso per una sede, o per incarichi in ASL, farmacie comunali o ospedaliere, può darne 30, se documenta di non poter rispettare il termine ordinario. Gli scatti biennali spettano per l'anzianità maturata presso la stessa farmacia (art. 56), 25,82 euro al mese ciascuno per il livello Q1.
L'indennità sostitutiva. Art. 2118 del codice civile. In mancanza di preavviso, chi recede deve all'altra parte un'indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.
Il patto di stabilità. Cassazione, sezione lavoro, sentenza 14457 del 9 giugno 2017. Le parti possono pattuire una durata minima del rapporto, limitata nel tempo, con un risarcimento a favore del datore se il lavoratore non la rispetta. Al lavoratore spetta un corrispettivo, che può consistere nella reciprocità dell'impegno oppure in una prestazione del datore non simbolica e proporzionata al sacrificio. La penale manifestamente eccessiva può essere ridotta dal giudice (art. 1384 c.c.).
Il patto di non concorrenza. Art. 2125 del codice civile. Il patto è nullo se non risulta da atto scritto, se non prevede un corrispettivo a favore del lavoratore e se il vincolo non è contenuto entro limiti di oggetto, di tempo e di luogo. Dura al massimo 5 anni per i dirigenti e 3 anni negli altri casi.
Il recesso del socio. Art. 2473 del codice civile. Nella srl contratta a tempo indeterminato il socio può recedere con un preavviso di almeno 180 giorni, che l'atto costitutivo può portare fino a un anno.
La trasparenza retributiva. D.Lgs. 96 del 7 maggio 2026, in vigore dal 7 giugno 2026. Negli avvisi di selezione vanno indicate la retribuzione iniziale o la fascia prevista, ed è vietato chiedere ai candidati le retribuzioni percepite in rapporti precedenti o in corso, anche tramite chi seleziona il personale per conto del datore.
L'incompatibilità dei soci. Corte costituzionale, sentenza 11 del 5 febbraio 2020. L'incompatibilità con qualsiasi rapporto di lavoro pubblico o privato (art. 8 della legge 362 del 1991) non si applica ai soci di società di capitali titolari di farmacie che si limitano a possedere quote, senza alcun ruolo nella gestione. Per chi partecipa alla gestione la valutazione si fa caso per caso (Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 5 del 14 aprile 2022).
I laureati in farmacia. Report Federfarma 2024 su dati AlmaLaurea, ripreso da Quotidiano Sanità. Da 5.095 laureati nel 2017 a poco più di 4.000 nel 2023.
Il caso. La farmacia è della srl dei 3 figli (lezioni 19, 20 e 21), con un EBITDA di 200.000 euro prima di pagare chi dirige e un valore di 966.000 euro senza debiti (lezioni 5 e 8). Il primo figlio la dirigeva con un compenso di mercato pari a 62.000 euro l'anno di costo per la farmacia (lezioni 5, 6 e 20). Elisa, 45 anni, è la direttrice della lezione 6, con 45.000 euro lordi l'anno su 14 mensilità, di cui 32.824,85 di minimo contrattuale Q1. Contributi a carico della farmacia stimati al 30%, TFR al netto dello 0,50%, assistenza sanitaria integrativa ed ente bilaterale, per un costo di 61.786,83 euro l'anno.
I conti del piano. Ogni euro lordo in più costa alla farmacia circa 1,37 euro. Ricerca ipotetica di 60 giorni. Affiancamento di 30 giorni, pari a un mese di costo di Elisa, 5.148,90 euro. Indennità della vice di 100 euro lordi al mese su 14 mensilità, 1.917,40 euro l'anno di costo. Maggiorazione per il patto di stabilità di 150 euro lordi al mese su 14 mensilità, 2.876,11 euro l'anno e 5.752,21 euro in 24 mesi. In tutto 14.735,92 euro nei primi 2 anni, cioè 7.367,96 euro l'anno, il 3,7% dell'EBITDA di un anno. Con l'80% dell'utile distribuito sono 1.964,79 euro l'anno in meno per ciascun figlio, prima delle imposte. Premio massimo di 3.000 euro lordi, con un costo di 4.108,72 euro. Penale e indennità sostitutiva pari a 3 mesi di retribuzione, 11.250 euro.






