Forfettario o Ordinario?

I numeri veri per il farmacista gettonista nel 2026

Luca Petri

4/13/20265 min read

Forfettario o ordinario? I numeri veri per il farmacista gettonista

La domanda che ogni farmacista collaboratore con partita IVA si fa almeno una volta all’anno: mi conviene il forfettario o l’ordinario? La risposta che sente di solito è: “dipende.” Oggi “dipende” non basta più. Facciamo i conti.

Prendo tre scenari di fatturato — €40.000, €60.000 e €80.000 — e per ognuno calcolo esattamente quanto resta in tasca con il forfettario e con l’ordinario. Così alla fine sapete esattamente a quale fatturato conviene uno, a quale conviene l’altro, e soprattutto quanto vi costa sbagliare.

Come funziona il forfettario per il farmacista

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per le partite IVA con ricavi fino a €85.000 annui. Ecco le regole chiave nel 2026:

Coefficiente di redditività: 78%. Il fisco non vi chiede quanto avete speso davvero. Presume che il 78% del vostro fatturato sia reddito e il 22% siano costi. Se fatturate €60.000, il reddito imponibile lordo è €46.800 — indipendentemente dai costi reali.

Imposta sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni se è una nuova attività). Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali e IRAP. Un’unica aliquota su tutto.

ENPAF 2026: €5.430 fissi. A differenza di INPS e ENPAM, l’ENPAF è un contributo fisso, uguale per tutti, non proporzionale al reddito. E attenzione: chi ha partita IVA paga la quota intera — nessuna riduzione possibile.

I contributi ENPAF sono deducibili dal reddito forfettario. Quindi riducono la base su cui calcolate il 15%. Questo è importante e spesso dimenticato.

Niente IVA, niente ritenute, niente IRAP. Il forfettario non addebita IVA in fattura e non subisce ritenute d’acconto. Semplicità amministrativa enorme.

Limite: €85.000 di ricavi. Superati, uscite dal forfettario dall’anno successivo. Se superate €100.000, uscita immediata.

Come funziona l’ordinario per il farmacista

Nel regime ordinario pagate IRPEF a scaglioni progressivi sul reddito netto (ricavi meno costi effettivi), più addizionali regionali e comunali (circa 2-3%), più ENPAF (uguale: €5.430), più eventuale IRAP se applicabile.

Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a €28.000, 33% da €28.000 a €50.000, 43% oltre €50.000.

Il vantaggio dell’ordinario: deducete i costi reali. Se avete costi significativi (auto, formazione, attrezzature, affitto studio), il reddito imponibile può essere molto più basso del 78% forfettario. Lo svantaggio: aliquote più alte e burocrazia più complessa.

Scenario 1: fatturato €40.000

Forfettario: Reddito lordo: €40.000 × 78% = €31.200. Meno ENPAF deducibile: €31.200 - €5.430 = €25.770 reddito imponibile. Imposta sostitutiva 15%: €3.866. Totale tasse + contributi: €3.866 + €5.430 = €9.296. Netto in tasca: €40.000 - €9.296 = €30.704.

Ordinario (ipotizzando 15% di costi reali deducibili, cioè €6.000): Reddito netto: €40.000 - €6.000 - €5.430 (ENPAF) = €28.570. IRPEF: €28.000 × 23% + €570 × 33% = €6.440 + €188 = €6.628. Più addizionali ~2,5%: €714. Totale tasse + contributi: €6.628 + €714 + €5.430 = €12.772. Netto in tasca: €40.000 - €12.772 = €27.228.

Verdetto: Forfettario vince di €3.476 l’anno. Non è nemmeno una gara.

Scenario 2: fatturato €60.000

Forfettario: Reddito lordo: €60.000 × 78% = €46.800. Meno ENPAF: €46.800 - €5.430 = €41.370. Imposta 15%: €6.206. Totale tasse + contributi: €6.206 + €5.430 = €11.636. Netto: €60.000 - €11.636 = €48.364. Aliquota effettiva: 19,4%.

Ordinario (costi reali 15% = €9.000): Reddito: €60.000 - €9.000 - €5.430 = €45.570. IRPEF: €28.000 × 23% + €17.570 × 33% = €6.440 + €5.798 = €12.238. Addizionali ~2,5%: €1.139. Totale: €12.238 + €1.139 + €5.430 = €18.807. Netto: €60.000 - €18.807 = €41.193. Aliquota effettiva: 31,3%.

Verdetto: Forfettario vince di €7.171 l’anno. La differenza cresce col fatturato.

Scenario 3: fatturato €80.000 (vicino al limite)

Forfettario: Reddito lordo: €80.000 × 78% = €62.400. Meno ENPAF: €62.400 - €5.430 = €56.970. Imposta 15%: €8.546. Totale: €8.546 + €5.430 = €13.976. Netto: €80.000 - €13.976 = €66.024. Aliquota effettiva: 17,5%.

Ordinario (costi reali 15% = €12.000): Reddito: €80.000 - €12.000 - €5.430 = €62.570. IRPEF: €28.000 × 23% + €22.000 × 33% + €12.570 × 43% = €6.440 + €7.260 + €5.405 = €19.105. Addizionali ~2,5%: €1.564. Totale: €19.105 + €1.564 + €5.430 = €26.099. Netto: €80.000 - €26.099 = €53.901. Aliquota effettiva: 32,6%.

Verdetto: Forfettario vince di €12.123 l’anno. Dodicimila euro. È lo stipendio di un mese netto di un dipendente.

Il riepilogo: quanto risparmi col forfettario

Fatturato €40.000: forfettario risparmia €3.476/anno.

Fatturato €60.000: forfettario risparmia €7.171/anno.

Fatturato €80.000: forfettario risparmia €12.123/anno.

Il forfettario vince sempre, a qualsiasi livello di fatturato sotto €85.000 — almeno per il farmacista gettonista che ha costi bassi (niente affitto studio, niente dipendenti, costi reali sotto il 22% del fatturato).

Quando l’ordinario conviene davvero?

C’è un solo caso in cui l’ordinario può battere il forfettario: quando i costi reali superano significativamente il 22% forfettario. Se avete un affitto di €12.000, un’auto in leasing da €6.000, formazione per €3.000, e attrezzature per €5.000, i costi reali sono €26.000 su €80.000 di fatturato — il 32,5%. In quel caso il reddito imponibile ordinario sarebbe più basso di quello forfettario e l’ordinario potrebbe convenire.

Ma per il farmacista gettonista tipico — che va nelle farmacie a fare turni, non ha un suo studio, non ha dipendenti, ha costi minimi — il forfettario è quasi sempre la scelta vincente.

Il bonus dei primi 5 anni: aliquota al 5%

Se avete appena aperto la partita IVA e rispettate i requisiti (non aver esercitato attività simile nei 3 anni precedenti), l’aliquota scende al 5% per i primi 5 anni. I numeri diventano ancora più impressionanti:

Fatturato €60.000 con aliquota 5%: reddito imponibile €41.370, imposta €2.069. Totale tasse + contributi: €7.499. Netto: €52.501. Aliquota effettiva: 12,5%. Risparmio vs ordinario: €11.308/anno.

Undicimilatrecento euro l’anno. Per cinque anni. Sono €56.540 in più nella vostra tasca in cinque anni. Con gli stessi turni, le stesse farmacie, lo stesso lavoro. Solo per aver scelto il regime giusto.

La trappola dell’ENPAF che nessuno spiega

L’ENPAF è una bestia strana. È un contributo fisso — €5.430 l’anno, uguale per tutti — e non è proporzionale al reddito. Se fatturi €20.000 paghi €5.430. Se fatturi €80.000 paghi €5.430. Questo significa che l’incidenza percentuale diminuisce con il fatturato: al 13,6% su €40.000 ma al 6,8% su €80.000.

E c’è un altro aspetto critico: a differenza di INPS e ENPAM, l’ENPAF non è proporzionale al reddito, quindi la pensione che genera è molto bassa. Un farmacista che versa quota intera per 35 anni potrebbe ritrovarsi con una pensione ENPAF di €700-900 al mese. Non basta per vivere.

Ecco perché il farmacista gettonista ha bisogno di un piano di risparmio e investimento parallelo. Il risparmio fiscale del forfettario — da €3.500 a €12.000 l’anno — va investito, non speso. È la differenza tra arrivare a 65 anni con una pensione da fame e arrivarci con un patrimonio che genera reddito.

Ma questa è un’altra storia — ne parliamo nel prossimo articolo sull’asset allocation per il farmacista.

Cosa fare adesso

Se siete farmacisti gettonisti con partita IVA e fatturate sotto €85.000: verificate di essere nel forfettario. Se non lo siete e non avete motivi specifici per l’ordinario, state probabilmente perdendo migliaia di euro l’anno.

Se fatturate vicino al limite di €85.000: attenzione a non sforare. Monitorate il fatturato mese per mese. Sforare di €1.000 può costarvi €12.000 l’anno successivo.

Se volete capire come investire il risparmio fiscale per costruire il vostro futuro — e non dipendere solo dall’ENPAF — sul sito trovate il link per una chiamata gratuita di 30 minuti.

Luca Petri, CFP®

Consulente Finanziario Autonomo OCF 637312

Specializzato in Professionisti Sanitari

lucapetriconsulting.it

Disclaimer: Questo articolo ha finalità educative. I calcoli sono stime basate sulla normativa forfettaria 2026 (L. 190/2014, coefficiente 78%, imposta 15%/5%), IRPEF 2026 (23%/33%/43%), ENPAF 2026 (€5.430 quota intera). I costi reali nel regime ordinario sono ipotizzati al 15% del fatturato. La vostra situazione specifica potrebbe differire. Consultate il vostro commercialista.